Dopo l'incidente avvenuto a Mentana, dove una fuoriuscita di cloro ha provocato l'intossicazione di dieci persone, la SIMA richiama l'attenzione sui rischi legati all'impiego incauto di tali sostanze
L’episodio avvenuto alle porte di Roma, dove una fuoriuscita anomala di cloro ha provocato l’intossicazione di dieci persone in una piscina di Mentana, riporta l’attenzione su un rischio che, secondo gli esperti, è tutt’altro che occasionale. A lanciare l’allarme è la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che evidenzia un aumento degli episodi di esposizione accidentale al cloro nelle piscine italiane. “I casi di intossicazione nelle piscine stanno purtroppo aumentando”, afferma il presidente della Sima, Alessandro Miani, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione nella gestione dei prodotti impiegati per la disinfezione delle acque.
Come si forma il cloro gassoso
I prodotti normalmente utilizzati per garantire l’igiene delle piscine, come ipoclorito di sodio, ipoclorito di calcio e acido tricloroisocianurico, sono sostanze classificate come pericolose perché, nella maggior parte dei casi, corrosive. Il rischio maggiore si verifica quando gli ipocloriti o i composti a base di cloro entrano accidentalmente in contatto con correttori di acidità, come acido solforico o acido cloridrico. Questa reazione chimica può liberare cloro gassoso, un gas altamente tossico se inalato, responsabile di intossicazioni acute che possono assumere anche carattere di particolare gravità.
I sintomi dell’intossicazione
L’esposizione al cloro gassoso può provocare in pochi minuti irritazione intensa di naso, gola, occhi, trachea e vie respiratorie. Tra i sintomi più frequenti figurano tosse, difficoltà respiratorie, nausea, conati di vomito e, nei casi più severi, anche emissione di sangue con l’espettorato. Secondo la Sima, esposizioni prolungate o ripetute possono determinare conseguenze croniche, tra cui congiuntiviti, bronchite cronica, alterazioni della funzione renale, anemia, problemi dentari e disturbi neuropsichici. Nei casi più gravi possono comparire lesioni delle vie aeree e infezioni polmonari.
Chi è più esposto
Sebbene gli incidenti possano coinvolgere anche i frequentatori delle piscine, i soggetti maggiormente esposti al rischio di intossicazione sono gli operatori che, per motivi professionali, manipolano abitualmente sostanze contenenti cloro. Tra questi rientrano gli addetti alla manutenzione e alla disinfezione delle piscine, ma anche i lavoratori impiegati nella produzione di disinfettanti e insetticidi, nella metallurgia e negli impianti di potabilizzazione delle acque. Per gli esperti della Società italiana di medicina ambientale, il ripetersi di episodi come quello di Mentana evidenzia l‘importanza di rispettare rigorosamente le procedure di sicurezza nella manipolazione e nello stoccaggio dei prodotti chimici utilizzati per il trattamento delle acque, così da ridurre il rischio di esposizioni accidentali e tutelare la salute di lavoratori e cittadini.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato