Presentata dal Ministero della Salute la nuova campagna nazionale per promuovere la donazione di sangue e plasma. Nel 2025 oltre 1,6 milioni di italiani hanno donato, consentendo cure trasfusionali a più di 638mila pazienti
Un gesto semplice che può fare la differenza tra la vita e la morte. È questo il messaggio al centro della nuova campagna nazionale di sensibilizzazione alla donazione di sangue ed emocomponenti promossa dal Ministero della Salute insieme al Centro Nazionale Sangue e alle principali associazioni dei donatori: AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES. La campagna, che sarà diffusa a partire dal 14 giugno in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, ha come testimonial Andrea “Lucky” Lucchetta, storico campione della pallavolo italiana e oggi commentatore televisivo. Lo spot sarà trasmesso in televisione, in radio e sui canali social con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione, in particolare le nuove generazioni, sull’importanza della donazione.
Schillaci: “Uno dei più alti esempi di solidarietà civile”
In un videomessaggio trasmesso durante la presentazione dell’iniziativa, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha voluto ringraziare i cittadini che ogni anno contribuiscono al sistema trasfusionale nazionale. Nel 2025 sono stati infatti oltre 1 milione e 664mila gli italiani che hanno donato sangue, garantendo terapie trasfusionali a più di 638mila pazienti e rendendo disponibili medicinali plasmaderivati indispensabili per centinaia di migliaia di persone. “La donazione rappresenta uno dei più alti esempi di solidarietà civile e incarna pienamente i valori di universalità, equità e gratuità che sono alla base del nostro Servizio sanitario nazionale – ha affermato Schillaci -. Donare sangue e plasma è davvero l’azione più bella: è un gesto che salva vite e che permette ogni anno di garantire cure sicure e tempestive a chi ne ha bisogno”. Il ministro ha rivolto inoltre un appello ai giovani affinché si avvicinino con maggiore convinzione alla cultura della donazione, tema considerato strategico per assicurare la sostenibilità futura del sistema.
L’Italia conferma l’autosufficienza per il sangue
Grazie alla generosità dei donatori, il nostro Paese continua a mantenere l’autosufficienza per quanto riguarda i globuli rossi, un traguardo raggiunto ormai da quasi vent’anni. A sottolinearlo è stata Luciana Teofili, direttrice del Centro Nazionale Sangue, che ha evidenziato anche un altro risultato particolarmente significativo: nel 2025 sono state destinate alla produzione di farmaci plasmaderivati ben 920 tonnellate di plasma, il valore più alto mai registrato nel nostro Paese. Un risultato che testimonia il lavoro congiunto dei donatori, delle associazioni e dei servizi trasfusionali distribuiti sul territorio nazionale.
Donatori stabili, ma preoccupano i più giovani
I dati relativi al 2025 mostrano una sostanziale stabilità del numero complessivo dei donatori, pari a 1.664.691 persone. La lieve flessione registrata rispetto all’anno precedente, pari allo 0,8%, è stata compensata da una riduzione delle trasfusioni di globuli rossi, diminuite del 2%, segnale di una crescente appropriatezza nell’utilizzo delle risorse trasfusionali. A crescere sono invece i donatori periodici, aumentati dell’1,4% rispetto al 2024. Oggi rappresentano circa l’85% del totale e costituiscono il pilastro del sistema trasfusionale italiano. L’analisi per fasce d’età evidenzia però una criticità ormai nota. La quota più consistente di donatori si concentra tra i 46 e i 55 anni, con 63,6 donatori ogni mille abitanti. Molto più contenuta, e in progressiva diminuzione, la partecipazione dei giovani tra i 18 e i 25 anni, che si ferma a 34,1 donatori per mille abitanti. Numeri che confermano la necessità di investire in iniziative di sensibilizzazione rivolte alle nuove generazioni per garantire il ricambio generazionale e la continuità delle donazioni nel lungo periodo.
Nuove regole europee e cultura del dono
Nel corso dell’evento è stato affrontato anche il tema dell’attuazione del nuovo Regolamento europeo sulle sostanze di origine umana (SOHO), che punta a rafforzare sicurezza, qualità e disponibilità di sangue, plasma e altri materiali biologici destinati all’uso terapeutico. Accanto agli aspetti normativi, un ruolo centrale continua a essere svolto dalle associazioni dei donatori, impegnate quotidianamente nella promozione della cultura del dono. Tra le iniziative in programma per la Giornata mondiale del donatore di sangue figura “Volontari per la vita“, evento promosso dal Ministero della Salute, dal Centro Nazionale Sangue e dalle principali associazioni del settore, che si terrà il 13 giugno a Modena, città designata Capitale italiana del volontariato 2026.
Un gesto che riguarda tutti
Ogni unità di sangue donata può contribuire a salvare più vite e rappresenta una risorsa insostituibile per interventi chirurgici, terapie oncologiche, emergenze, trapianti e numerose altre condizioni cliniche. Per questo il messaggio della campagna punta a ricordare che dietro ogni donazione non c’è soltanto un atto sanitario, ma un gesto di responsabilità collettiva che permette al sistema sanitario di garantire cure a chi ne ha bisogno. Un patrimonio di solidarietà che continua a fare dell’Italia uno dei Paesi più virtuosi in Europa nel campo della donazione volontaria, anonima e gratuita.
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