Novartis lancia la nuova edizione della campagna “Da Quore a Cuore” sulla prevenzione cardiovascolare secondaria, alla luce di un’indagine che evidenzia scarsa aderenza ai controlli e alle terapie dopo un evento cardiovascolare
Dopo un infarto, un ictus o arteriopatia periferica, circa 1 paziente su 3 non segue correttamente controlli e terapie, aumentando il rischio di nuovi eventi cardiovascolari. La maggior parte riduce la frequenza delle visite rispetto a quanto raccomandato dal medico, altri interrompono i controlli, mentre una parte tende a sottoporvisi solo in presenza di sintomi. È quanto emerge dall’indagine promossa da Novartis su un campione di 309 italiani con ipercolesterolemia che hanno avuto un precedente evento cardiovascolare.
Alla base di questo allontanamento dai percorsi di cura non c’è un’unica causa: accanto a chi tende a sottovalutare il rischio residuo (23%), emerge una quota significativa di pazienti (27%) consapevoli ma emotivamente fragili, per i quali ansia, paura e senso di smarrimento dopo l’evento acuto e, in alcuni casi, difficoltà a organizzarsi rendono difficile mantenere nel tempo un rapporto costante con il medico curante.
È proprio a questi pazienti che parla la nuova edizione di “Da Quore a Cuore”, la campagna di sensibilizzazione di Novartis, realizzata con il patrocinio dell’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (AISC) e della Fondazione Italiana per il Cuore ETS.
Il rischio cardiovascolare
Dopo un infarto o un ictus, la probabilità che si verifichi un secondo evento cardiovascolare è significativamente più alta rispetto alla popolazione generale.
“Dopo un infarto o un ictus il rischio cardiovascolare resta elevato nel tempo, anche quando i sintomi sembrano sotto controllo – spiega Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) – È proprio in questa fase che molti pazienti tendono ad allontanarsi dai percorsi di cura, riducendo controlli e follow-up. La prevenzione secondaria funziona solo se è continua e segue percorsi mirati: tornare regolarmente dal cardiologo e ottenere una riduzione significativa e stabile nel tempo dei livelli di colesterolo LDL è fondamentale per ridurre il rischio di nuovi eventi, in linea con i parametri raccomandati dalle Linee Guida internazionali”.
Colesterolo, questo sconosciuto
Il colesterolo LDL è un fattore di rischio da non sottovalutare, ma l’indagine mostra che circa il 30% dei pazienti intervistati non conosce il livello di colesterolo da raggiungere per ridurre il proprio rischio cardiovascolare.
“Le nuove Linee Guida ACC/AHA/Multisociety 2026 raccomandano un obiettivo di LDL-C inferiore a 55 mg/dL per la maggior parte dei pazienti in prevenzione secondaria ad altissimo rischio e questo obiettivo deve essere mantenuto con costanza nel tempo. – spiega Gianfranco Sinagra, Presidente della SIC (Società Italiana di Cardiologia), Professore all’Università di Trieste e Direttore della Cardiologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) – Oggi i dati mostrano che grazie alla prevenzione secondaria la mortalità cardiovascolare potrebbe essere ridotta in modo significativo, salvando migliaia di vite ogni anno. Iniziative come la campagna Da Quore a Cuore vanno proprio in questa direzione”.
La campagna di sensibilizzazione: parlare al cuore con un linguaggio inedito
Per l’edizione 2026 di “Da Quore a Cuore”, i promotori hanno scelto di rivolgersi al pubblico con il linguaggio spontaneo dei bambini, con l’obiettivo di lanciare un messaggio chiaro a chi ha avuto un infarto, un ictus o è ad alto rischio cardiovascolare: controllare regolarmente i livelli di colesterolo LDL e mantenere un follow-up costante con il proprio cardiologo è fondamentale per ridurre il rischio di nuovi eventi cardiovascolari.
Il “cuore” nell’immaginario dei bambini
Il MUBA – Museo dei Bambini Milano e l’artista Chiara Morra hanno coinvolto bambini (dai 6 agli 11 anni) e famiglie in una serie di laboratori esperienziali per riflettere sul significato simbolico del cuore. Dalle idee dei più piccoli hanno preso forma cinque opere artistiche, che nei prossimi mesi saranno ospitate nelle cardiologie italiane in una mostra diffusa.
“Nei laboratori le bambine e i bambini hanno condiviso con grande spontaneità il valore simbolico del cuore, che per loro abbraccia insieme affettività, immaginazione ed esperienza del corpo. Attraverso il gioco e la sperimentazione sono emerse letture autentiche, che restituiscono un significato del cuore insieme emotivo e concreto – commenta l’artista torinese Chiara Morra – Questi valori sono i protagonisti della mostra e lanciano un messaggio autentico, che mi auguro possa richiamare l’attenzione sull’importanza di prendersi cura della salute del cuore, come atto di responsabilità e di amore verso se stessi e verso chi ci sta accanto”.
“La campagna di sensibilizzazione Da Quore a Cuore rappresenta un progetto di grande importanza per Novartis, perché da oltre 40 anni lavoriamo con impegno e passione in ambito cardiovascolare, affinché nessun cuore smetta di battere troppo presto – conclude Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia – L’edizione 2026, attraverso i messaggi autentici dei bambini sul valore del cuore, invita i pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare acuto a cambiare prospettiva e a riscoprire l’importanza di tenere sotto controllo il rischio cardiovascolare. Ci auguriamo che questo progetto possa dare un contributo concreto, sottolineando che il cuore è importante e che prendersene cura fa la differenza”.
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