Prevenzione 15 Ottobre 2026 08:55

Vaccini negli adulti: più anni in salute e risorse liberate per il Ssn

Le vaccinazioni in età adulta non proteggono solo i più fragili, ma rappresentano uno scudo per l'intero Servizio Sanitario: riducendo ricoveri e consumo di antibiotici, liberano risorse preziose. Ne parliamo con Caterina Rizzo

 

di Camilla De Fazio
Vaccini negli adulti: più anni in salute e risorse liberate per il Ssn

A gennaio 2026 gli over 65 rappresentavano un quarto degli italiani. Secondo l’Istat, nessun Paese dell’Unione europea ha una quota di anziani più alta. Ciò è dovuto in gran parte al declino delle nascite, ma anche all’aumento dell’aspettativa di vita, che ha raggiunto quasi 82 anni per gli uomini e quasi 86 per le donne. Alla vita che si allunga, però, non corrisponde necessariamente una maggiore attenzione alla prevenzione. Nel 2025 la copertura antinfluenzale tra gli anziani, per esempio, era del 52,5%, contro una soglia minima raccomandata del 75%. 

“Siamo fra i Paesi più vecchi d’Europa”, dice Caterina Rizzo, professoressa ordinaria di Igiene e medicina preventiva all’Università di Pisa. “E questo pone interrogativi importanti su come continuare a sostenere il nostro Servizio sanitario nazionale e i diversi sistemi sanitari regionali”. Serve prevenzione, continua l’esperta. Non solo per allungare ulteriormente l’aspettativa di vita, ma “perché questa vita sia di qualità”.

In particolar modo dopo i 65 anni. “Ci aspettiamo una quindicina, una ventina d’anni di vita che può essere vissuta ancora in qualità”, spiega. “Dopodiché c’è un repentino declino. Dobbiamo tendere ad allungare questo intervallo di vita in buona salute”.

Possiamo farlo grazie agli strumenti di prevenzione: gli stili di vita sani, quindi alimentazione e attività fisica, ma anche e soprattutto, ricorda Rizzo, le vaccinazioni. “Le vaccinazioni, in particolare nell’adulto e nel paziente fragile, rappresentano uno strumento importantissimo”.

In termini clinici ed economici. Le stime disponibili indicano che ogni euro investito nella vaccinazione dell’adulto può generare un ritorno fino a 19 euro, considerando i benefici socioeconomici complessivi. “Questo significa che con le vaccinazioni non soltanto garantiamo che quella persona, quel gruppo di persone, siano protetti nei confronti di una malattia”, osserva l’esperta, “ma garantiamo anche un risparmio per il Servizio sanitario nazionale, che può investire questi soldi in altre attività di prevenzione e in attività di cura”.

Rizzo richiama in particolare le vaccinazioni raccomandate dal calendario del Piano nazionale di prevenzione vaccinale e dai piani regionali: l’antinfluenzale, l’anti-pneumococcica, quelle contro l’herpes zoster e il Covid-19 e il richiamo decennale contro difterite, tetano e pertosse. “Sono strumenti che ci permettono di ridurre il numero di ospedalizzazioni e il consumo di antibiotici, con risparmi diretti e indiretti che si aggirano intorno ai milioni di euro”, conclude, “e addirittura con la possibilità di recuperare risorse economiche da dedicare ad altre attività del sistema sanitario nazionale e regionale”.