Advocacy e Associazioni 11 Giugno 2026 17:30

Sanità sotto pressione: per quasi un cittadino su due il problema sono le liste d’attesa

Presentato il Rapporto PIT Salute 2026 di Cittadinanzattiva: raccolte oltre 14mila segnalazioni di disservizi sanitari. Crescono le difficoltà di accesso a visite ed esami, aumentano i problemi nell'assistenza protesica e restano aperte le criticità della sanità territoriale

di I.F.
Sanità sotto pressione: per quasi un cittadino su due il problema sono le liste d’attesa

Le liste d’attesa si confermano il principale problema percepito dai cittadini nel rapporto con il Servizio sanitario nazionale. È quanto emerge dal Rapporto PIT Salute 2026 di Cittadinanzattiva, presentato oggi in occasione del trentesimo anniversario del servizio di tutela civica. Le oltre 14mila segnalazioni raccolte nel corso del 2025 raccontano un sistema che continua a fare i conti con tempi di attesa spesso incompatibili con i bisogni di salute delle persone, ma evidenziano anche altre criticità rilevanti, dalle difficoltà di accesso ai servizi territoriali ai problemi nell’assistenza protesica, fino alle carenze nell’ambito della salute mentale. In occasione della presentazione del rapporto, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha voluto inviare un messaggio ai partecipanti, ringraziando Cittadinanzattiva per il lavoro svolto in questi decenni nel dare voce alle aspettative e ai bisogni dei pazienti e nel portarli all’attenzione delle istituzioni.

“Proseguire il confronto con le associazioni per migliorare l’accesso alle cure”

“Il Rapporto PIT Salute 2026 racconta criticità che si sono cronicizzate negli anni e alle quali questo Governo sta rispondendo con provvedimenti mirati”, ha affermato il ministro. Schillaci ha richiamato in particolare gli interventi messi in campo sulle liste d’attesa, ricordando la piattaforma nazionale che ha consentito di monitorare circa 65 milioni di prenotazioni e che, secondo i dati del Ministero, ha evidenziato miglioramenti in 16 Regioni su 21. “Si tratta di un’operazione di trasparenza che non era mai stata realizzata prima”, ha sottolineato. Il ministro ha inoltre ricordato gli investimenti finanziati dal PNRR per la modernizzazione del Servizio sanitario nazionale, le iniziative adottate sul fronte degli screening e della prevenzione e il lavoro in corso per il rafforzamento della medicina territoriale. “Sappiamo bene che non tutti i problemi sono stati risolti, ma un dato è certo: il cambiamento è stato avviato e continueremo a procedere in questa direzione, facendo squadra con tutti gli attori coinvolti”, ha dichiarato Schillaci, ribadendo la volontà di proseguire il confronto con le associazioni dei cittadini per migliorare l’accesso alle cure e la qualità dell’assistenza. A dimostrarlo sono le oltre 14.176 segnalazioni raccolte nel corso del 2025 da Cittadinanzattiva attraverso la rete dei suoi Punti di intervento e tutela (PIT). Quasi una su due riguarda infatti difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie. Un dato che, secondo l’associazione, fotografa una sanità sempre più in affanno e cittadini costretti a fare i conti con tempi incompatibili con i propri bisogni di salute.

Le liste d’attesa restano la prima emergenza

L’accesso alle prestazioni rappresenta il 48,2% delle segnalazioni raccolte nel 2025, una quota quasi raddoppiata rispetto al 2021, quando si attestava al 25,4%. Un trend che, secondo il rapporto, testimonia come il problema delle liste d’attesa sia diventato la principale criticità del Servizio sanitario nazionale. Nel dettaglio, il 62,2% delle segnalazioni relative all’accesso riguarda tempi di attesa superiori a quelli previsti dai codici di priorità, mentre il 37,2% denuncia problemi nella prenotazione delle prestazioni, spesso a causa di agende chiuse o bloccate. Particolarmente colpiti risultano gli esami diagnostici. Oltre la metà dei cittadini segnala che Tac, risonanze magnetiche ed ecografie vengono erogate ben oltre i tempi indicati nelle prescrizioni mediche. In alcuni casi le attese raggiungono livelli difficilmente conciliabili con il principio di tempestività delle cure. “Alla base delle criticità emerse dal Rapporto evidenziamo annose problematiche che come Federazione nazionale degli ordini di 19 professioni sanitarie, abbiamo sempre denunciato – ha commentato Diego Catania, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) -.
Registriamo una carenza endemica di operatori su tutto il territorio nazionale. Delle nostre professioni mancano oltre 70mila unità, un’assenza che fa sentire il proprio peso sulla garanzia dell’accesso ai servizi. Oggi ospitiamo questo evento nel segno di una collaborazione con le associazioni di rappresentanza dei cittadini per raggiungere il pieno soddisfacimento dei bisogni della popolazione, tutelando il diritto alla salute”.

Attese record anche per mammografie e visite di controllo

Tra i dati più critici emergono quelli relativi agli esami di prevenzione e alle visite di controllo. Secondo le segnalazioni raccolte da Cittadinanzattiva, per una mammografia programmata si può arrivare ad attendere fino a 480 giorni, mentre per una colonscopia programmata l’attesa può superare i 400 giorni. on va meglio per le visite di controllo. Per una visita ginecologica programmata sono stati segnalati tempi di attesa fino a 660 giorni, quasi due anni. Un elemento che, secondo il rapporto, evidenzia come il sistema fatichi non solo a prendere in carico nuovi pazienti, ma anche a garantire la continuità assistenziale a chi è già inserito in un percorso di cura.

Sanità territoriale: medici di famiglia e salute mentale tra le criticità

La seconda area più segnalata dai cittadini riguarda l’assistenza sanitaria territoriale, che raccoglie il 19,7% delle richieste di tutela. I problemi riguardano soprattutto il rapporto con medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, che da soli rappresentano oltre il 60% delle segnalazioni di questo ambito. I cittadini lamentano difficoltà nel contattare il proprio medico, tempi lunghi per ottenere appuntamenti e, in molti territori, la mancata sostituzione dei professionisti andati in pensione. Un capitolo a parte riguarda la salute mentale. Sempre più persone segnalano l’impossibilità di accedere a percorsi psicoterapeutici nel servizio pubblico, con la conseguenza di dover ricorrere al privato o rinunciare del tutto alle cure. Il rapporto evidenzia inoltre come le nuove strutture previste dal PNRR, dalle Case della Comunità agli Ospedali di Comunità, siano ancora poco percepite dai cittadini e non abbiano ancora assunto un ruolo centrale nei percorsi assistenziali.

Ausili e protesi: segnalazioni in forte aumento

Tra le novità più rilevanti del Rapporto PIT Salute 2026 c’è il forte incremento delle segnalazioni relative all’assistenza protesica e integrativa, passate in un anno dallo 0,9% al 7% del totale. Secondo Cittadinanzattiva, l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario ha generato difficoltà burocratiche e rallentamenti nell’erogazione di ausili e dispositivi essenziali. Molti cittadini denunciano problemi nell’ottenere carrozzine, protesi e altri presidi personalizzati, mentre alcune aziende avrebbero interrotto le forniture tramite il Servizio sanitario nazionale a causa della scarsa sostenibilità economica dei rimborsi previsti.

Trent’anni di tutela e le sfide ancora aperte

Il Rapporto PIT Salute 2026 arriva nel trentesimo anniversario del servizio di tutela di Cittadinanzattiva. In tre decenni, ricorda l’associazione, oltre mezzo milione di cittadini si sono rivolti ai punti di ascolto per segnalare disservizi e chiedere supporto nella tutela dei propri diritti. “Le ultime norme sulle liste d’attesa hanno contribuito ad accrescere la consapevolezza civica e a sperimentare risposte più efficaci, ma i cittadini continuano a non vedere rispettato il proprio diritto di accesso alle cure”, commenta Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Tra le battaglie ancora aperte, l’associazione richiama l’attuazione della riforma per gli anziani non autosufficienti, il riconoscimento del caregiver familiare e il pieno sviluppo delle Case della Comunità. Temi che, insieme alle liste d’attesa, continuano a rappresentare una delle principali sfide per la tenuta del Servizio sanitario nazionale.

Il Rapporto è realizzato in collaborazione con FNO TSRM e PSTRP, FNOFI, FNOMCeO, FNOPI, FOFI.


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