Advocacy e Associazioni 10 Giugno 2026 15:05

Tumore al seno: 1 donna su 3 soffre di depressione e il 10% lascia il lavoro

L'indagine condotta su oltre mille donne con carcinoma mammario accende i riflettori sugli effetti meno visibili della malattia. Oltre alle cure, pesano ansia, depressione, difficoltà lavorative e problemi nelle relazioni personali. Gli esperti chiedono che il supporto psicologico diventi parte integrante del percorso assistenziale.

di Viviana Franzellitti
Tumore al seno: 1 donna su 3 soffre di depressione e il 10% lascia il lavoro

Ricevere una diagnosi di tumore al seno non significa affrontare soltanto la malattia e le terapie. Per molte donne le conseguenze si estendono alla sfera psicologica, familiare, affettiva e professionale, con effetti che possono durare per anni.

A evidenziarlo è una ricerca nazionale promossa da ANDOS e C.R.E.A. Sanità su oltre mille donne con tumore della mammella. Lo studio, basato sulle risposte di 1.051 partecipanti che hanno completato integralmente il questionario, ha analizzato come la malattia continui a influenzare benessere psicologico, relazioni, lavoro e progetti di vita anche a distanza di tempo dalla diagnosi.

I risultati mostrano un impatto profondo e persistente che, secondo gli esperti, richiede una presa in carico più ampia e multidisciplinare, capace di affiancare alle cure oncologiche un adeguato supporto psicologico e sociale.

Depressione e ansia: il peso invisibile della malattia

Tra i dati più significativi emerge che una donna su tre presenta sintomi depressivi clinicamente rilevanti. Ancora più diffuso il fenomeno dell’ansia: oltre il 30% delle partecipanti riferisce livelli moderati o severi, mentre quasi la metà manifesta sintomi lievi.

Le preoccupazioni più frequenti riguardano il rischio di una recidiva, gli effetti collaterali dei trattamenti e il futuro dei propri familiari, aspetti che per oltre due terzi delle donne rappresentano una fonte di forte stress emotivo. A questo si aggiungono problemi che possono persistere nel tempo, come affaticamento, insonnia, difficoltà di concentrazione, isolamento sociale e perdita di autostima.

Particolarmente vulnerabili risultano le donne più giovani e quelle ancora impegnate nei percorsi terapeutici, soprattutto durante la chemioterapia.

L’impatto sulle relazioni e sulla vita di coppia

La ricerca evidenzia come il tumore al seno non colpisca soltanto la salute fisica, ma influenzi profondamente anche la sfera relazionale. Più della metà delle donne segnala un aumento dello stress all’interno della coppia, mentre circa due terzi riportano difficoltà significative nella vita sessuale e nell’intimità, problematiche che spesso continuano anche dopo la conclusione delle cure.

Si tratta di aspetti che raramente trovano spazio nei percorsi assistenziali, ma che incidono in modo importante sul benessere complessivo delle pazienti. Per questo gli specialisti sottolineano la necessità di affrontare il tema in modo strutturato, offrendo supporto dedicato e percorsi di accompagnamento personalizzati.

Quando il tumore mette a rischio il lavoro

Le conseguenze della malattia si riflettono anche sulla vita professionale. Circa il 10% delle donne interrompe completamente il lavoro o il percorso formativo, mentre oltre il 20% riduce l’orario lavorativo e il 6% è costretto a cambiare mansione o occupazione.

Le difficoltà risultano particolarmente frequenti tra le lavoratrici dipendenti e nelle pazienti sottoposte a chemioterapia, trattamento associato all’impatto più pesante sulla continuità lavorativa. Tuttavia, anche le terapie ormonali possono determinare nel tempo effetti rilevanti sulla capacità di lavorare e mantenere gli stessi ritmi precedenti alla diagnosi.

Il tema assume una rilevanza importante anche sotto il profilo dei diritti e dell’accesso alle tutele, perché la perdita o la riduzione dell’attività lavorativa può tradursi in una maggiore fragilità economica proprio nel momento in cui le pazienti hanno bisogno di maggiore sostegno.

Progetti di vita stravolti, soprattutto tra le più giovani

Il carcinoma mammario modifica spesso anche le prospettive future. Oltre il 45% delle donne dichiara di aver dovuto cambiare in modo significativo i propri progetti di vita, mentre per oltre una su cinque l’impatto è stato definito molto elevato.

Tra le donne con meno di 40 anni emerge un dato particolarmente significativo: il 58,1% afferma di aver rinunciato al progetto di avere figli. Un risultato che evidenzia quanto la malattia possa influenzare scelte personali e familiari ben oltre gli aspetti clinici.

Perché serve una presa in carico più completa

I dati confermano che la qualità della vita delle donne con tumore al seno dipende non soltanto dall’efficacia delle cure oncologiche, ma anche dalla capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni psicologici, sociali e relazionali che accompagnano la malattia.

Per gli esperti, il supporto psiconcologico dovrebbe diventare una componente stabile dei percorsi assistenziali, al pari delle terapie mediche. L’obiettivo è garantire una presa in carico realmente multidisciplinare che aiuti le pazienti ad affrontare non solo la diagnosi e i trattamenti, ma anche il ritorno alla vita quotidiana, al lavoro e alle relazioni.

In un contesto in cui il tumore al seno colpisce ogni anno oltre 53mila persone in Italia, la sfida non è più soltanto aumentare la sopravvivenza, ma assicurare che le donne possano mantenere la migliore qualità di vita possibile durante e dopo il percorso di cura.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato