One Health 11 Giugno 2026 12:07

Caldo estremo, l’Oms presenta la nuova guida: “Oltre 200mila morti in Europa negli ultimi quattro anni”

Presentata oggi a Berlino la seconda edizione della Guida OMS sui Piani d'Azione Caldo-Salute: otto i pilastri individuati per aiutare Paesi e città a proteggere anziani, fragili e persone con malattie croniche

di I.F.
Caldo estremo, l’Oms presenta la nuova guida: “Oltre 200mila morti in Europa negli ultimi quattro anni”

Le temperature estreme stanno diventando una delle principali sfide per la salute pubblica del nostro tempo. A ricordarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità che oggi, a Berlino, ha presentato la seconda edizione della Guida sui Piani d’Azione Caldo-Salute (Heat-Health Action Plans), il documento che fornisce a governi, regioni e città indicazioni operative per prevenire gli effetti delle ondate di calore sulla popolazione. Il lancio è avvenuto durante una conferenza organizzata in occasione dell’Heat Action Day tedesco, alla presenza del direttore regionale dell’OMS Europa Hans Henri P. Kluge, del ministro federale dell’Ambiente Carsten Schneider, della senatrice per la Salute dello Stato di Berlino Ina Czyborra e di rappresentanti della Commissione europea. La pubblicazione arriva in un momento particolarmente delicato. Il cambiamento climatico, l’urbanizzazione e l’invecchiamento della popolazione stanno infatti aumentando il numero delle persone esposte ai rischi associati al caldo estremo, con ripercussioni sempre più evidenti sui sistemi sanitari e sociali.

Oltre 200mila morti in quattro anni

I numeri diffusi dall’OMS delineano un quadro preoccupante. Negli ultimi quattro anni il caldo eccessivo ha causato oltre 200mila decessi in Europa. Solo nel 2024 le vittime stimate sono state quasi 63mila. “Il caldo è un killer silenzioso, ma non è inevitabile – ha dichiarato Hans Kluge durante la presentazione del documento -. Oggi lanciamo una guida basata sulle evidenze scientifiche che offre alle autorità una chiara tabella di marcia per costruire sistemi di preparazione capaci di salvare vite. Abbiamo gli strumenti, ora dobbiamo usarli”. Secondo i dati richiamati dall’OMS, la maggior parte dei decessi prematuri correlati al caldo estremo si è registrata in Italia, seguita da Spagna, Germania e Grecia. Quest’ultima presenta il più alto tasso di mortalità da caldo in rapporto alla popolazione.

L’Europa si riscalda più velocemente di qualsiasi altro continente

L’OMS sottolinea come la Regione europea sia oggi quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Negli ultimi decenni l’aumento delle temperature ha determinato una crescita della mortalità legata al caldo pari a 52 decessi per milione di abitanti rispetto agli anni Novanta. Le proiezioni indicano che, senza adeguate strategie di adattamento, il numero delle vittime potrebbe aumentare sensibilmente nella seconda metà del secolo. A essere maggiormente esposte sono soprattutto le persone anziane, i pazienti con patologie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche e coloro che vivono in condizioni di fragilità. Le alte temperature possono infatti aggravare malattie croniche preesistenti, aumentando il rischio di scompensi cardiaci, ictus, insufficienza renale e altre condizioni potenzialmente fatali.

La protezione dal caldo è anche una questione sociale

Uno degli aspetti evidenziati durante la presentazione riguarda il legame tra caldo, salute e disuguaglianze sociali. “Chi non dispone di un giardino o di una piscina e vive in appartamenti surriscaldati nei quartieri urbani più cementificati ha molte meno possibilità di proteggersi dalle temperature estreme”, ha osservato il ministro federale dell’Ambiente Carsten Schneider. Per questo motivo l’OMS insiste sulla necessità di affiancare alle misure sanitarie interventi ambientali e urbanistici. Alberi, parchi, corsi d’acqua, foreste e zone umide non rappresentano soltanto elementi del paesaggio urbano, ma veri e propri strumenti di prevenzione sanitaria, capaci di ridurre le temperature e mitigare gli effetti delle ondate di calore.

Una guida completamente rinnovata

La prima edizione delle linee guida era stata pubblicata nel 2008. La nuova versione, coordinata dal Centro europeo OMS per l’Ambiente, il Cambiamento climatico e la Salute di Bonn, è molto più ampia e aggiornata. Il documento propone un modello operativo che accompagna le istituzioni in tutte le fasi della gestione del rischio: preparazione, attivazione delle misure durante le emergenze, monitoraggio e revisione degli interventi. L’approccio suggerito supera la tradizionale gestione sanitaria delle ondate di calore e coinvolge amministrazioni locali, servizi sociali, protezione civile, urbanistica, ambiente e sistema sanitario in un’unica strategia coordinata.

Gli otto pilastri dei nuovi Piani Caldo-Salute

La guida individua otto elementi fondamentali per costruire sistemi efficaci di prevenzione. Si parte dalla definizione di una governance chiara, con ruoli e responsabilità ben definiti, per arrivare ai sistemi di allerta precoce che consentono di attivare rapidamente misure di protezione quando le temperature raggiungono livelli critici. Particolare attenzione è dedicata all‘identificazione delle persone più vulnerabili, alla comunicazione del rischio e alla diffusione di informazioni pratiche e affidabili rivolte sia ai cittadini sia agli operatori sanitari. Tra le priorità figurano inoltre il rafforzamento della resilienza dei servizi sanitari, la riduzione dell’esposizione al caldo attraverso interventi sugli edifici e sugli spazi urbani, la sorveglianza degli effetti sanitari delle ondate di calore e la valutazione continua delle misure adottate per migliorarne l’efficacia. La guida mette inoltre a disposizione strumenti pratici, tra cui schede operative per i diversi settori coinvolti e una raccolta di messaggi di salute pubblica pronti all’uso per favorire una comunicazione rapida e coerente durante le emergenze.

Berlino tra le città che hanno già iniziato ad agire

Durante la presentazione è stato illustrato anche il caso di Berlino che, nel 2025, ha adottato un proprio Piano d’Azione Caldo-Salute. Il programma comprende 72 misure finalizzate a proteggere la popolazione dagli effetti delle alte temperature. Tra queste figurano campagne informative stagionali, un portale dedicato con mappe dei luoghi più freschi della città e una rete di collaborazione tra strutture sanitarie e assistenziali per rafforzare la tutela delle persone più fragili. “La protezione dal caldo è una responsabilità trasversale che può essere affrontata solo attraverso la collaborazione di tutti i livelli amministrativi e della società civile”, ha sottolineato la senatrice Ina Czyborra. Sebbene il cambiamento climatico renda inevitabile un aumento degli episodi di caldo estremo, gran parte delle conseguenze sulla salute può essere prevenuta. Per l’OMS, la sfida non consiste più nel prepararsi a un rischio futuro, ma nel gestire una realtà già presente.


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