Dopo la sperimentazione avviata nel 2025 a Opera, il progetto della Croce Rossa Italiana diventa nazionale: cinque nuovi Comitati apriranno spazi climatizzati e servizi di supporto
Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense e rappresentano una minaccia crescente per la salute pubblica, soprattutto per anziani, persone fragili e famiglie che vivono in condizioni di povertà energetica. Per rispondere a questa emergenza, la Croce Rossa Italiana estende su scala nazionale il progetto “Oasi”, trasformando le sedi dei Comitati territoriali in centri di raffrescamento dove trovare un ambiente climatizzato, assistenza, beni di conforto e servizi socio-sanitari durante i periodi di caldo estremo. L’iniziativa nasce dall’esperienza pilota realizzata nel 2025 a Opera (Milano). Oggi il progetto entra nella sua seconda fase con l’obiettivo di raggiungere ogni anno oltre 5mila persone attraverso cinque nuovi Comitati della Croce Rossa. Le prime aperture sono previste entro la fine di luglio ad Ardea (Roma) e Rosignano Solvay (Livorno). Ad agosto seguiranno Borgosesia (Vercelli), Caltanissetta e Napoli.
Il caldo estremo è una nuova emergenza sanitaria
Secondo la Croce Rossa, gli eventi di caldo estremo stanno assumendo il carattere di una vera emergenza ricorrente. Nel 2025 in Italia sono state registrate 17 ondate di calore, alle quali sono stati attribuiti oltre 4.500 decessi, mentre anche l’estate 2026 ha fatto segnare temperature eccezionalmente elevate già dai primi giorni di giugno. Le conseguenze colpiscono soprattutto chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità: anziani soli, persone con patologie croniche, famiglie che non possono sostenere i costi della climatizzazione, lavoratori esposti alle alte temperature e cittadini che vivono in aree urbane socialmente ed economicamente svantaggiate.
Dai centri di raffrescamento un modello replicabile
Il progetto Oasi nasce proprio per offrire una risposta concreta a queste nuove fragilità. Le sedi della Croce Rossa diventano così rifugi climatici, spazi aperti alla comunità dove, nelle giornate più calde, è possibile trovare sollievo in un ambiente sicuro e climatizzato, ricevere informazioni utili e accedere a servizi di supporto. La sperimentazione realizzata nel 2025 nel Comitato CRI Area Sud Milanese ha accolto oltre 500 persone, dimostrando l’efficacia di un modello considerato innovativo e replicabile. “Il progetto Oasi dimostra l’attenzione della Croce Rossa per le nuove vulnerabilità – afferma Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana -. Lo abbiamo visto anche durante il blackout che ha colpito Opera nel pieno dell’ondata di caldo di fine giugno: la sede è rimasta aperta 24 ore su 24 trasformandosi in un rifugio sicuro per decine di cittadini rimasti senza elettricità e climatizzazione. Essere vicini alle comunità significa anche rispondere tempestivamente a bisogni emergenti come questi”, conclude.
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