Salute 6 Agosto 2026 09:48

Primo o secondogenito? Lo studio che collega l’ordine di nascita al rischio di malattie

Un'analisi su oltre 10 milioni di persone, pubblicata su Nature Health, rileva differenze nel rischio di numerose patologie tra primogeniti e secondogeniti, pur senza dimostrare un rapporto di causa-effetto.

di Arnaldo Iodice
Primo o secondogenito? Lo studio che collega l’ordine di nascita al rischio di malattie

Essere il primo o il secondo figlio potrebbe influenzare, almeno in parte, il rischio di sviluppare alcune malattie nel corso della vita. È quanto suggerisce un ampio studio pubblicato sulla rivista Nature Health, che ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 10 milioni di persone appartenenti a più di 5 milioni di famiglie con due figli. L’obiettivo era capire se l’ordine di nascita fosse associato a un diverso rischio di malattie, andando oltre le osservazioni già note su allergie e asma.

I ricercatori hanno utilizzato dati raccolti nell’arco di circa vent’anni attraverso richieste di rimborso assicurativo e hanno adottato due diverse strategie di analisi. Da un lato hanno confrontato 1,6 milioni di primogeniti con altrettanti secondogeniti appartenenti a famiglie differenti ma simili per sesso, anno di nascita, luogo di residenza ed età dei genitori. Dall’altro hanno confrontato direttamente fratelli appartenenti allo stesso nucleo familiare, così da ridurre l’influenza di fattori condivisi come patrimonio genetico, ambiente domestico e stile educativo.

I risultati mostrano che l’ordine di nascita è associato a differenze statisticamente significative nel rischio di numerose patologie, pur senza dimostrare un rapporto di causa-effetto.

Le malattie associate ai primogeniti e ai secondogeniti

Gli scienziati hanno esaminato 569 categorie di malattie, concentrandosi sulle 418 per le quali erano disponibili dati sufficienti. Di queste, 150 hanno mostrato un’associazione significativa con l’ordine di nascita. I primogeniti presentavano più frequentemente diagnosi di disturbi del neurosviluppo e della salute mentale, tra cui autismo, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), tic, sindrome di Tourette, depressione e ansia. Erano inoltre più comuni allergie alimentari, asma e rinite allergica. I secondogeniti, invece, risultavano più spesso affetti da disturbi legati all’abuso di sostanze, emicrania, gastrite e altri problemi digestivi, herpes zoster e alcune patologie articolari. Secondo gli autori, il numero di associazioni osservate suggerisce che l’ordine di nascita abbia un’influenza sulla salute più ampia di quanto ipotizzato finora.

Le possibili spiegazioni biologiche e ambientali

Lo studio propone diverse ipotesi per spiegare queste differenze. Una delle più accreditate riguarda il comportamento dei genitori: con il primo figlio, l’attenzione verso lo sviluppo e i possibili segnali di malattia potrebbe essere maggiore, favorendo diagnosi più precoci di condizioni come autismo e ADHD. Un’altra spiegazione riguarda il sistema immunitario.

I secondogeniti vengono infatti esposti fin dai primi mesi ai microbi introdotti in casa dai fratelli maggiori, un fenomeno che potrebbe favorire una maturazione più efficace delle difese immunitarie e ridurre il rischio di sviluppare allergie e asma. Anche i fattori sociali potrebbero avere un ruolo: i fratelli più piccoli entrano spesso in contatto con gruppi di bambini più grandi in età precoce, circostanza che potrebbe influenzare alcuni comportamenti e contribuire, almeno in parte, al maggiore rischio osservato per l’abuso di sostanze. Gli stessi ricercatori sottolineano comunque che è probabile l’interazione di molteplici fattori biologici, ambientali e comportamentali.

Un’associazione statistica che non determina il destino individuale

Gli autori invitano a interpretare i risultati con cautela. Sebbene le associazioni siano emerse in una popolazione estremamente ampia, le differenze di rischio assoluto per il singolo individuo restano contenute. Inoltre, trattandosi di uno studio osservazionale, non è possibile affermare che l’ordine di nascita sia la causa diretta delle malattie riscontrate. Altri fattori non completamente misurabili potrebbero infatti contribuire alle differenze osservate. La forza della ricerca risiede nell’elevato numero di partecipanti e nell’aver confrontato anche fratelli appartenenti alla stessa famiglia, riducendo l’influenza di molte variabili confondenti. Tuttavia saranno necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi biologici e ambientali che collegano l’ordine di nascita alla salute.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato