Salute 24 Giugno 2026 04:00

Delirium post-operatorio, confermato il legame con il declino cognitivo negli anziani

Uno studio americano su oltre 500 over 70, pubblicato su JAMA, mostra che le riospedalizzazioni contribuiscono al peggioramento delle funzioni cognitive, ma non spiegano il legame tra delirium post-operatorio e deterioramento cognitivo a lungo termine

di Isabella Faggiano
Delirium post-operatorio, confermato il legame con il declino cognitivo negli anziani

Il delirium che compare dopo un intervento chirurgico continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per il declino cognitivo negli anziani. A confermarlo è uno studio di coorte condotto su 560 persone di età pari o superiore a 70 anni, che ha analizzato il possibile ruolo delle riospedalizzazioni nel rapporto tra delirium post-operatorio e deterioramento cognitivo a lungo termine. Da tempo gli esperti si interrogano su un aspetto cruciale: il delirium provoca direttamente il peggioramento delle funzioni cognitive oppure è semplicemente il segnale di una maggiore fragilità clinica? In altre parole, il declino cognitivo osservato negli anni successivi all’intervento è dovuto al delirium stesso o alle numerose complicanze e ai ricoveri che spesso interessano questi pazienti? Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno seguito per cinque anni un gruppo di anziani sottoposti a interventi chirurgici maggiori programmati nell’ambito dello studio longitudinale Successful Aging after Elective Surgery.

Il peso delle riospedalizzazioni sulla salute cognitiva

I partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione neuropsicologica prima dell’intervento e successivamente monitorati attraverso dieci controlli nell’arco di cinque anni. Le capacità cognitive sono state misurate mediante il punteggio General Cognitive Performance (GCP), ottenuto combinando i risultati di 11 diversi test neuropsicologici. L’analisi ha confermato che ogni riospedalizzazione successiva all’intervento è associata a un peggioramento delle funzioni cognitive. In particolare, per ogni nuovo ricovero ospedaliero il punteggio cognitivo diminuiva mediamente di 0,19 punti all’anno. I ricercatori hanno inoltre distinto le riospedalizzazioni in base alla gravità, considerando sia i ricoveri senza ulteriori complicanze sia quelli associati a permanenza in terapia intensiva o alla necessità di cure post-acute. In tutti i casi, un maggior numero di ricoveri si associava a una peggiore traiettoria cognitiva nel tempo.

Il delirium resta il fattore più rilevante

Il dato più significativo riguarda però il ruolo del delirium. I pazienti che avevano sviluppato questa complicanza dopo l’intervento mostravano un declino cognitivo ancora più marcato, con una riduzione media di 0,33 punti GCP all’anno. Come atteso, il delirium era associato anche a un numero maggiore di riospedalizzazioni: rispetto agli altri partecipanti, questi pazienti presentavano un rischio di ricovero successivo aumentato del 42%. Tuttavia, quando gli autori hanno corretto le analisi tenendo conto sia del numero sia del tipo di riospedalizzazioni, il legame tra delirium e declino cognitivo si è ridotto soltanto in minima parte, tra il 6% e il 9%, senza modificare sostanzialmente i risultati.

Un legame che va oltre la fragilità

Secondo gli autori, questi dati suggeriscono che le riospedalizzazioni e le condizioni di fragilità clinica successive all’intervento non sono sufficienti a spiegare il deterioramento cognitivo osservato nei pazienti che sviluppano delirium. Il delirium emerge quindi come un fattore indipendente, strettamente associato a un peggioramento cognitivo che può protrarsi per anni dopo l’intervento chirurgico.

Servono nuovi studi sui meccanismi biologici

I risultati rafforzano l’importanza della prevenzione e dell’identificazione precoce del delirium nei pazienti anziani candidati a interventi chirurgici. Nonostante il ruolo delle complicanze e delle riospedalizzazioni resti rilevante per la salute generale e cognitiva, il delirium sembra avere un impatto specifico che non può essere spiegato soltanto dalla maggiore fragilità dei pazienti. Per comprendere pienamente questo fenomeno saranno necessari ulteriori studi, chiamati a chiarire quali meccanismi biologici, neurologici e infiammatori possano collegare il delirium post-operatorio al declino cognitivo che si manifesta negli anni successivi alla chirurgia

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