Le temperature elevate favoriscono la proliferazione dei batteri Vibrio nelle acque costiere europee. ECDC lancia una nuova versione del Vibrio Viewer, lo strumento che monitora in tempo quasi reale le condizioni favorevoli alla crescita del batterio
Il caldo record che sta interessando l’Europa non aumenta soltanto il rischio di colpi di calore e altri effetti sulla salute legati alle alte temperature. Con il progressivo aumento dell’intensità e della durata delle ondate di calore, cresce anche la probabilità di proliferazione dei batteri Vibrio nelle acque costiere. Per questo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha annunciato il lancio di una versione aggiornata del Vibrio Viewer, uno strumento che consente di monitorare le aree in cui le condizioni ambientali favoriscono la presenza del batterio e di prevedere l’evoluzione del rischio nei cinque giorni successivi.
Come funziona il Vibrio Viewer
Sviluppato oltre dieci anni fa, il sistema utilizza i dati sulla temperatura superficiale del mare e sulla concentrazione di sale marino raccolti dai satelliti europei per individuare le zone dove i batteri Vibrio hanno maggiori probabilità di proliferare. La nuova versione del Vibrio Viewer si basa sui prodotti di analisi e previsione idrodinamica del Copernicus Marine Service (CMEMS) e copre cinque aree marittime europee: Mar Baltico, costa atlantica iberica, piattaforma continentale nord-occidentale europea, Mar Mediterraneo e Mar Nero. Il modello viene aggiornato quotidianamente e combina dati osservati con previsioni fino a cinque giorni. Secondo l’ECDC, lo strumento può aiutare i cittadini a sapere quando e dove è opportuno prestare maggiore attenzione durante la balneazione e rappresenta un supporto anche per il personale sanitario, favorendo il riconoscimento di possibili casi di vibriosi.
Perché il rischio aumenta con il caldo
I batteri Vibrio sono naturalmente presenti nelle acque costiere, soprattutto dove le temperature sono elevate e si mescolano acqua dolce e acqua salata. Le persone possono infettarsi se l’acqua contaminata entra in contatto con un taglio o una ferita oppure attraverso il consumo di frutti di mare e molluschi, come le ostriche, crudi o poco cotti. Sebbene le infezioni rimangano relativamente rare in Europa, l’ECDC ricorda che l’aumento della temperatura dell’acqua favorisce la crescita dei batteri e quindi incrementa il rischio di infezione. “Dopo la recente ondata di calore nell’Europa centrale, il rischio è aumentato rapidamente fino a livelli insolitamente elevati per questo periodo dell’anno”, sottolinea l’Agenzia europea.
Le aree più esposte
Le zone a maggiore rischio dipendono dalle condizioni meteorologiche e, in particolare, dalla temperatura dell’acqua. In Europa le principali aree interessate sono il Mar Nero, il Mar Baltico e alcune zone del Mare del Nord, dove i livelli di salinità risultano favorevoli alla proliferazione dei Vibrio quando le temperature aumentano. Anche gli estuari, dove i fiumi incontrano il mare e l’acqua presenta una salinità intermedia, possono offrire condizioni favorevoli alla crescita del batterio. L’ECDC ricorda inoltre quanto accaduto la scorsa estate, quando un’ondata di calore nel nord della Svezia, della Norvegia e della Finlandia, con temperature intorno ai 30 °C per quasi un mese, aveva trasformato la parte settentrionale del Mar Baltico in un’area a rischio insolitamente elevato.
I sintomi della vibriosi
Le manifestazioni cliniche possono essere diverse a seconda della modalità di contagio. Il consumo di molluschi crudi o poco cotti contaminati provoca generalmente diarrea, dolore addominale, nausea, vomito, febbre e brividi. L’esposizione all’acqua contaminata può invece causare infezioni delle ferite, con arrossamento, gonfiore e dolore, oltre a infezioni dell’orecchio. Se non trattate, queste infezioni possono aggravarsi e portare a complicazioni anche serie.
Monitoraggio per tutta l’estate
L’ECDC continuerà a monitorare settimanalmente la probabilità di presenza dei batteri Vibrio nelle acque costiere europee e pubblicherà aggiornamenti sulle aree a maggior rischio nel Weekly Communicable Disease Threat Report per tutta la stagione estiva. Per l’Agenzia europea, l’allerta precoce e la prevenzione diventano sempre più importanti in un contesto in cui il rischio varia rapidamente in funzione delle condizioni meteorologiche e, soprattutto, dell’aumento della temperatura delle acque.
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