Diversi Stati membri hanno votato contro o si sono astenuti sulla proposta della Commissione europea. Secondo l’European Patients’ Forum, la decisione potrebbe essere legata all’esclusione degli operating grants per le organizzazioni sanitarie e dei pazienti
Il programma di lavoro EU4Health per il 2026 non ha ottenuto la maggioranza necessaria per essere approvato. A riferirlo è l’European Patients’ Forum, secondo cui il 22 luglio diversi Stati membri hanno votato contro la proposta presentata dalla Commissione europea oppure si sono astenuti.
La nota dell’EPF precisa che la decisione «potrebbe essere stata motivata, almeno in parte» dalle preoccupazioni per l’esclusione degli operating grants destinati alle organizzazioni sanitarie e dei pazienti. Il Forum richiama, a questo proposito, le ripetute richieste avanzate nei mesi precedenti da diversi Stati membri affinché tali finanziamenti fossero mantenuti.
L’organizzazione accoglie favorevolmente l’esito della votazione. «Siamo incoraggiati da questo risultato», sottolinea la nota dell’EPF, che ringrazia gli Stati membri intervenuti a sostegno della possibilità, per le organizzazioni dei pazienti e della società civile sanitaria, di continuare a lavorare in modo sostenibile.
Il Forum rivolge inoltre un ringraziamento ai 70 membri del Parlamento europeo, appartenenti a diversi gruppi politici e Paesi, che avevano chiesto il mantenimento degli operating grants.
Il ruolo degli operating grants
Nel comunicato, l’EPF spiega che questi contributi forniscono alle organizzazioni la capacità necessaria per partecipare alla definizione delle politiche dell’Unione europea, mettere a disposizione competenze, consultare le comunità rappresentate, raccogliere evidenze ed elaborare raccomandazioni.
Le attività riguardano diversi ambiti della politica sanitaria, tra cui l’accesso alle cure, i dispositivi medici, la valutazione delle tecnologie sanitarie, le sperimentazioni cliniche e altre priorità di salute pubblica.
Per l’European Patients’ Forum, gli operating grants permettono di riunire le esperienze e le posizioni dei pazienti dei diversi Paesi europei e di far sì che il loro punto di vista indipendente trovi spazio nelle politiche sanitarie dell’Unione.
La nota dell’EPF richiama anche il lavoro quotidiano sostenuto da questi finanziamenti: il contributo dei pazienti alle valutazioni europee delle tecnologie sanitarie, la partecipazione alle attività regolatorie dell’Agenzia europea per i medicinali, la produzione di analisi e documentazione, il confronto con le associazioni aderenti e il contributo alla costruzione di sistemi sanitari maggiormente orientati ai bisogni delle persone.
La partecipazione richiede un sostegno stabile
L’esito della votazione rappresenta, secondo il Forum, “un segnale positivo”»” di una crescente consapevolezza: una partecipazione significativa dei pazienti richiede un sostegno stabile e di lungo periodo per le organizzazioni che li rappresentano e che contribuiscono alle politiche pubbliche.
La nota dell’EPF collega la questione anche alla futura strategia europea per la società civile. Secondo l’organizzazione, l’Unione europea non può puntare a rafforzare il dialogo con la società civile e, nello stesso tempo, ritirare il sostegno strutturale che consente alle organizzazioni sanitarie e dei pazienti di svolgere il proprio ruolo.
In una fase in cui, osserva il Forum, i valori democratici e lo spazio civico sono sottoposti a pressioni crescenti, il sostegno a una società civile sanitaria indipendente viene definito «un investimento in politiche migliori, in una democrazia più forte e in una migliore salute pubblica».
L’EPF conferma infine la disponibilità a lavorare con la Commissione europea, gli Stati membri e il Parlamento europeo affinché la versione definitiva del programma di lavoro EU4Health 2026 includa un sostegno sostenibile alle organizzazioni sanitarie e dei pazienti.
L’obiettivo indicato nel comunicato è permettere loro di continuare a contribuire alle politiche sanitarie europee e a rappresentare gli interessi dei pazienti nei diversi Paesi dell’Unione.
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