Advocacy e Associazioni 25 Settembre 2026 09:00

Ddl caregiver, CARER ETS boccia gli emendamenti al Ddl Locatelli: “Sono cosmetici, il carico di cura resta sulle famiglie”

L’associazione critica le modifiche approvate in Commissione Affari sociali: "Non riducono il carico di cura e non costruiscono servizi". Nel mirino anche la soglia ISEE a 25 mila euro, le tutele per i caregiver non conviventi e il riconoscimento dei caregiver minorenni

di Isabella Faggiano
Ddl caregiver, CARER ETS boccia gli emendamenti al Ddl Locatelli: “Sono cosmetici, il carico di cura resta sulle famiglie”

“Puramente cosmetici”. Così CARER ETS – Associazione Caregiver Familiari definisce gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari sociali della Camera al disegno di legge Locatelli sui caregiver familiari. Secondo l’associazione, le modifiche non intervengono sui nodi principali della condizione di chi assiste un familiare e lasciano sostanzialmente invariato il carico di cura sulle famiglie. Il disegno di legge C.2789, “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, è di iniziativa governativa ed è attualmente all’esame del Parlamento. La Commissione Affari sociali della Camera ha concluso l’esame del provvedimento il 16 settembre 2026 e il testo è atteso in Aula il 2 ottobre. CARER ETS contesta in particolare l’impianto complessivo del provvedimento, sostenendo che il riconoscimento della figura del caregiver non sia sufficiente se non accompagnato da una rete strutturata di servizi, misure di sollievo, sostegni economici e tutele previdenziali.

La soglia ISEE sale a 25 mila euro

Tra le modifiche approvate dalla Commissione c’è l’innalzamento della soglia ISEE familiare da 15mila a 25mila euro per l’accesso al contributo previsto dal disegno di legge. CARER ETS considera questa modifica insufficiente e contesta il meccanismo attraverso il quale il contributo si riduce progressivamente all’aumentare dell’ISEE. Nel comunicato l’associazione sostiene che, per un ISEE di 24 mila euro, il sostegno possa arrivare a circa 40 euro al mese, definendo la misura uno “specchietto per le allodole”. L’aumento della soglia ISEE da 15 a 25mila euro è una delle principali modifiche introdotte dalla Commissione Affari sociali. Il contributo si ridurebbe progressivamente per gli ISEE superiori a 15 mila euro. La documentazione parlamentare sul provvedimento indica inoltre un tetto massimo del contributo pari a 1.200 euro a trimestre e precisa che le risorse costituiscono un limite di spesa. (Fonte: Camera dei deputati, documentazione sul Ddl C.2789). Per CARER, tuttavia, il problema non è soltanto l’entità del contributo, ma il fatto che il sostegno economico non sarebbe accompagnato da un rafforzamento adeguato dei servizi.

Caregiver non conviventi, la distanza passa da 25 a 40 chilometri

Un altro emendamento riguarda i caregiver familiari non conviventi. Il limite della distanza tra i comuni di residenza del caregiver e della persona assistita viene portato da 25 a 40 chilometri. CARER ETS sostiene che anche questa modifica non elimini la disparità di trattamento nei confronti dei caregiver non conviventi. Secondo l’associazione, infatti, la distanza geografica non è necessariamente un indicatore della quantità e dell’intensità dell’assistenza prestata. La modifica dei 40 chilometri è confermata anche dalla ricostruzione dell’iter parlamentare, che la indica tra le principali novità introdotte dalla Commissione insieme all’aumento della soglia ISEE e all’apertura esplicita ai caregiver minorenni.

Il carico di cura resta il nodo centrale

Per CARER ETS, il provvedimento continua a lasciare sulle famiglie una parte consistente della responsabilità assistenziale. L’associazione richiama la necessità di affrontare non soltanto il riconoscimento formale della figura del caregiver, ma anche le condizioni concrete nelle quali viene svolta l’attività di cura. Carer nel suo appello cita, tra gli altri, la solitudine, la carenza di servizi domiciliari, l’assenza di adeguati sostegni psicologici e formativi, la mancanza di servizi di sollievo e il rischio di burnout. CARER sostiene che, senza interventi su questi aspetti, il riconoscimento del caregiver rischi di non tradursi in una reale riduzione del carico assistenziale. Il tema del carico di cura è previsto anche nel disegno di legge: il testo introduce infatti l’individuazione del caregiver e del relativo carico assistenziale in termini di ore all’interno del progetto di vita della persona con disabilità e del Piano assistenziale individualizzato per la persona anziana non autosufficiente. (Fonte: Camera dei deputati, testo del Ddl C.2789)

Caregiver minorenni, il riconoscimento non basta

Tra le modifiche approvate c’è anche l’esplicito riconoscimento dei caregiver minorenni. CARER ETS considera questo passaggio ancora insufficiente se non accompagnato da misure concrete. L’associazione richiama il possibile impatto che le responsabilità di cura possono avere sulla vita scolastica, sulle relazioni sociali e sul benessere dei minorenni che assistono un familiare. Secondo CARER, il rischio è che anche in questo caso il riconoscimento rimanga prevalentemente formale, senza un sistema di servizi capace di sostenere concretamente il minore e la sua famiglia. L’inclusione esplicita dei caregiver minorenni tra i destinatari delle misure è una delle modifiche introdotte dalla Commissione Affari sociali. Il testo, dopo il passaggio in Commissione, è atteso in Aula il 2 ottobre 2026. [Fonte: Vita, 18 settembre 2026]

Il tema della previdenza

Un altro punto sollevato da CARER riguarda le conseguenze che l’attività di cura può avere sul percorso lavorativo e previdenziale di chi assiste un familiare.

L’associazione chiede che il riconoscimento del lavoro di cura sia accompagnato da tutele previdenziali e figurative, soprattutto nei casi in cui l’intensità dell’assistenza renda difficile mantenere un’attività lavorativa continuativa. CARER sostiene inoltre che il tema riguardi in modo particolare le donne, sulle quali continua a ricadere una parte significativa del lavoro di cura familiare. La questione si inserisce nel più ampio tema della conciliazione tra attività lavorativa e responsabilità familiari: il disegno di legge prevede, tra le altre misure, specifiche disposizioni per i caregiver con un determinato carico assistenziale e interventi sul riconoscimento della loro partecipazione ai percorsi di valutazione e assistenza.

Una legge attesa da anni

Il Ddl caregiver arriva dopo un lungo percorso legislativo e istituzionale. Il Governo ha approvato il disegno di legge nel gennaio 2026, presentandolo come un intervento organico per il riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari. Secondo il Ministero per le Disabilità, il provvedimento è stato elaborato anche attraverso un tavolo di lavoro al quale hanno partecipato più di 50 soggetti tra familiari, associazioni e rappresentanti dei territori. (Fonte: Ministero per le Disabilità, 12 gennaio 2026). Il Governo ha inoltre indicato in 257 milioni di euro le risorse stanziate per il 2027, con 260 milioni annui dal 2028, nell’ambito della copertura finanziaria del provvedimento. [Fonte: Ministero per le Disabilità; documentazione parlamentare). CARER ETS, però, ritiene che le modifiche approvate non siano sufficienti a modificare l’impostazione della legge.

“Servono servizi, sostegni e tutele”

Nel giudizio dell’associazione, il riconoscimento della figura del caregiver non può esaurirsi nell’accesso a un contributo economico. CARER chiede interventi strutturali sul fronte dei servizi domiciliari, del sostegno psicologico, della formazione, delle misure di sollievo e della previdenza. L’obiettivo indicato è quello di evitare che l’assistenza continui a dipendere prevalentemente dalla capacità della singola famiglia di organizzare e sostenere il lavoro di cura. “Il Ddl non riduce il carico di cura, non elimina le discriminazioni, non costruisce servizi e non sostiene realmente i caregiver”, sostiene CARER ETS nel comunicato diffuso dopo l’approvazione degli emendamenti. La posizione dell’associazione si inserisce in un confronto più ampio sul modello di welfare da costruire attorno alle persone con disabilità, non autosufficienti e alle loro famiglie. Anche durante le audizioni parlamentari altre organizzazioni hanno evidenziato criticità relative al carico assistenziale e alla necessità di rafforzare servizi e tutele. (Fonte: Cittadinanzattiva, audizione sul Ddl C.2789, 24 marzo 2026). Il confronto parlamentare proseguirà ora in Aula. Per CARER ETS, la sfida non è soltanto riconoscere giuridicamente chi presta assistenza a un familiare, ma costruire le condizioni perché il lavoro di cura non continui a tradursi in solitudine, rinunce personali e professionali e responsabilità sostenute quasi esclusivamente dalle famiglie.

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