Per accompagnare questa trasformazione, la FOFI ha presentato un Manuale operativo che punta a garantire standard omogenei di qualità, sicurezza e organizzazione su tutto il territorio nazionale
La farmacia del futuro è già qui. E forse non dovrebbe più essere definita “farmacia dei servizi”. Perché i servizi non rappresentano più un’attività aggiuntiva rispetto alla dispensazione dei farmaci, ma fanno ormai parte integrante dell’identità professionale del farmacista e del ruolo che la farmacia svolge all’interno del Servizio sanitario nazionale. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo “Manuale operativo per l’erogazione dei servizi sanitari in farmacia“, presentato a Roma dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI). Uno strumento pensato per accompagnare una trasformazione che negli ultimi anni ha cambiato profondamente il volto della farmacia italiana, sempre più impegnata nell’offerta di prestazioni sanitarie di prossimità e nella presa in carico dei bisogni di salute dei cittadini.
La farmacia come presidio della sanità territoriale
Il documento parte da una considerazione precisa: la farmacia non è più soltanto il luogo in cui si ritirano i farmaci prescritti dal medico, ma un presidio sanitario di prossimità pienamente integrato nella rete territoriale dell’assistenza. Un percorso iniziato nel 2009 con il decreto legislativo 153 e consolidato dal DM 77 del 2022, che ha riconosciuto formalmente le farmacie convenzionate come uno dei pilastri della nuova sanità territoriale. “La strategia della Federazione è quella di fare in modo che tutti i farmacisti eroghino servizi e che questi diventino parte integrante del modo stesso di intendere la farmacia – ha spiegato il presidente della FOFI, Andrea Mandelli, durante la presentazione del documento -. Per anni abbiamo parlato di farmacia dei servizi, ma oggi possiamo semplicemente parlare di farmacia”. Una definizione che fotografa il passaggio da un modello centrato quasi esclusivamente sulla dispensazione del farmaco a una realtà nella quale assumono crescente importanza attività di prevenzione, vaccinazioni, screening, telemedicina e supporto alla gestione delle patologie croniche.
Oltre 20 mila farmacie e 736 milioni di accessi l’anno
La forza di questo modello risiede soprattutto nella capillarità della rete. In Italia operano oltre 20mila farmacie che registrano ogni anno più di 736 milioni di accessi, confermandosi uno dei principali punti di contatto tra cittadini e Servizio sanitario nazionale. Un ruolo ancora più importante nelle aree interne e nei piccoli centri. Il Manuale ricorda che circa 4.400 farmacie rurali sussidiate e oltre 2mila farmacie presenti in Comuni con meno di 1.500 abitanti garantiscono assistenza a oltre 10 milioni di persone che vivono lontano dai grandi centri urbani. Non è un caso che Mandelli abbia voluto rivolgere un ringraziamento particolare alle farmacie rurali. “Rappresentano un presidio essenziale per migliaia di piccoli comuni e per le comunità che vivono nelle aree interne del Paese. Mettere a disposizione anche di questi colleghi strumenti operativi e procedure validate significa rafforzare ulteriormente la qualità dell’assistenza sul territorio”.
L’invecchiamento della popolazione cambia la domanda di salute
La trasformazione della farmacia nasce da cambiamenti profondi che stanno interessando la società italiana. L’Italia è oggi uno dei Paesi più anziani d’Europa. Gli over 65 rappresentano quasi un quarto della popolazione e le malattie croniche coinvolgono circa il 40% degli adulti e oltre l’80% degli ultra 75enni. A spiegare il contesto nel quale si inserisce il nuovo Manuale è stato Davide Orlandi, Senior Manager di PwC Italia, che ha collaborato alla sua realizzazione. “L’Italia è caratterizzata da una popolazione sempre più anziana, con una crescente prevalenza di cronicità, multicronicità e non autosufficienza. Questo determina una domanda di salute diversa rispetto al passato: meno episodica e più continuativa, con la necessità di essere gestita e monitorata soprattutto sul territorio”. Secondo il Manuale, la farmacia dei servizi nasce proprio come risposta a quattro grandi sfide: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, il rischio di desertificazione sanitaria nelle aree interne e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari.
Dai vaccini alla telemedicina: cosa può fare oggi una farmacia
Uno dei capitoli centrali del documento è dedicato ai servizi che possono essere erogati dalle farmacie. L’elenco è ampio e comprende vaccinazioni, test diagnostici, screening, servizi CUP, telemedicina, monitoraggio dell’aderenza terapeutica, supporto alla gestione delle cronicità, dispensazione personalizzata dei farmaci, assistenza domiciliare ed educazione sanitaria. Particolare attenzione viene riservata alla telemedicina, uno degli ambiti che ha registrato la maggiore crescita negli ultimi anni. Oggi oltre 8mila farmacie offrono servizi di telecardiologia e monitoraggio a distanza, contribuendo a rendere accessibili prestazioni specialistiche anche nelle aree meno servite. “La farmacia può svolgere un ruolo fondamentale perché consente di intercettare precocemente i bisogni di salute e di monitorare nel tempo i pazienti – ha osservato il presidente di Federfarma Marco Cossolo -. Non si tratta di fare diagnosi, che resta una competenza medica, ma di svolgere attività di prevenzione e monitoraggio, come previsto dalla normativa”.
La qualità come garanzia per il cittadino
Se i servizi diventano una parte sempre più importante dell’attività professionale, cresce anche la necessità di garantire procedure uniformi e standard elevati. Per Mandelli il tema centrale è proprio questo. “Vogliamo offrire ai farmacisti italiani una best practice per affrontare questa nuova fase della professione, ma soprattutto garantire qualità e sicurezza delle prestazioni. È questo il compito che la legge affida agli Ordini e alla Federazione: tutelare i cittadini attraverso la qualità professionale”. Il Manuale affronta in modo dettagliato i requisiti necessari per erogare servizi sanitari. Vengono definiti gli standard strutturali, organizzativi e tecnologici che ogni farmacia deve rispettare: spazi dedicati e separati dalle aree di vendita, tutela della privacy, apparecchiature certificate, sistemi informatici interoperabili con il Fascicolo sanitario elettronico e procedure formalizzate per la gestione delle attività. “L’erogazione di servizi sanitari in farmacia richiede nuove competenze, nuove responsabilità e la capacità di integrare nella pratica quotidiana le tecnologie digitali – ha sottolineato Mandelli -. Ma è fondamentale anche rendere questi servizi riconoscibili ai cittadini, affinché possano conoscere e utilizzare le opportunità di salute disponibili”.
L’uniformità come risposta alle disuguaglianze
Tra gli aspetti più rilevanti evidenziati durante la presentazione c’è quello dell’uniformità. “Si è parlato di accessibilità, territorialità, capillarità e professionalità. A queste parole ne aggiungerei una quinta: uniformità”, ha affermato il presidente di Assofarm Luca Pieri. Secondo Pieri, il nuovo Manuale può contribuire a ridurre le differenze che ancora caratterizzano l’applicazione dei servizi sul territorio nazionale. “Viviamo in un Paese caratterizzato da forti differenze territoriali nell’organizzazione dei servizi sanitari. Disporre di uno strumento condiviso significa poter contare su riferimenti comuni e su standard omogenei nell’erogazione dei servizi”. L’obiettivo è fare in modo che il cittadino possa trovare lo stesso livello qualitativo delle prestazioni indipendentemente dalla Regione o dall’azienda sanitaria di riferimento.
Il farmacista del futuro
Tra i messaggi più significativi contenuti nel Manuale c’è la ridefinizione del ruolo professionale del farmacista, descritto come un vero e proprio “knowledge worker della salute”. Il farmacista del futuro dovrà integrare competenze cliniche, digitali, organizzative e relazionali. Non basterà più conoscere il farmaco: sarà necessario saper utilizzare strumenti di telemedicina, gestire dati sanitari, svolgere attività di counselling, promuovere l’aderenza terapeutica e collaborare con gli altri professionisti coinvolti nella presa in carico del paziente. Per questo la formazione continua occupa un ruolo centrale nel documento, con particolare attenzione alle tecnologie digitali, alla gestione dei dati e alle competenze comunicative.
Le sfide ancora aperte
Il Manuale non nasconde però le criticità che accompagneranno questa evoluzione. Tra le principali sfide vengono indicate la carenza di farmacisti, la difficoltà ad attrarre nuove generazioni verso la professione, la sostenibilità economica dei servizi, il rafforzamento delle farmacie rurali e la costruzione di reti sempre più integrate con medici di medicina generale, infermieri, specialisti e Case della Comunità. Anche Orlandi ha sottolineato come il successo del modello non dipenda soltanto dalle tecnologie o dalle norme, ma dalla capacità di costruire organizzazioni efficienti e misurare la qualità delle prestazioni. “Non possiamo migliorare ciò che non siamo in grado di misurare”, ha ricordato, indicando nella valutazione dei risultati uno degli elementi chiave per il futuro della farmacia dei servizi.
Una nuova alleanza tra farmacia e cittadino
Più che un semplice manuale tecnico, il documento presentato dalla FOFI rappresenta una visione della farmacia del futuro: una farmacia sempre più inserita nella rete delle cure territoriali, capace di contribuire alla prevenzione, alla gestione delle malattie croniche e alla riduzione delle disuguaglianze di accesso ai servizi sanitari. Come ha concluso Mandelli, l‘obiettivo è “rafforzare il rapporto di fiducia che lega il farmacista ai cittadini, coniugando competenze professionali, innovazione e relazione umana per accompagnare le persone nei percorsi di salute lungo tutto l’arco della vita”. Una sfida che riguarda l’intera sanità territoriale e che passa dalla capacità di trasformare la prossimità in qualità, accessibilità e continuità delle cure.
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