Da uno studio internazionale su oltre 30mila persone tra Regno Unito e Stati Uniti emerge che la maggior parte non raggiunge i livelli di flavanoli associati a benefici per il cuore, anche seguendo le classiche 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
Una dieta considerata equilibrata non sempre garantisce un adeguato apporto di composti protettivi per il cuore. È quanto emerge da un’analisi su oltre 30mila persone tra Regno Unito e Stati Uniti, che mostra come meno di 1 individuo su 5 assuma quantità sufficienti di flavanoli, sostanze naturali presenti in alcuni alimenti vegetali. Lo studio evidenzia un punto chiave: non basta mangiare frutta e verdura in generale, ma conta quali alimenti si scelgono. I dati indicano una possibile distanza tra le raccomandazioni nutrizionali tradizionali e l’effettivo apporto di questi composti bioattivi.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Food and Function e ha coinvolto ricercatori della University of Reading, della Harvard Medical School, della University of California, Davis e della Mars Inc.. L’obiettivo era valutare l’assunzione reale di flavanoli attraverso biomarcatori biologici e la loro relazione con la salute cardiovascolare.
Cosa sono i flavanoli e perché fanno bene al cuore
I flavanoli sono composti naturali appartenenti alla famiglia dei polifenoli, sostanze presenti in molti vegetali. Sono noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, e diversi studi li hanno associati a un possibile effetto protettivo sul sistema cardiovascolare. In particolare, si ritiene che possano contribuire a migliorare la funzione dei vasi sanguigni e ridurre alcuni fattori di rischio legati alle malattie cardiache.
Dove si trovano i flavanoli nella dieta quotidiana
I flavanoli non sono distribuiti in modo uniforme negli alimenti. Le fonti principali includono frutti di bosco, mele con la buccia, prugne, ciliegie, uva, legumi e tè verde. Anche alcuni alimenti meno considerati, come il cacao puro, possono contenerne quantità rilevanti. La variabilità è importante: due diete apparentemente simili possono avere contenuti molto diversi di flavanoli a seconda delle scelte alimentari.
Perché spesso non se ne assumono abbastanza
Lo studio evidenzia che, anche rispettando le raccomandazioni generali sulle 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, molte persone non raggiungono livelli adeguati di flavanoli. Il problema non è solo quantitativo ma qualitativo: alcuni vegetali comunemente consumati ne contengono quantità relativamente basse. Questo spiega perché meno del 20% della popolazione analizzata raggiunge la soglia considerata potenzialmente benefica.
Quanto servirebbe al giorno per il cuore
Le evidenze scientifiche richiamate nello studio indicano che un’assunzione di circa 500 mg di flavanoli al giorno è associata a una riduzione del rischio cardiovascolare. Raggiungere questa quantità richiede però una combinazione mirata di alimenti ricchi di questi composti, più che un generico aumento del consumo di frutta e verdura.
Cosa mangiare per aumentare i flavanoli
Per aumentare l’apporto di flavanoli non servono cambiamenti drastici, ma una maggiore attenzione alle scelte quotidiane. Integrare con regolarità alimenti specifici può fare la differenza nel raggiungere livelli considerati potenzialmente protettivi per la salute cardiovascolare, soprattutto all’interno di una dieta altrimenti già equilibrata.
Una dieta più mirata oltre le 5 porzioni
I risultati aprono una riflessione sulle attuali linee guida nutrizionali, basate soprattutto sul numero di porzioni giornaliere. Secondo i ricercatori, potrebbe essere utile integrare criteri legati ai composti bioattivi specifici, per rendere le indicazioni alimentari più efficaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e non solo quantitative.
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