One Health 25 Giugno 2026 05:00

Ebola, oltre mille casi in Congo. OMS: “Il focolaio cresce più rapidamente della capacità di contenerlo”

In Francia il primo caso europeo: positivo un operatore sanitario rientrato dal Congo. I contagi confermati di Ebola sono saliti a 1.094, con 277 decessi

di Redazione
Ebola, oltre mille casi in Congo. OMS: “Il focolaio cresce più rapidamente della capacità di contenerlo”

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua ad avanzare. I casi confermati hanno raggiunto quota 1.094, mentre i decessi sono 277. A fare il punto è stato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il briefing con la stampa a Ginevra. Pur riconoscendo i progressi compiuti nelle ultime settimane, il direttore generale ha sottolineato che il virus continua a diffondersi più rapidamente della capacità di risposta. A richiamare ulteriormente l’attenzione è anche il primo caso segnalato in Europa: un medico francese dell’organizzazione umanitaria ALIMA, rientrato dopo aver assistito un paziente con Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, è risultato positivo al virus ed è attualmente ricoverato e in cura.

Il primo caso europeo

“Questo caso ci ricorda i rischi affrontati dagli operatori sanitari in prima linea”, ha dichiarato Tedros. Secondo l’OMS, dall’inizio dell’epidemia sono quasi 80 gli operatori sanitari contagiati dal virus Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo. Un dato che evidenzia quanto sia fondamentale rafforzare le misure di prevenzione e controllo delle infezioni e garantire condizioni di lavoro sicure per il personale impegnato nella risposta all’emergenza. L’Organizzazione raccomanda ai Paesi che inviano personale sanitario nelle aree colpite di fornire un’adeguata formazione sui rischi di esposizione e sulle procedure di protezione, oltre a predisporre sistemi per un’eventuale evacuazione sanitaria.

La risposta sanitaria cresce, ma non basta

Cinque settimane dopo la segnalazione del focolaio, la risposta sanitaria nel Paese si è rafforzata sensibilmente sotto il coordinamento del governo congolese e il supporto dell’OMS e dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC). La capacità diagnostica è aumentata in modo significativo: dai circa 30 test giornalieri eseguiti inizialmente nel laboratorio centrale di Kinshasa si è passati a oltre 2mila test al giorno distribuiti in nove laboratori presenti in tre province. Sono inoltre aumentati i posti letto dedicati ai pazienti e cresce la consapevolezza delle comunità locali sui comportamenti necessari per ridurre il rischio di contagio. Un altro dato incoraggiante riguarda i pazienti guariti. Sono già oltre 100 le persone che hanno superato l’infezione. “Con una diagnosi precoce e cure di supporto adeguate molti pazienti possono sopravvivere”, ha ricordato Tedros, sottolineando come la tempestività dell’assistenza possa fare la differenza.

Restano molte criticità

Nonostante i progressi, l’OMS evidenzia che l’epidemia continua a mettere sotto pressione il sistema sanitario. Tra le principali criticità figurano il tracciamento dei contatti ancora insufficiente, la limitata disponibilità di posti nei centri di trattamento e isolamento, le difficoltà nell’organizzazione di sepolture sicure e dignitose e il persistere di problemi di sicurezza nelle aree interessate dal focolaio. A complicare ulteriormente la risposta contribuiscono la chiusura delle frontiere, che ostacola il lavoro degli operatori umanitari, e una crisi umanitaria che nella regione dura ormai da oltre un decennio.

La situazione in Uganda

Anche il vicino Uganda continua a registrare casi collegati all’epidemia congolese. Domenica è stato confermato un nuovo contagio, il primo dopo due settimane, portando il totale a 20 casi confermati e 2 decessi. Secondo l’OMS, tutti i casi identificati nel Paese sono riconducibili al focolaio in corso nella Repubblica Democratica del Congo.

Il rischio globale resta basso

Nonostante il caso francese e l’espansione del focolaio, l’OMS ribadisce che il rischio per il resto del mondo rimane basso. Per rafforzare la risposta, all’inizio di giugno l’OMS e Africa CDC hanno presentato un piano continentale di preparazione e risposta del valore di 518 milioni di dollari. Nei prossimi giorni saranno resi noti i primi dati sulle risorse effettivamente mobilitate, che consentiranno di valutare l’entità dei finanziamenti ancora necessari per sostenere le attività di contenimento dell’epidemia.

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