La classifica 2027 della rivista statunitense Newsweek, realizzata con Statista, analizza 13 specialità mediche: quattro ospedali italiani entrano nella Top 10 mondiale nei rispettivi ambiti, tra pediatria, neurologia, ortopedia e ostetricia e ginecologia
Quali sono gli ospedali italiani che si distinguono maggiormente a livello internazionale nelle diverse specialità mediche? A fotografarlo è la World’s Best Specialized Hospitals 2027, la classifica pubblicata dalla rivista statunitense Newsweek in collaborazione con Statista. L’edizione 2027 prende in esame 13 discipline e comprende circa 2.500 ospedali a livello internazionale, con 42 strutture italiane presenti nelle diverse graduatorie. Quattro entrano nella Top 10 mondiale delle rispettive specialità: il Policlinico Gemelli è terzo in Ostetricia e Ginecologia, il Bambino Gesù quarto in Pediatria, il Besta ottavo in Neurologia e il Rizzoli nono in Ortopedia. Il ranking combina soprattutto le raccomandazioni di professionisti sanitari e manager ospedalieri, insieme ad accreditamenti e certificazioni e all’implementazione dei Patient-Reported Outcome Measures (PROMs). Per i pazienti, il risultato fotografa il riconoscimento internazionale di alcuni centri in specifici ambiti clinici, ma non costituisce una classifica generale degli ospedali né misura da sola l’accessibilità dei percorsi di cura.
La World’s Best Specialized Hospitals 2027 non è una classifica generale degli ospedali, ma una serie di graduatorie dedicate a singole specialità mediche. Le 13 aree considerate sono cardiologia, cardiochirurgia, endocrinologia, gastroenterologia, neurologia, neurochirurgia, pediatria, pneumologia, ostetricia e ginecologia, oncologia, ortopedia, urologia e nefrologia. Quest’ultima è la novità dell’edizione 2027, che amplia così il numero delle discipline rispetto alle precedenti edizioni.
La metodologia combina tre componenti. Le raccomandazioni raccolte attraverso un’indagine internazionale tra professionisti sanitari e manager ospedalieri rappresentano l’83,5% del punteggio; gli accreditamenti e le certificazioni incidono per il 10%, mentre il 6,5% deriva dall’implementazione dei PROMs, strumenti che rilevano direttamente dai pazienti informazioni sugli esiti percepiti delle cure, compresi aspetti legati al benessere funzionale e alla qualità di vita. L’indagine internazionale ha raccolto oltre 42mila raccomandazioni tra maggio e giugno 2026.
Questo aspetto è importante per interpretare correttamente il risultato: la componente largamente prevalente è costituita dalle raccomandazioni della comunità professionale. Il ranking può quindi fornire un’indicazione sul riconoscimento internazionale di una struttura in una determinata disciplina, ma non equivale a un audit clinico complessivo né a una misurazione di tutti gli aspetti che incidono sulla qualità dell’assistenza.
Il risultato più alto per l’Italia arriva dal Policlinico Gemelli di Roma, che si colloca al 3° posto mondiale in Ostetricia e Ginecologia, su 125 strutture presenti nella graduatoria. Il Bambino Gesù di Roma è 4° in Pediatria, su 250 ospedali, mentre la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano raggiunge l’8° posto in Neurologia, su 150 strutture. Chiude il gruppo l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, al 9° posto mondiale in Ortopedia. Sono quindi quattro strutture in quattro ambiti clinici differenti. Il dato va letto in questo modo: non significa che i quattro ospedali siano stati classificati tra i dieci migliori al mondo in assoluto, ma che hanno ottenuto un piazzamento nella Top 10 della specifica specialità considerata dal ranking.
Il Policlinico Gemelli è la struttura italiana con la presenza più trasversale: secondo i dati diffusi dall’ospedale, compare in tutte e 13 le classifiche specialistiche. È primo in Italia in quattro discipline – Ostetricia e Ginecologia, Gastroenterologia, Endocrinologia e Pneumologia – e in Gastroenterologia raggiunge l’11° posto mondiale. In Oncologia è 29° al mondo e secondo in Italia.
Il Bambino Gesù sale invece di due posizioni rispetto all’edizione precedente e raggiunge il 4° posto mondiale in Pediatria, confermandosi primo in Europa. L’ospedale pediatrico romano è presente nella Top 10 della specialità dal 2024 ed è l’unica struttura italiana tra le prime 25 della graduatoria pediatrica.
Sul fronte delle neuroscienze, il Besta è 8° al mondo in Neurologia e 11° in Neurochirurgia. Il Rizzoli raggiunge invece il 9° posto mondiale in Ortopedia, risultando il primo ospedale italiano nella graduatoria della specialità.
La presenza italiana non si limita ai quattro ingressi nella Top 10. L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) è 14° al mondo in Oncologia, su 300 strutture, e si conferma il primo centro italiano nella disciplina. Il Centro Cardiologico Monzino è 17° in Cardiologia e 28° in Cardiochirurgia, mentre il San Raffaele è 22° in Cardiologia. Nel complesso, sono 42 gli ospedali italiani che compaiono almeno una volta nelle 13 classifiche. La maggiore concentrazione è in Lombardia, con 15 strutture, seguita dal Lazio con 7 e dal Piemonte con 5; Campania, Toscana e Veneto sono rappresentate da tre strutture ciascuna.
Per una persona che deve affrontare una patologia complessa, sapere quali centri hanno ottenuto un forte riconoscimento internazionale nella specifica specialità può essere un’informazione utile per approfondire le possibilità assistenziali. Non significa però che il ranking possa sostituire la valutazione del singolo caso o indicare automaticamente il centro più adatto. Nella scelta di un percorso di cura entrano infatti in gioco altri elementi: la specifica patologia, la complessità del caso, l’esperienza dell’équipe, la presa in carico multidisciplinare, la disponibilità delle prestazioni e i tempi di accesso. Per il paziente diventano particolarmente rilevanti anche la possibilità di raggiungere il centro, l’organizzazione del percorso e le modalità con cui viene garantita la continuità assistenziale.
Il ranking Newsweek non nasce per misurare liste d’attesa, mobilità sanitaria, distribuzione territoriale dei servizi o accessibilità concreta delle prestazioni. Questi aspetti non rappresentano infatti le componenti principali attraverso cui vengono costruite le graduatorie 2027. Il riconoscimento internazionale di una struttura e la possibilità per un paziente di accedervi in tempi appropriati sono quindi due piani distinti. Questo vale soprattutto quando la presenza di un centro ai vertici internazionali può spingere un paziente a valutare un percorso fuori dalla propria Regione. Prima di intraprendere uno spostamento è necessario verificare, attraverso i canali sanitari e la struttura interessata, modalità di accesso, eventuali tempi di attesa, presa in carico e appropriatezza del percorso rispetto alla propria condizione clinica.
La classifica 2027 restituisce una fotografia della presenza internazionale degli ospedali italiani in specifiche aree della medicina. È un dato significativo per capire dove si concentrano competenze e riconoscimenti professionali, ma non può essere trasformato in una pagella complessiva degli ospedali italiani o del Servizio sanitario nazionale. Per il paziente, il valore dell’informazione sta quindi soprattutto nella possibilità di conoscere i centri che emergono in una determinata specialità e utilizzarli come punto di partenza per ulteriori verifiche. Il riconoscimento di Newsweek va poi messo in relazione con gli elementi che determinano concretamente la qualità e l’accessibilità di un percorso: appropriatezza clinica, presa in carico, tempi, disponibilità delle prestazioni e continuità dell’assistenza.
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