L'ultimo aggiornamento dell'Iss fotografa la situazione al 15 settembre. Per la Dengue sono 294 i casi confermati. Il West Nile ha raggiunto 657 casi, 345 dei quali in forma neuroinvasiva
Continua a crescere in Italia il numero dei casi di West Nile virus, mentre anche la Dengue registra episodi di trasmissione locale. È il quadro che emerge dall’ultimo aggiornamento della sorveglianza nazionale delle arbovirosi dell’Istituto superiore di sanità, relativo ai dati disponibili al 15 settembre 2026. Il bilancio del West Nile sale a 657 casi confermati nell’uomo, rispetto ai 594 del bollettino precedente, con 51 decessi. La forma neuroinvasiva rappresenta 345 casi. La circolazione del virus è stata dimostrata in 82 Province appartenenti a 19 Regioni. Sul fronte della Dengue, dall’inizio dell’anno al 15 settembre sono invece 294 i casi confermati, di cui 37 autoctoni. Non sono stati registrati decessi.
Il dato che richiama maggiormente l’attenzione sul fronte della Dengue è rappresentato dalla presenza di tre episodi di trasmissione locale. Il focolaio più esteso è stato identificato in Toscana, in un Comune della provincia di Livorno, dove sono stati confermati 23 casi di infezione. Un secondo episodio riguarda la Puglia, con 8 casi confermati, tutti sintomatici, con esposizione in alcuni Comuni della provincia di Lecce. Il terzo episodio è stato individuato in Lombardia, in un Comune della provincia di Milano, con due casi confermati. Per tutti e tre gli episodi sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore. La Dengue in Italia continua comunque a essere prevalentemente associata a viaggi all’estero: dei 294 casi complessivi, tutti quelli non autoctoni sono stati associati a un’esposizione fuori dal Paese. L’ISS segnala inoltre che il 52% dei casi associati a viaggi ha avuto come luogo di esposizione le Maldive.
È però il West Nile a concentrare il maggior numero di casi nell’ultimo aggiornamento. Dei 657 casi confermati, 345 hanno presentato una forma neuroinvasiva. Cinque delle infezioni neuroinvasive sono state classificate come importate, con esposizione rispettivamente in Maldive, Francia, Belgio, Grecia e Olanda. Nel sistema di sorveglianza sono stati inoltre identificati 80 casi asintomatici tra donatori di sangue, 224 casi di febbre, quattro casi con altri sintomi e quattro casi asintomatici. Uno dei casi di febbre è risultato importato dal Burkina Faso. Tra i casi confermati sono stati notificati 51 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato. La letalità, calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,7%, in lieve diminuzione rispetto al 15,8% registrato nello stesso periodo del 2025.
La diffusione territoriale del West Nile continua ad ampliarsi. Al 15 settembre sono 82 le Province nelle quali è stata dimostrata la circolazione del virus, distribuite in 19 Regioni. Nel precedente bollettino le Province interessate erano 79, sempre in 19 Regioni. Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno mostra 657 casi nel 2026 contro 647 nel 2025, mentre i decessi sono passati da 47 a 51. I dati della sorveglianza, tuttavia, sono soggetti ad aggiornamenti e consolidamento da parte delle Regioni nei successivi bollettini. Il sistema di sorveglianza dell’ISS precisa infatti che ogni bollettino può includere aggiornamenti relativi anche alle settimane precedenti e che la casistica viene successivamente consolidata dalle Regioni al termine della stagione.
L’aggiornamento al 15 settembre comprende anche le altre principali arbovirosi sottoposte a sorveglianza nazionale. Sono 28 i casi confermati di Chikungunya, uno dei quali autoctono, mentre gli altri sono associati a viaggi all’estero. Non sono stati registrati decessi. I casi confermati di Zika virus sono invece tre, tutti associati a viaggi all’estero e senza decessi.
Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 14 casi di Usutu virus: otto in Lombardia, due nel Lazio e uno rispettivamente in Emilia-Romagna, Marche, Piemonte e Veneto. Il quadro restituito dall’ultimo monitoraggio conferma quindi la presenza sul territorio italiano di diverse arbovirosi, con caratteristiche differenti: la Dengue, ancora prevalentemente legata a viaggi internazionali ma con episodi di trasmissione locale, e il West Nile, ormai rilevato in 19 Regioni e con un numero consistente di forme neuroinvasive. La sorveglianza integrata coordinata dall’ISS ha proprio l’obiettivo di individuare precocemente la circolazione dei virus e sostenere le misure di prevenzione e controllo, comprese quelle rivolte ai vettori.
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