Fondazione Don Gnocchi lancia "Arianna", un nuovo modello di presa in carico dedicato alle persone con demenza e ai loro familiari nel territorio di Milano e Monza-Brianza
Orientarsi tra servizi sanitari, assistenza domiciliare, centri specialistici e sostegni sociali può trasformarsi in un percorso complesso per chi assiste una persona con demenza. Per rispondere a questa esigenza nasce Arianna – Accompagnamento e Reti Integrate per l’Assistenza nella Neurofragilità e nella Non Autosufficienza, il nuovo modello di presa in carico promosso da Fondazione Don Gnocchi, insieme a Sociòsfera, Fondazione Maddalena Grassi e A Casa Tua – Cure domiciliari, nell’ambito della misura di ATS Milano Città Metropolitana dedicata agli anziani fragili. Il progetto è rivolto alle persone con decadimento cognitivo o demenza e ai loro caregiver residenti nei territori di ATS Milano Città Metropolitana e ATS Monza Brianza, con l’obiettivo di accompagnare le famiglie nella scelta dei servizi più appropriati e favorire una reale continuità assistenziale.
Un numero verde gratuito e un punto di riferimento stabile
Cuore del progetto è il Numero Verde 800 815 904, attraverso il quale è possibile accedere gratuitamente a un percorso di orientamento. A ogni famiglia viene affiancato un case manager – uno psicologo o un assistente sociale appositamente formato – che diventa il punto di riferimento lungo tutto il percorso assistenziale, aiutando a individuare i servizi più adeguati e a coordinare gli interventi tra i diversi professionisti coinvolti. Il numero verde resterà operativo anche durante il mese di agosto, mentre le attività di presa in carico e gli incontri dedicati ai caregiver riprenderanno regolarmente a settembre.
Un percorso costruito sui bisogni della persona
L’accompagnamento prende avvio con un primo colloquio di orientamento, seguito da una valutazione multidimensionale che non considera soltanto gli aspetti clinici e cognitivi della malattia, ma anche il contesto familiare, relazionale e sociale. L’obiettivo è comprendere in quale fase del percorso si trovi la persona con demenza e costruire insieme ai familiari un progetto assistenziale personalizzato, capace di evolvere nel tempo e di attivare, quando necessario, le risorse più appropriate. Secondo Emanuele Tomasini, clinical manager della RSA Aperta di Fondazione Don Gnocchi e coordinatore del progetto, il problema non è tanto l’assenza di servizi quanto la loro frammentazione. “I servizi esistono, ma spesso sono distribuiti tra interlocutori diversi che non sempre comunicano tra loro. Per le famiglie capire da dove iniziare può diventare difficile. Non basta aggiungere nuove prestazioni: serve qualcuno che accompagni le persone lungo tutto il percorso, facilitando il dialogo tra tutti gli attori coinvolti.”
L’estate è uno dei periodi più difficili
Il progetto dedica particolare attenzione anche ai mesi estivi, quando il carico assistenziale può diventare ancora più pesante. Le ferie, il cambiamento delle routine quotidiane, l’assenza temporanea di alcuni punti di riferimento e la necessità di riorganizzare l’assistenza possono infatti aumentare le difficoltà delle famiglie. Alle criticità organizzative si aggiungono quelle legate alle alte temperature, che rendono le persone con demenza particolarmente vulnerabili alla disidratazione e agli episodi acuti di disorientamento. La stabilità delle abitudini quotidiane rappresenta inoltre un elemento fondamentale: modifiche negli orari, negli ambienti o nelle figure di riferimento possono accentuare agitazione, confusione e sintomi comportamentali.
Quasi sei caregiver su dieci vivono livelli elevati di stress
Il peso dell’assistenza ricade in larga parte sui familiari. Secondo i dati riportati dal progetto, quasi sei caregiver su dieci di persone con demenza riferiscono livelli elevati di stress emotivo, un dato che evidenzia quanto sia importante poter contare non solo sui servizi, ma anche su un accompagnamento continuativo e facilmente accessibile.
In Lombardia quasi 192 mila persone convivono con la demenza
Il bisogno di sostegno è destinato a crescere. In Lombardia convivono con la demenza quasi 192 mila persone, di cui oltre 79 mila residenti nelle aree di Milano e Monza Brianza. A queste si aggiungono oltre 158 mila persone con decadimento cognitivo lieve. In un territorio ricco di opportunità assistenziali – tra medici di medicina generale, Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), RSA Aperta, servizi domiciliari, assistenza sociale comunale, centri diurni e realtà del Terzo Settore – la vera sfida diventa aiutare le famiglie a individuare il servizio giusto nel momento giusto.
Dal progetto Teseo nasce un modello ancora più completo
Arianna nasce dall’esperienza di Teseo, progetto che ha già accompagnato oltre 200 persone con demenza e più di 400 caregiver, consentendo di costruire una mappatura aggiornata dei servizi presenti sul territorio. Il nuovo programma amplia ulteriormente gli strumenti disponibili, affiancando al case management servizi di family coaching anticrisi, gruppi di confronto e psicoterapia per i caregiver, consulenze specialistiche in telemedicina, percorsi di stimolazione cognitiva online e attività di informazione rivolte alla cittadinanza. L’obiettivo è offrire un’assistenza che non si limiti alla gestione della malattia, ma accompagni la persona e la sua famiglia lungo tutto il percorso di cura, favorendo integrazione, continuità e qualità della vita.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato