Salute 25 Giugno 2026 08:07

Anziani e web: e-mail promosse, social network bocciati

Un nuovo studio rileva un'associazione tra l'uso dei social network e una peggiore salute mentale percepita, mentre l'utilizzo della posta elettronica appare correlato a un benessere psicologico maggiore

di Isabella Faggiano
Anziani e web: e-mail promosse, social network bocciati

L’uso dei social network potrebbe essere associato a una salute mentale percepita meno positiva negli anziani, mentre la posta elettronica sembrerebbe avere l’effetto opposto. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista PLOS Global Public Health, che ha analizzato i dati di oltre 13.500 canadesi di età pari o superiore a 55 anni per comprendere come le diverse modalità di comunicazione digitale si associno al benessere psicologico. I ricercatori della York University hanno utilizzato i dati del Canadian Internet Use Survey 2022, un’indagine nazionale di Statistics Canada, coinvolgendo 13.536 partecipanti, rappresentativi di oltre 12,7 milioni di cittadini canadesi over 55. Nel 2022 gli anziani rappresentavano il gruppo di popolazione con la crescita più rapida nell’utilizzo di Internet: l’83% dichiarava infatti di svolgere attività online.

Il confronto tra e-mail e social network

L’analisi ha preso in considerazione diverse forme di comunicazione digitale, tra cui posta elettronica, applicazioni di messaggistica istantanea, social network, chiamate vocali e video online, siti di incontri e caricamento di contenuti. Dopo aver corretto i risultati per i principali fattori socio-demografici, gli autori hanno osservato che l’utilizzo della posta elettronica era associato a una migliore salute mentale percepita. Al contrario, l’uso dei social network risultava associato a una salute mentale percepita peggiore. Non sono invece emerse associazioni statisticamente significative tra salute mentale e utilizzo della messaggistica istantanea, delle videochiamate, delle chiamate vocali online, dei siti di incontri o delle piattaforme per la condivisione di contenuti.

Le possibili spiegazioni

Secondo gli autori, la posta elettronica potrebbe favorire il mantenimento delle relazioni sociali senza la pressione della comunicazione in tempo reale. A differenza delle chat, infatti, consente di leggere e rispondere ai messaggi con maggiore calma, lasciando agli utenti il controllo dei tempi della conversazione. Questa modalità potrebbe contribuire a ridurre stress e ansia, oltre a contrastare isolamento e solitudine. Diversa l’ipotesi avanzata per i social network. Sebbene la letteratura scientifica presenti risultati non sempre concordi, i ricercatori ritengono che l’esposizione a contenuti emotivamente disturbanti e il continuo confronto con gli altri possano influenzare negativamente il benessere psicologico. Alcuni studi precedenti, ricordano, hanno inoltre associato determinate attività svolte nelle comunità online a livelli più elevati di ansia o sintomi depressivi negli anziani.

Non tutti gli strumenti digitali hanno lo stesso impatto

Lo studio suggerisce che non sia corretto considerare Internet come un’unica realtà. Le diverse piattaforme sembrano infatti avere caratteristiche e modalità d’uso differenti, che potrebbero riflettersi anche sul benessere psicologico. Nel caso delle applicazioni di messaggistica istantanea e delle videochiamate, ad esempio, i ricercatori non hanno osservato alcuna associazione significativa con la salute mentale. Una possibile spiegazione è che questi strumenti, pur facilitando la comunicazione, non sostituiscano la qualità delle relazioni in presenza oppure vengano utilizzati con modalità molto diverse da persona a persona.

I limiti dello studio

Gli stessi autori invitano però a interpretare i risultati con cautela. Lo studio è infatti di tipo trasversale e consente di osservare soltanto un’associazione tra le variabili, senza dimostrare un rapporto di causa-effetto. In altre parole, non è possibile stabilire se siano i social network a influenzare negativamente la salute mentale oppure se le persone che vivono un maggiore disagio psicologico tendano a utilizzare più frequentemente queste piattaforme. Inoltre, la salute mentale è stata valutata attraverso un’autovalutazione e non con strumenti clinici standardizzati. L’indagine non raccoglieva nemmeno informazioni sul tempo trascorso online, sulla frequenza di utilizzo delle diverse piattaforme o sulle modalità di fruizione, elementi che potrebbero modificare sostanzialmente gli effetti osservati.

Le implicazioni per la salute pubblica

Per gli autori, comprendere come i diversi strumenti di comunicazione digitale si associno al benessere psicologico può aiutare a sviluppare strategie più mirate per promuovere un uso consapevole delle tecnologie tra gli anziani. Tra le possibili iniziative vengono indicate campagne di educazione digitale che insegnino a riconoscere i contenuti poco affidabili, a gestire in modo equilibrato l’utilizzo dei social media e a sfruttare le opportunità offerte dagli strumenti digitali limitandone i possibili effetti negativi. Per chiarire se esista davvero un rapporto di causa-effetto, concludono i ricercatori, saranno tuttavia necessari studi longitudinali che seguano nel tempo l’evoluzione della salute mentale degli anziani.

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