Salute 23 Luglio 2026 17:29

Giornata contro l’annegamento: in Italia oltre 600 vittime in due anni

Il Ministero della Salute richiama l'attenzione sulla prevenzione in occasione della Giornata mondiale del 25 luglio. I dati dell'Osservatorio mostrano che mare, fiumi e laghi restano i luoghi più a rischio.

di Redazione
Giornata contro l’annegamento: in Italia oltre 600 vittime in due anni

Il 25 luglio si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2021 per richiamare l’attenzione su una delle principali cause di mortalità accidentale a livello globale. In occasione della ricorrenza, il Ministero della Salute ribadisce l’importanza della prevenzione e della diffusione di comportamenti corretti per ridurre il numero delle vittime. Secondo i dati epidemiologici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno nel mondo circa 300.000 persone perdono la vita per annegamento, con un impatto particolarmente grave tra i bambini e i ragazzi di età compresa tra 1 e 14 anni. Proprio per contrastare questo fenomeno, dal 2019 è attivo presso il Ministero della Salute l’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti ed incidenti in acque di balneazione. La relazione annuale relativa al biennio 2024-2025, pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità e diffusa dal Ministero della Salute, offre un quadro dettagliato della situazione italiana e individua le principali criticità sulle quali concentrare gli interventi di prevenzione.

I dati dell’Osservatorio: mare, fiumi e laghi le aree più a rischio

La relazione dell’Osservatorio evidenzia che nel biennio 2024-2025 si sono registrati 604 decessi per annegamento in Italia. Circa il 23% delle vittime è rappresentato da bambini e giovani fino a 24 anni. Oltre l’80% dei decessi riguarda persone di sesso maschile, mentre il 19,3% interessa donne. Un altro dato significativo riguarda gli anziani: quasi il 30% degli annegamenti coinvolge persone con più di 65 anni.

Per quanto riguarda i luoghi degli incidenti, il 46,8% degli eventi letali si verifica in mare, prevalentemente sulle spiagge libere, mentre il 46,2% interessa fiumi e laghi. Le piscine rappresentano il 6,2% dei casi, una percentuale apparentemente ridotta ma particolarmente preoccupante perché coinvolge soprattutto bambini e adolescenti.

La distribuzione territoriale mostra il maggior numero di decessi in Lombardia (90 casi), seguita da Veneto (73), Toscana (52), Lazio (51), Puglia, Sardegna e Sicilia (41 ciascuna) ed Emilia-Romagna (37). Secondo il Ministero della Salute, i principali fattori di rischio negli ambienti naturali sono rappresentati da malori improvvisi, correnti e condizioni idrodinamiche avverse, instabilità dei fondali e comportamenti imprudenti legati a una scarsa percezione del pericolo o a insufficienti capacità natatorie.

Le dieci regole del Ministero della Salute per prevenire gli annegamenti

Per ridurre il numero degli incidenti, il Ministero della Salute, attraverso l’Osservatorio nazionale, richiama dieci semplici raccomandazioni rivolte a cittadini, famiglie e frequentatori di spiagge, fiumi, laghi e piscine.

  1. Non lasciare mai i bambini senza controllo vicino all’acqua, nemmeno per pochi istanti: in Italia muoiono in media 16 bambini tra 0 e 14 anni ogni anno a causa di brevi distrazioni degli adulti.
  2. Se si possiede una piscina domestica o condominiale, farla recintare e impedire ai bambini di accedervi senza accompagnamento.
  3. Favorire l’apprendimento del nuoto fin dalla più giovane età.
  4. Non fare il bagno quando è esposta la bandiera rossa e, nelle spiagge libere, evitare l’ingresso in acqua quando il mare è mosso o in prossimità di aree particolarmente esposte.
  5. Se si viene trascinati al largo da una corrente di ritorno, nuotare lateralmente per uscirne, senza opporsi alla corrente.
  6. Non tuffarsi mai senza conoscere profondità e caratteristiche del fondale; i primi tuffi devono essere sempre effettuati con i piedi e non di testa.
  7. Adulti e anziani, soprattutto se poco allenati o affetti da patologie, dovrebbero evitare sforzi eccessivi e condizioni di mare sfavorevoli, consultando il medico per indicazioni specifiche: tra gli over 60 si registrano circa 120 incidenti l’anno dovuti a malori.
  8. Nei fiumi e nei laghi prestare particolare attenzione alle basse temperature dell’acqua, alle correnti, al fondale e alle sponde instabili: ogni anno circa 70 persone annegano negli ambienti fluviali.
  9. Rispettare sempre i divieti, leggere la cartellonistica di sicurezza e informarsi sui pericoli presenti e sui servizi di soccorso disponibili.
  10. Preferire spiagge sorvegliate dagli assistenti bagnanti e, nelle spiagge libere, scegliere aree nelle quali Comuni, Regioni o Autorità portuali garantiscono adeguate misure di sicurezza.

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