In Italia ha completato la vaccinazione anti-HPV solo il 51,2% delle dodicenni e il 44,7% dei coetanei maschi. La presentazione all'Istituto Superiore di Sanità
Rafforzare la prevenzione dell’HPV, aumentare le coperture vaccinali e rendere più accessibili gli screening, attraverso un’alleanza tra istituzioni, professionisti sanitari, scuole, società scientifiche e associazioni dei pazienti. È l’obiettivo di “Traguardo Zero”, il Manifesto di intenti presentato il 12 ottobre all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e sottoscritto, tra i primi firmatari, dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).
Il documento lancia un appello all’azione per contrastare le infezioni da Papillomavirus umano e i tumori correlati, promuovendo interventi concreti e modelli di prevenzione che possano essere replicati su tutto il territorio nazionale. Un percorso avviato con il progetto europeo PERCH e proseguito con la Joint Action SHIELD, che punta a trasformare le esperienze locali in strategie sostenibili e capaci di ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi.
L’infezione da HPV rappresenta una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse e riguarda sia le donne sia gli uomini. Sebbene nella maggior parte dei casi venga eliminata spontaneamente dall’organismo, la persistenza di alcuni ceppi ad alto rischio può favorire lo sviluppo di diverse patologie oncologiche. Come ricordato dal presidente dell’ISS, Rocco Bellantone, l’HPV è associato al 97% dei tumori della cervice uterina, all’88% dei tumori anali, al 70% dei tumori vaginali, al 50% dei tumori del pene e al 43% dei tumori vulvari, oltre che a una quota compresa tra il 26 e il 30% dei tumori del distretto testa-collo. “Il titolo che abbiamo scelto, Traguardo Zero, esprime un’ambizione importante. Ma soprattutto esprime una possibilità”, ha dichiarato Bellantone, sottolineando come una parte significativa del carico di malattia associato all’HPV possa essere evitata grazie alla prevenzione.
Vaccinazione e screening rappresentano, infatti, due strumenti fondamentali per ridurre l’incidenza dei tumori HPV-correlati. La sfida, tuttavia, resta quella di garantire un’adesione sufficientemente elevata e omogenea sul territorio.
I dati del Ministero della Salute aggiornati al 2024 evidenziano quanto sia ancora necessario investire nella prevenzione. Tra i dodicenni, infatti, ha completato il ciclo vaccinale contro l’HPV il 51,2% delle ragazze e il 44,7% dei ragazzi. Numeri ancora distanti dagli obiettivi internazionali di prevenzione e che confermano la necessità di rafforzare le strategie di offerta vaccinale, anche attraverso modalità innovative in grado di raggiungere più facilmente adolescenti e famiglie. Un esempio arriva dall’esperienza dell’ASL di Taranto, dove la proposta di vaccinazione direttamente nelle scuole ha permesso di raggiungere una copertura del 72,3%, rispetto al 55,6% registrato con l’offerta ambulatoriale. Un risultato che sostiene l’utilità di avvicinare concretamente i servizi di prevenzione ai luoghi frequentati dai giovani.
Tra le prime realtà a sostenere il Manifesto figura l’ASL Roma 2, che ha avviato un progetto pilota in tre scuole della Capitale. L’iniziativa prevede un percorso integrato che coinvolge insegnanti, studenti e famiglie, con attività di formazione e sensibilizzazione sull’HPV e, nell’autunno 2027, la possibilità di offrire la vaccinazione direttamente negli istituti scolastici. “Con l’adesione a Traguardo Zero attraverso questo progetto sperimentiamo un percorso integrato di prevenzione, che collega formazione degli insegnanti, partecipazione degli studenti e coinvolgimento delle famiglie con un’opportunità concreta di vaccinazione”, ha spiegato Francesco Amato, direttore generale dell’ASL Roma 2. Il progetto si inserisce in un contesto regionale in cui, secondo i dati riportati da Amato, le coperture vaccinali sono in crescita ma rimangono inferiori alla media nazionale: nel Lazio si attestano al 54% per le femmine e al 34% per i maschi. L’obiettivo è verificare l’efficacia del modello, individuare eventuali criticità organizzative e valutare successivamente una possibile estensione dell’iniziativa.
Un elemento centrale di “Traguardo Zero” è il coinvolgimento diretto del mondo della scuola, considerata non soltanto un luogo in cui promuovere informazioni corrette, ma anche uno spazio per costruire un dialogo stabile tra servizi sanitari, studenti e famiglie. Per questo l’ISS ha sviluppato un corso di formazione a distanza rivolto agli insegnanti, dedicato all’infezione da HPV, alla vaccinazione, alla prevenzione dei tumori HPV-correlati e al contrasto della disinformazione.
La prima fase è prevista tra ottobre e dicembre 2026, mentre da gennaio 2027 il corso sarà disponibile su scala nazionale. Nelle scuole coinvolte nel progetto pilota, gli insegnanti formati accompagneranno gli studenti anche nella progettazione di iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alle famiglie. “La scuola ha un ruolo centrale in questa alleanza: è un luogo in cui costruire consapevolezza, coinvolgere ragazze, ragazzi e famiglie e rafforzare il dialogo con i servizi sanitari”, ha sottolineato Raffaella Bucciardini, direttrice del Centro Nazionale per la Salute Globale dell’ISS.
Il Manifesto dedica particolare attenzione anche alle persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alla prevenzione a causa di barriere economiche, culturali e organizzative. L’iniziativa punta a superare gli ostacoli che spesso limitano la partecipazione ai programmi vaccinali e di screening, attraverso modalità di comunicazione e coinvolgimento più vicine ai bisogni delle comunità.
Anche l’ASL Roma 1 ha aderito al Manifesto, sottolineando l’importanza di rafforzare la capacità di raggiungere le fasce più vulnerabili della popolazione. Il direttore generale Giuseppe Quintavalle ha evidenziato i progressi della rete locale di prevenzione, con una copertura passata dal 30,81% nel 2023 al 34,76% nel 2025 e, nel primo semestre 2026, un’estensione degli inviti superiore al 118%, con quasi 35mila donne contattate.
Uno degli aspetti qualificanti di “Traguardo Zero” è la costruzione di una rete che coinvolge non soltanto le istituzioni sanitarie, ma anche le società scientifiche e il mondo dell’associazionismo. Tra i primi firmatari figurano, come accennato, SItI, AIOM e FAVO, a testimonianza della volontà di integrare competenze scientifiche, prevenzione territoriale e rappresentanza dei pazienti. “La prevenzione dell’HPV deve diventare un impegno condiviso e radicato nei territori», ha dichiarato Enrico Di Rosa, presidente della SItI. “Fare rete tra servizi sanitari, scuole, professionisti, istituzioni e comunità significa portare la prevenzione più vicino alle persone e creare le condizioni per aumentare l’adesione e ridurre le disuguaglianze”.
Il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti può contribuire a rafforzare la sensibilizzazione, individuare le barriere che ostacolano l’accesso ai servizi e promuovere una maggiore partecipazione alle scelte di prevenzione. Il Manifesto prevede inoltre il coinvolgimento attivo delle società scientifiche attraverso contest dedicati ai professionisti sanitari, pensati per raccogliere idee e proposte innovative. Il primo sarà promosso dalla SItI in occasione del prossimo convegno nazionale, previsto a ottobre.
Un’alleanza per trasformare la prevenzione in un’opportunità per tutti
L’ambizione di “Traguardo Zero” è trasformare iniziative già sperimentate nei territori in modelli di intervento efficaci, sostenibili e replicabili, ampliando progressivamente il numero dei soggetti aderenti al Manifesto. «L’Istituto Superiore di Sanità deve essere il luogo nel quale il rigore della scienza offre una base comune e nel quale esperienze e responsabilità diverse possono incontrarsi per costruire risposte condivise», ha sottolineato Andrea Piccioli, direttore generale dell’ISS.
Il progetto si inserisce nel più ampio percorso internazionale verso l’eliminazione del carcinoma della cervice uterina come problema di salute pubblica, obiettivo promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso il rafforzamento della vaccinazione, dello screening e delle cure. Portare la vaccinazione nelle scuole, investire nella formazione e raggiungere le popolazioni più vulnerabili sono alcune delle azioni con cui il Manifesto punta a tradurre questo obiettivo in interventi concreti. Perché rendere i tumori HPV-correlati sempre più prevenibili significa anche garantire che tutte le persone possano accedere, senza disuguaglianze, agli strumenti di prevenzione disponibili.