Pressione arteriosa nella norma, niente diabete e stop al fumo. Sono questi i tre pilastri della salute vascolare che, se mantenuti tra i 45 e i 65 anni, possono tradursi in oltre un decennio di vita in più senza demenza. Lo dimostra uno studio pubblicato su Neurology, che rafforza il legame tra prevenzione cardiovascolare e salute del cervello
La prevenzione della demenza potrebbe iniziare molto prima dei primi vuoti di memoria. Non quando compaiono i sintomi, ma già nella mezza età, intervenendo su fattori di rischio che da tempo sappiamo essere determinanti per la salute cardiovascolare. Mantenere la pressione arteriosa sotto controllo, prevenire il diabete e non fumare potrebbe infatti significare guadagnare fino a 12,6 anni di vita libera dalla demenza. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Neurology, che ha analizzato per oltre un quarto di secolo l’evoluzione della salute di più di dodicimila adulti statunitensi. Il messaggio degli autori è chiaro: la prevenzione cardiovascolare non protegge soltanto il cuore, ma rappresenta uno degli strumenti più efficaci oggi disponibili anche per preservare il cervello. “I nostri risultati suggeriscono che le persone dovrebbero prevenire attivamente questi fattori di rischio nella mezza età come strategia per preservare la salute del cervello per oltre un decennio”, afferma Josef Coresh, direttore fondatore dell’Optimal Aging Institute della NYU Langone Health e autore senior dello studio.
Lo studio
L’analisi è stata condotta utilizzando i dati dello studio ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities), una delle più importanti coorti prospettiche statunitensi dedicate alle malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno seguito 12.409 persone, con un’età media di 56 anni e prive di demenza all’inizio dell’osservazione, per una mediana di 26,3 anni. Nel corso del follow-up 3.008 partecipanti hanno sviluppato demenza, mentre 5.238 sono deceduti senza averla manifestata. Per ciascun soggetto è stato valutato il profilo cardiovascolare nella mezza età considerando tre fattori di rischio modificabili: ipertensione arteriosa, diabete e fumo di sigaretta.
Tre fattori fanno la differenza
Il risultato più significativo riguarda gli anni di vita trascorsi senza declino cognitivo. Tra i 55 e i 95 anni, le persone che non presentavano nessuno dei tre fattori di rischio hanno vissuto in media 30,1 anni senza demenza. Il numero di anni si riduceva progressivamente all’aumentare del carico cardiovascolare: 26,3 anni con un fattore di rischio, 21 anni con due e appena 17,5 anni quando erano presenti contemporaneamente ipertensione, diabete e fumo. In altre parole, mantenere una buona salute vascolare nella mezza età si associa a quasi tredici anni aggiuntivi di vita con funzioni cognitive integre. Secondo gli autori, questo dato rende il beneficio della prevenzione molto più comprensibile rispetto a una semplice percentuale di rischio: tradurre la salute cardiovascolare in “anni di vita senza demenza” può aiutare medici e pazienti a comprendere il valore concreto delle scelte preventive.
Non solo più demenza, ma anche più mortalità
Lo studio mette in evidenza anche un altro aspetto fondamentale: i fattori di rischio cardiovascolare non aumentano soltanto la probabilità di sviluppare demenza, ma anticipano anche il rischio di morte. Rispetto alle persone senza fattori di rischio, chi presentava contemporaneamente ipertensione, diabete e fumo aveva un rischio di sviluppare demenza 2,69 volte superiore e una probabilità di morire prima della comparsa della malattia 5,6 volte maggiore. Questo spiega un risultato che può sembrare paradossale. Alle età più avanzate il numero complessivo di casi di demenza è risultato maggiore tra le persone con il miglior profilo cardiovascolare. Non perché siano più vulnerabili, ma perché vivono più a lungo e raggiungono più frequentemente le età in cui la demenza diventa più comune, mentre molti soggetti con un elevato rischio cardiovascolare muoiono prima.
Donne più longeve anche dal punto di vista cognitivo
L’associazione tra salute vascolare e sopravvivenza libera da demenza è risultata costante nei diversi sottogruppi analizzati, ma con alcune differenze. Le donne hanno vissuto più anni senza demenza rispetto agli uomini a ogni livello di rischio. Tra i partecipanti con tutti e tre i fattori di rischio, la sopravvivenza libera da demenza è stata di 18,1 anni nelle donne contro 16,6 negli uomini. Sono inoltre emerse differenze tra i gruppi etnici: i partecipanti neri hanno mostrato un numero inferiore di anni vissuti senza demenza rispetto ai partecipanti bianchi. “Questi risultati suggeriscono che la riduzione del rischio vascolare può essere vantaggiosa per tutti, ma che alcune popolazioni potrebbero beneficiare in modo particolare di interventi di prevenzione mirati”, osserva Coresh.
La prevenzione inizia a metà della vita
Per gli autori il messaggio finale è soprattutto pratico. Oggi la ricerca dispone di pochi trattamenti in grado di modificare la storia naturale della demenza, mentre intervenire precocemente sui fattori di rischio cardiovascolare rappresenta una strategia già disponibile e potenzialmente molto efficace. “Scoprire nuovi modi per ritardare la demenza è fondamentale, considerando che negli Stati Uniti circa il 42% delle persone è destinato a svilupparla dopo i 55 anni – sottolinea Coresh . Ci auguriamo che questi risultati incoraggino le persone a smettere di fumare e a monitorare attentamente la propria salute vascolare già a partire dai 45 anni”. Più che promettere una vita più lunga, conclude lo studio, la prevenzione cardiovascolare offre la possibilità di vivere più anni mantenendo autonomia, memoria e capacità cognitive, un obiettivo destinato a diventare sempre più importante in una popolazione che invecchia.
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