Tra bevande zuccherate e diabete di tipo 2 e obesità c’è un’associazione: se se ne consumano in quantità eccessiva, favoriscono l’insorgere delle patologie. Sia l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sia la International diabetes federation raccomandano di non abusarne e sollecitano misure e azioni per ridurne i consumi, molto aumentati in tutto il mondo negli ultimi decenni.
Recentemente l’Oms ha suggerito di tassare questo tipo di prodotti, considerando che un aumento di almeno il 20% del prezzo potrebbe portare a una proporzionale diminuzione del consumo, agendo così positivamente sulla relazione tra bevande zuccherate e diabete di tipo 2.
Oms: il consumo di zuccheri liberi aggiunti dovrebbe restare sotto il 10% dell’apporto energetico quotidiano.
Infatti, secondo l’Oms, gran parte della popolazione mondiale consuma troppo zucchero e soprattutto assume nella propria dieta quotidiana zuccheri aggiunti di cui non avrebbe bisogno. La raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità alla popolazione generale, per adulti e bambini, è che il consumo di zuccheri liberi aggiunti resti sotto il 10% dell’apporto energetico quotidiano, con l’obiettivo di arrivare a scendere sotto il 5% per trarne benefici per la salute. In pratica, bisognerebbe rimanere sotto i 250 millilitri al giorno di bevande zuccherate. Ovvero sei cucchiaini al dì (vedi anche l’articolo pubblicato qui).
La International diabetes federation condivide le argomentazioni dell’Oms e sottolinea che il consumo di zuccheri è cresciuto drasticamente negli ultimi cinquant’anni: l’assunzione pro capite è aumentata di oltre il 50%. Lo zucchero è infatti presente in una grande quantità di alimenti processati e industriali e specialmente nelle bibite zuccherate (come, per esempio, bevande analcoliche in bottiglia e lattina, energy drink, succhi di frutta, bevande per gli sportivi eccetera).
Secondo Idf, l’associazione tra un alto consumo di zuccheri in generale e di bevande zuccherate in particolare e l’aumento del rischio di diabete di tipo 2 è ormai suggerita da numerosi studi. Pertanto, per contrastare il collegamento tra bevande zuccherate e diabete di tipo 2, Idf propone una serie di misure di prevenzione con l‘obiettivo di ottenere una significativa riduzione dei consumi di bibite zuccherate e di alimenti ad alto contenuto di zuccheri (quelli che contengono più di 22,5 grammi di zuccheri totali su 100 g di prodotto) e di indirizzare la popolazione (con particolare attenzione ai più giovani) verso una alimentazione sana, raccomandata sia per chi non ha il diabete sia per chi ce l’ha, ma vuole tenerlo sotto controllo.
Le 12 proposte dell’International diabetes federation per favorire la riduzione dei consumi di bevande zuccherate e alimenti ad alto contenuto di zuccheri.
Le proposte sono dodici, alcune anche piuttosto drastiche, che chiamano direttamente in causa a vario titolo popolazione, produttori, governi e istituzioni. Fanno parte della “Idf Framework Action on sugar” (per approfondire potete collegarvi a questo link).