Prevenzione 22 Giugno 2026 08:00

Cancro, quasi 10 milioni di morti l’anno: il G7 rilancia la sfida su ricerca e accesso alle cure

Tumori pediatrici, neoplasie a prognosi sfavorevole, prevenzione e riduzione delle disuguaglianze nell’assistenza oncologica entrano al centro dell’agenda del G7. Al Vertice di Évian i leader delle principali economie mondiali hanno definito nuove priorità comuni per rafforzare la collaborazione scientifica e migliorare l’accesso alle cure oncologiche, con l’obiettivo di ridurre l’impatto di una malattia che provoca circa 10 milioni di decessi ogni anno nel mondo.

di Viviana Franzellitti
Cancro, quasi 10 milioni di morti l’anno: il G7 rilancia la sfida su ricerca e accesso alle cure

Tumori pediatrici, neoplasie a prognosi sfavorevole, prevenzione e riduzione delle disuguaglianze nell’assistenza oncologica entrano al centro dell’agenda del G7. Al Vertice di Évian, concluso tra il 15 e il 17 giugno 2026, i leader delle principali economie mondiali hanno definito nuove priorità comuni per rafforzare la collaborazione scientifica e migliorare l’accesso alle cure oncologiche, con l’obiettivo di ridurre l’impatto di una malattia che provoca circa 10 milioni di decessi ogni anno nel mondo.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Leaders’ Call on the Fight Against Cancer, adottata al termine del summit francese e sostenuta dalla G7 Cancer Initiative, rete che riunisce organizzazioni e istituzioni oncologiche dei Paesi membri, tra cui l’italiana Alleanza Contro il Cancro. Le priorità saranno approfondite anche in un articolo congiunto di prossima pubblicazione su The Lancet Oncology, dedicato al rafforzamento della cooperazione internazionale nella ricerca e nella cura dei tumori.

Il cancro entra stabilmente nell’agenda del G7

La decisione assunta a Évian segna un passaggio politico rilevante: il cancro viene riconosciuto come una delle sfide sanitarie globali che richiedono un coordinamento stabile tra Stati. Nonostante i progressi della medicina, molte neoplasie continuano a essere diagnosticate in fase avanzata e restano forti differenze tra Paesi e sistemi sanitari nell’accesso a diagnosi tempestive, trattamenti innovativi e percorsi assistenziali di qualità. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la cooperazione tra governi, comunità scientifica e sistemi sanitari per ridurre queste disuguaglianze e accelerare il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alla pratica clinica.

Ricerca condivisa e dati interoperabili per accelerare l’innovazione

Uno dei punti centrali dell’iniziativa riguarda la necessità di una maggiore integrazione tra i sistemi di ricerca. Le nuove frontiere dell’oncologia – dalla medicina di precisione all’intelligenza artificiale, fino all’analisi dei dati clinici e genomici – richiedono infatti grandi quantità di informazioni comparabili e condivise. Per questo viene considerata strategica la costruzione di sistemi di dati interoperabili, raccolti secondo standard comuni tra Paesi e centri di ricerca. L’obiettivo è velocizzare lo sviluppo di nuove terapie, migliorare la qualità degli studi clinici e ridurre il tempo necessario per trasformare i risultati scientifici in benefici concreti per i pazienti.

Tumori pediatrici e dei giovani: la sfida delle malattie rare

Tra le quattro aree prioritarie individuate dal G7 figurano i tumori pediatrici, adolescenziali e dei giovani adulti. Si tratta di patologie relativamente rare che, proprio per la bassa numerosità dei casi, richiedono una forte collaborazione internazionale per garantire dati sufficienti alla ricerca e percorsi terapeutici sempre più mirati. Il rafforzamento delle reti tra centri specializzati è indicato come elemento chiave per migliorare diagnosi, accesso alle cure e possibilità di sviluppo di terapie innovative dedicate a questa fascia di pazienti.

Tumori a prognosi sfavorevole: pancreas, fegato e glioblastoma

Un secondo ambito prioritario riguarda le neoplasie che ancora oggi presentano esiti clinici particolarmente complessi, tra cui i tumori del pancreas, dell’esofago, dello stomaco, del fegato e i glioblastomi. Nonostante i progressi registrati in altri settori dell’oncologia, queste patologie mantengono tassi di sopravvivenza limitati e richiedono un ulteriore impegno nella ricerca traslazionale e nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche. La cooperazione internazionale viene indicata come strumento essenziale per accelerare questo percorso.

Prevenzione e screening: l’obiettivo di eliminare il tumore della cervice uterina

Tra le priorità rientra anche l’eliminazione del tumore della cervice uterina, una delle poche neoplasie prevenibili attraverso strumenti già disponibili. La strategia si basa sul rafforzamento della vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), sull’estensione dei programmi di screening e sull’accesso tempestivo ai trattamenti. L’obiettivo è ridurre progressivamente l’incidenza della malattia fino alla sua eliminazione, intervenendo sia sulla prevenzione primaria sia sulla diagnosi precoce.

Accesso alle cure e riduzione delle disuguaglianze

Accanto alla ricerca, il tema centrale rimane quello dell’equità nell’accesso alle cure oncologiche. Ancora oggi, l’accesso a terapie innovative, centri specializzati e percorsi multidisciplinari varia in modo significativo tra aree geografiche e sistemi sanitari. Il G7 punta a ridurre queste disuguaglianze attraverso strumenti digitali, modelli organizzativi innovativi e diffusione delle migliori pratiche cliniche, con l’obiettivo di garantire standard di cura più omogenei e tempi di accesso più rapidi.

Una sfida destinata a crescere nei prossimi anni

Secondo le valutazioni richiamate nell’iniziativa, il peso globale delle patologie oncologiche è destinato ad aumentare nei prossimi decenni a causa dell’invecchiamento della popolazione, dei cambiamenti demografici e dei fattori di rischio ambientali e comportamentali. In questo scenario, i Paesi del G7 sottolineano la necessità di rafforzare le reti di collaborazione scientifica e i centri oncologici di eccellenza, con l’obiettivo non solo di sviluppare nuove terapie, ma anche di garantire un accesso più equo e tempestivo alle cure per tutti i pazienti.

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