Salute 24 Giugno 2026 00:35

Plasma, parte il progetto PETRA per promuoverne l’uso appropriato negli ospedali

Obiettivo: migliorare l'appropriatezza trasfusionale, aumentare la sicurezza dei pazienti e preservare una risorsa limitata

di I.F.
Plasma, parte il progetto PETRA per promuoverne l’uso appropriato negli ospedali

Migliorare l’appropriatezza nell’utilizzo del plasma e ridurre il ricorso a trasfusioni non necessarie. È questo l’obiettivo del progetto PETRA (Programma strategico Educazionale per la Trasfusione Appropriata di plasma), finanziato dal Centro Nazionale Sangue nell’ambito del bando 2024-2025 e avviato operativamente nel 2026. L’iniziativa coinvolge una rete di strutture ospedaliere distribuite sul territorio nazionale ed è coordinata dall’ASST Valle Olona di Varese. Tra i partner figura anche UniCamillus, unico ateneo presente nel progetto, che sarà responsabile dello sviluppo delle attività formative rivolte ai professionisti sanitari.

Una risorsa preziosa che va utilizzata in modo corretto

Il plasma rappresenta una componente fondamentale del sangue e trova impiego in numerose situazioni cliniche. Tuttavia, secondo gli esperti, non sempre il suo utilizzo avviene in piena aderenza alle raccomandazioni delle linee guida. L’obiettivo del progetto sarà proprio quello di analizzare come il plasma venga impiegato negli ospedali italiani, individuando eventuali aree di inappropriatezza e promuovendo pratiche più sicure ed efficaci. “In Italia la disponibilità di plasma e soprattutto di farmaci plasmaderivati è limitata e il sistema sanitario dipende ancora in parte da forniture provenienti dall’estero – spiega Matteo Bolcato, professore associato di Medicina Legale e docente di UniCamillus, responsabile scientifico del progetto insieme a Ivo Beverina del Servizio Trasfusionale dell’ASST Valle Olona -. Per questo è fondamentale garantire un utilizzo rigoroso e appropriato di questa risorsa strategica, che, pur essendo sicura, non è esente da possibili rischi per il paziente”.

Formazione al centro del progetto

Uno dei pilastri di PETRA sarà la formazione dei medici prescrittori. UniCamillus avrà il compito di trasformare le evidenze scientifiche raccolte durante il progetto in strumenti pratici destinati ai professionisti della salute. Saranno sviluppati materiali informativi, documenti di indirizzo, webinar e attività di aggiornamento continuo con l’obiettivo di supportare decisioni cliniche sempre più appropriate e basate sulle prove scientifiche disponibili. “Formare i medici all’uso appropriato del plasma non rappresenta soltanto una scelta clinica, ma anche una responsabilità etica – sottolinea Gianni Profita, rettore di UniCamillus -. Si tratta di tutelare una risorsa limitata e indispensabile anche per la produzione di farmaci plasmaderivati salvavita, garantendo al tempo stesso la massima sicurezza per i pazienti e la sostenibilità del sistema sanitario”.

Dati e monitoraggio per migliorare la pratica clinica

Il progetto prevede inoltre la raccolta e l’analisi dei dati provenienti dai centri coinvolti. Le informazioni ottenute consentiranno di definire indicatori utili a valutare l’appropriatezza dell’uso del plasma e di sviluppare sistemi di monitoraggio in grado di supportare il miglioramento continuo delle pratiche trasfusionali. L’iniziativa si inserisce in un contesto internazionale che vede una crescente attenzione verso la sicurezza del paziente, la personalizzazione delle cure e l’approccio One Health, in linea con le più recenti normative europee sui prodotti di origine umana.

Coinvolti ospedali e centri di eccellenza

Oltre a UniCamillus e all’ASST Valle Olona, il progetto coinvolge numerose realtà sanitarie italiane, tra cui l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, l’Azienda USL di Bologna, il Policlinico di Bari e l’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. La natura multicentrica dell’iniziativa consentirà di raccogliere dati provenienti da contesti differenti e di sviluppare modelli condivisi per una gestione sempre più appropriata delle trasfusioni di plasma, con benefici attesi sia per i pazienti sia per l’intero sistema sanitario.

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