Salute 22 Luglio 2026 12:17

Antibiotici, cresce la resistenza nei bambini: entro il 2035 alcuni batteri potrebbero sfuggire anche ai farmaci di ultima linea

Uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics, che ha analizzato oltre 106mila campioni pediatrici raccolti in 82 Paesi, fotografa un aumento globale della resistenza antimicrobica. Le proiezioni indicano un forte incremento della resistenza ai carbapenemi entro il 2035

di Isabella Faggiano
Antibiotici, cresce la resistenza nei bambini: entro il 2035 alcuni batteri potrebbero sfuggire anche ai farmaci di ultima linea

La resistenza agli antibiotici continua a crescere anche tra bambini e adolescenti e rischia di compromettere sempre più la cura delle infezioni più gravi. È quanto emerge da un ampio studio internazionale pubblicato su JAMA Pediatrics, secondo cui, se l’attuale tendenza non verrà invertita, entro il 2035 alcuni tra i batteri più pericolosi potrebbero diventare ampiamente resistenti anche ai carbapenemi, gli antibiotici considerati l’ultima linea di difesa contro molte infezioni. La ricerca, coordinata da Yanhong Jessika Hu e Penelope A. Bryant del Murdoch Children’s Research Institute, in collaborazione con l’Università di Sydney, la Clinton Health Access Initiative e la Chinese University of Hong Kong, ha analizzato 106.581 isolati batterici provenienti da altrettanti bambini e adolescenti di età compresa tra 0 e 18 anni, raccolti in 82 Paesi tra il 2004 e il 2022.

Più resistenza in tutto il mondo, soprattutto nei bambini più piccoli

L’analisi evidenzia che la resistenza antimicrobica è aumentata in tutte le regioni del pianeta, ma con un’accelerazione particolarmente marcata nei Paesi con minori risorse, nei bambini tra 0 e 2 anni, nei pazienti ricoverati in terapia intensiva e in quelli affetti da sepsi o infezioni respiratorie. Secondo gli autori, la maggiore diffusione riguarda soprattutto i batteri Gram-negativi, responsabili di infezioni severe come sepsi e polmoniti, che stanno sviluppando una crescente capacità di resistere agli antibiotici oggi disponibili.

Sempre meno efficaci anche gli antibiotici da usare con cautela

Lo studio ha valutato la resistenza utilizzando la classificazione AWaRe dell’Organizzazione mondiale della sanità, che suddivide gli antibiotici nelle categorie Access, Watch e Reserve. Nel complesso, la resistenza è risultata più elevata verso gli antibiotici della categoria Access, quelli comunemente impiegati come terapia di prima scelta. Tuttavia, gli incrementi più rapidi hanno riguardato gli antibiotici Watch e Reserve, farmaci che dovrebbero essere utilizzati con particolare prudenza proprio per preservarne l’efficacia quando le terapie di prima linea non funzionano più. Per i ricercatori questo andamento segnala un progressivo divario tra le raccomandazioni terapeutiche dell’OMS e la reale efficacia degli antibiotici oggi disponibili nella pratica clinica.

Le previsioni al 2035: cresce la minaccia dei superbatteri

Oltre ad analizzare quasi vent’anni di dati, i ricercatori hanno elaborato modelli previsionali per stimare l’evoluzione della resistenza antimicrobica nel prossimo decennio. Le proiezioni indicano che Acinetobacter baumannii, uno dei principali responsabili di infezioni ospedaliere come sepsi e polmoniti, continuerà a rappresentare il batterio con i livelli più elevati di resistenza. Entro il 2035, la resistenza ai carbapenemi potrebbe raggiungere l’82%. Anche le specie di Klebsiella, frequentemente coinvolte in infezioni urinarie, polmonari e ascessi epatici, mostrano un rapido incremento della resistenza, che potrebbe arrivare al 35% nei confronti dei carbapenemi, soprattutto nel Sud-est asiatico, nell’Europa orientale e nel Pacifico occidentale.

I bambini restano poco rappresentati nella sorveglianza globale

Secondo Penelope Bryant, i bambini sono stati finora poco considerati nei programmi internazionali di sorveglianza della resistenza antimicrobica, nonostante abbiano esigenze terapeutiche specifiche e dispongano di un numero inferiore di antibiotici utilizzabili rispetto agli adulti. Per colmare questa lacuna, gli autori hanno sviluppato AMR in Kids, una piattaforma interattiva che raccoglie i dati pediatrici sulla resistenza agli antibiotici e consente a clinici, ricercatori e decisori sanitari di consultare le informazioni per Paese, specie batterica e classe di antibiotici. L’obiettivo è facilitare la sorveglianza e orientare strategie terapeutiche e politiche sanitarie più efficaci.

Gli interventi urgenti

Per contrastare il fenomeno, gli autori chiedono di rafforzare la sorveglianza internazionale, promuovere un uso più appropriato degli antibiotici, sviluppare strumenti diagnostici più rapidi e formulazioni pediatriche dedicate e aumentare gli investimenti nella ricerca clinica. Nei Paesi a basso reddito sarà inoltre fondamentale limitare l’uso non regolamentato degli antibiotici e migliorare le condizioni igienico-sanitarie, mentre nei Paesi ad alto reddito sarà necessario ridurre il ricorso non necessario agli antibiotici sia in medicina umana sia in ambito veterinario. “L’aumento della resistenza agli antibiotici nei bambini rappresenta una minaccia concreta per l’efficacia delle cure delle infezioni più gravi”, concludono gli autori, sottolineando la necessità di una sorveglianza integrata e specifica per età per preservare l’efficacia degli antibiotici essenziali anche per le future generazioni.

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