Salute 22 Maggio 2026 14:48

Giornata mondiale della Esofagite eosinofila: 43 casi ogni 100.000 abitanti

In occasione della ricorrenza dedicata all’EoE, SIGE punta su informazione, formazione dei medici e presa in carico integrata per accompagnare prima i pazienti alla diagnosi.

di A. I.
Giornata mondiale della Esofagite eosinofila: 43 casi ogni 100.000 abitanti

Si celebra oggi il World Eosinophilic Esophagitis Day, la Giornata Mondiale dell’Esofagite Eosinofila (EoE), appuntamento che chiude il mese delle Patologie Eosinofile, aperto il 18 maggio dal World Eosinophilic Diseases Day. La ricorrenza, istituita su impulso delle associazioni dei pazienti riunite nella EoE Alliance e promossa in Italia da ESEO Italia, nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori su una malattia infiammatoria cronica che non è più rara. La prevalenza stimata è di circa 43 casi ogni 100.000 abitanti, con una crescita mondiale dell’800% negli ultimi decenni. Nonostante ciò, l’EoE continua a essere diagnosticata in media con sei anni di ritardo, e in alcuni casi fino a dieci.

L’impegno della SIGE e il Tavolo Tecnico al Senato

In occasione della Giornata, la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE) rinnova il proprio impegno al fianco dei pazienti e dell’associazione ESEO Italia. La Società indica nella sensibilizzazione della popolazione e nella formazione capillare dei medici, a partire dalla medicina generale fino agli specialisti, le due leve principali per ridurre concretamente la distanza tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi. Il messaggio del Presidente SIGE, Professor Edoardo Giannini, era stato anticipato ieri pomeriggio durante il Tavolo Tecnico “Mese delle patologie Eosinofile”, ospitato presso la Sala Barberia del Senato della Repubblica. L’incontro ha riunito istituzioni, società scientifiche di gastroenterologia pediatrica e dell’adulto, allergologi, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, con l’obiettivo di costruire un modello operativo condiviso di presa in carico, capace di collegare il territorio alla specialistica, accorciare i tempi diagnostici e garantire continuità terapeutica dall’infanzia all’età adulta.

Diagnosi precoce, formazione e rete territoriale

Nel suo intervento, il Professor Giannini ha descritto la condizione in cui ancora oggi si trovano molti pazienti prima di arrivare a una diagnosi certa: “Oggi i pazienti affetti da EoE vivono in un mare spesso agitato dall’incertezza clinica e senza una guida precisa. L’obiettivo principale è far sì che i pazienti possano giungere a una diagnosi definitiva nel più breve tempo possibile. Questo percorso richiede tappe intermedie fondamentali presso i Medici di Medicina Generale che, a loro volta, possono indirizzare il paziente verso le cure specialistiche”.

Per colmare il divario che separa i pazienti da una diagnosi certa e dalle cure più appropriate, il Presidente SIGE ha indicato due direttrici di intervento da attivare in parallelo: “Dobbiamo investire nella sensibilizzazione della popolazione sui sintomi suggestivi di Esofagite Eosinofila, perché la conoscenza rappresenti la forza che spinge i pazienti verso un primo confronto medico sul territorio. Inoltre è fondamentale fornire formazione specifica sia ai medici di medicina generale, affinché possano indirizzare tempestivamente i casi sospetti verso lo specialista di riferimento, sia agli specialisti, in modo che il percorso diagnostico-terapeutico sia pragmatico e completo”.

Un richiamo particolarmente rilevante alla luce dei dati epidemiologici nazionali: in Italia l’Esofagite Eosinofila rappresenta oggi la prima causa di disfagia nel paziente ambulatoriale che si rivolge allo specialista in Gastroenterologia. Senza il supporto della medicina territoriale e di una rete specialistica solida, il rischio è che i pazienti restino prigionieri del ritardo diagnostico e delle sue conseguenze cliniche, fisiche e psicologiche.

Le proposte operative e il percorso futuro

Da qui nasce l’impegno che la SIGE intende assumere: “Da una parte supportare l’associazione pazienti ESEO nell’attività di sensibilizzazione della popolazione generale, affinché vi sia maggiore consapevolezza dei sintomi della malattia; dall’altra impegnarsi nell’attività formativa sia per i medici di medicina generale sia per gli specialisti in gastroenterologia, con lo scopo ultimo di trasformare la complessa rotta dei pazienti in un percorso rapido, lineare e certo verso la diagnosi e la terapia”. Il Tavolo Tecnico del 21 maggio si è concluso con la condivisione di proposte operative per una maggiore armonizzazione dei percorsi di cura. Tra queste, il sostegno congiunto al riconoscimento dell’EoE come malattia cronica nel Piano Nazionale della Cronicità, con un codice di esenzione uniforme su tutto il territorio nazionale, e la declinazione operativa delle nuove Linee Guida italiane EoEtaly e SIGENP 2025 nella medicina di prossimità.

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