Per la prima volta in Italia le persone con grave disabilità fisica che hanno diritto al voto assistito o domiciliare possono sottoscrivere digitalmente referendum e proposte di legge di iniziativa popolare utilizzando lo SPID
Per anni il diritto di partecipare alla vita democratica del Paese si è scontrato con una barriera tanto concreta quanto invisibile. Per alcune persone con gravi disabilità fisiche, impossibilitate a firmare un documento, aderire a un referendum o sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare poteva trasformarsi in un percorso a ostacoli, se non addirittura in un’impossibilità. Da oggi quella barriera comincia a cadere. Dal 3 giugno, infatti, le persone con disabilità grave che hanno diritto al voto assistito o domiciliare possono sottoscrivere digitalmente referendum e proposte di legge di iniziativa popolare, sia nazionali sia regionali, utilizzando SPID. Si tratta della prima applicazione concreta di un principio affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 3 del 2025, una decisione destinata a segnare una svolta sul piano dei diritti civili e della partecipazione democratica.
La sentenza nata dal ricorso di un malato di SLA
La vicenda prende avvio dal ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni insieme a Carlo Gentili, malato di SLA e impossibilitato ad apporre una firma autografa. Con la sentenza depositata nel gennaio 2025, la Consulta ha stabilito che escludere le persone con grave disabilità fisica dalla possibilità di sottoscrivere atti di partecipazione democratica attraverso strumenti digitali costituisce una forma di discriminazione. I giudici costituzionali hanno infatti dichiarato illegittime le norme che non prevedevano modalità alternative di sottoscrizione per chi, a causa di una grave condizione fisica o perché ammesso al voto domiciliare, non è in grado di firmare manualmente. La decisione ha così riconosciuto che il diritto alla partecipazione democratica deve poter essere esercitato anche attraverso strumenti compatibili con le condizioni delle persone con disabilità.
Come funziona il nuovo sistema
A rendere operativa questa possibilità è stata l’Associazione Luca Coscioni, che ha sviluppato un sistema di sottoscrizione digitale tramite SPID. L’iniziativa nasce anche dalla necessità di colmare un limite attualmente presente nella piattaforma pubblica del Ministero della Giustizia, che consente la firma digitale soltanto per le iniziative popolari nazionali. Grazie alla collaborazione con Havant, azienda specializzata nei processi di digitalizzazione, è stato realizzato un sistema che permette di raccogliere firme anche per le proposte di legge regionali di iniziativa popolare, tra cui la campagna “Liberi Subito” sul fine vita.
Chi può utilizzare la firma digitale
La procedura è riservata ai cittadini con grave disabilità in possesso di una certificazione che attesti una delle condizioni previste dalla normativa. Possono accedervi le persone con grave impedimento fisico, documentabile ad esempio attraverso la tessera elettorale che certifica il diritto al voto assistito, oppure coloro che possiedono la documentazione necessaria per il voto domiciliare rilasciata dall’azienda sanitaria locale. Una volta compilato il modulo dedicato, gli interessati vengono contattati entro 48 ore per completare la procedura di sottoscrizione digitale tramite SPID.
“Un primo passo verso una partecipazione senza ostacoli”
Per l’Associazione Luca Coscioni si tratta di un risultato che va oltre il singolo strumento tecnologico e che riguarda il pieno esercizio dei diritti democratici. “Grazie a questo sistema le persone aventi diritto potranno firmare digitalmente iniziative come la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, che chiede alle regioni di legiferare sul tema del “suicidio assistito” per garantire ai malati tempi certi e procedure chiare, come già succede in Toscana e Sardegna – dichiarano Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sulla disabilità dell’Associazione Luca Coscioni, e Lorenzo Mineo, coordinatore della campagna sulla firma digitale -. Attraverso questa procedura rendiamo finalmente effettivo il diritto alla partecipazione democratica anche per le persone che, a causa di disabilità gravi, incontrano ostacoli o impossibilità nell’utilizzo delle modalità tradizionali di sottoscrizione. Ma questo è soltanto un primo passo: vogliamo che la firma digitale per iniziative popolari e liste elettorali sia accessibile a tutti, a ogni livello istituzionale, compreso quello regionale e comunale. Su questo obiettivo promuoviamo un appello che ha già raccolto oltre 56 mila adesioni”.
Una questione di diritti, non di tecnologia
Al di là dell’innovazione digitale, la novità introdotta oggi riguarda soprattutto il riconoscimento di un principio: nessuna persona dovrebbe essere esclusa dalla partecipazione democratica a causa della propria condizione fisica. La firma digitale diventa così uno strumento per rendere effettivo un diritto costituzionale, trasformando una pronuncia della Consulta in una possibilità concreta per migliaia di cittadini. Per le persone che fino a oggi hanno incontrato ostacoli nell’esercizio dei propri diritti politici, la novità rappresenta un passo avanti verso una democrazia più inclusiva, capace di adattarsi ai bisogni delle persone e non il contrario.
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