Salute 14 Ottobre 2026 17:13

Menopausa, non un declino graduale: il corpo attraversa un brusco cambiamento

Uno studio pubblicato su Nature Medicine rileva variazioni improvvise in diversi sistemi dell'organismo, distinte dal normale invecchiamento e associate alla transizione menopausale.

di Arnaldo Iodice
Menopausa, non un declino graduale: il corpo attraversa un brusco cambiamento

La menopausa sarebbe caratterizzata da un brusco cambiamento fisiologico che interessa diversi sistemi dell’organismo, più simile a un “salto” che a un processo graduale legato all’invecchiamento. A suggerirlo è uno studio pubblicato su Nature Medicine, secondo cui alcune alterazioni biologiche iniziano a manifestarsi anche oltre dieci anni prima dell’ultima mestruazione. La ricerca contribuisce a chiarire la tempistica dei cambiamenti associati alla menopausa e suggerisce che la transizione possa essere più concentrata nel tempo di quanto ipotizzato finora.

Il gruppo di ricerca guidato da Uri Alon ha sviluppato un metodo computazionale per ricostruire l’evoluzione dei parametri fisiologici intorno all’ultima mestruazione, analizzando oltre 300 milioni di esami di laboratorio relativi a più di un milione di donne negli Stati Uniti e in Israele, raccolti tra il 1999 e il 2024. In entrambi i campioni sono emerse variazioni improvvise in diversi sistemi corporei. Nel database statunitense, 52 dei 90 parametri di laboratorio esaminati hanno mostrato cambiamenti statisticamente significativi, riguardanti non soltanto gli ormoni sessuali, ma anche la salute delle ossa, la funzionalità epatica e renale, la composizione del sangue e i lipidi.

La menopausa coincide con la cessazione definitiva delle mestruazioni, conseguente all’esaurimento dei follicoli ovarici e alle variazioni dei livelli ormonali. Ricostruire la cronologia delle alterazioni associate è stato finora difficile, anche per la limitata disponibilità di studi longitudinali e di registrazioni precise dell’ultima mestruazione.

Gli ormoni cambiano anche 15 anni prima dell’ultima mestruazione

Le analisi hanno evidenziato che le variazioni ormonali possono precedere di molto la menopausa. L’ormone anti-Mülleriano e l’estradiolo hanno mostrato una diminuzione accelerata rispettivamente circa 15 e 12 anni prima dell’ultima mestruazione, mentre l’ormone follicolo-stimolante (FSH) ha iniziato ad aumentare più rapidamente circa 14 anni prima. Questi risultati indicano che i cambiamenti endocrini potrebbero anticipare le alterazioni osservabili in altri sistemi dell’organismo.

Secondo gli autori, la menopausa rappresenterebbe quindi una transizione fisiologica generalizzata, distinta dal normale processo di invecchiamento. A sostegno di questa interpretazione, cambiamenti analoghi non sono stati rilevati negli uomini utilizzati come termine di confronto. Le variazioni più marcate hanno interessato sistemi particolarmente sensibili agli estrogeni, tra cui quello scheletrico, mentre nei sistemi con un legame meno forte con questi ormoni non sono emerse alterazioni altrettanto evidenti.

I risultati suggeriscono inoltre una possibile associazione tra terapia ormonale sostitutiva (TOS) e minore entità dei cambiamenti fisiologici osservati dopo la menopausa. L’utilizzo della terapia è risultato associato a variazioni più contenute in numerosi parametri, soprattutto quelli relativi alla salute delle ossa e alla funzionalità epatica e renale. Si tratta, tuttavia, di un’associazione che non dimostra da sola un rapporto causale né consente di stabilire con certezza l’effetto protettivo della terapia sui diversi organi.

Il ruolo degli estrogeni e i limiti della ricerca

La dottoressa Mia Schaumberg, professoressa associata di fisiologia presso l’Università della Sunshine Coast, sottolinea che lo studio amplia le conoscenze sugli effetti della menopausa oltre la sfera riproduttiva. I cambiamenti più significativi, osserva, riguardano sistemi particolarmente sensibili agli estrogeni, come le ossa e il fegato, e sono associati a esiti di salute peggiori dopo la menopausa.

Schaumberg evidenzia anche l’importanza delle variazioni ormonali che precedono di oltre un decennio l’ultima mestruazione: potrebbero fornire indicazioni precoci sui successivi cambiamenti sistemici.

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