La dipendenza da tabacco e nicotina coinvolge ancora 179 milioni di persone in Europa. Dalle sigarette tradizionali ai nuovi dispositivi, cresce il dibattito su regole più severe e spazi pubblici più sani per proteggere soprattutto giovani e fasce vulnerabili.
L’Europa continua a fare i conti con una delle principali emergenze di salute pubblica legate al tabacco. Ogni anno nel continente si registrano quasi 700mila decessi associati al fumo, mentre le persone che utilizzano prodotti contenenti nicotina sono circa 179 milioni. Questi numeri sono stati riportati nel contesto della European Conference on Tobacco or Health (ECToH) 2026, il principale appuntamento europeo dedicato alle politiche di contrasto al tabagismo, organizzato per la prima volta in Italia da LILT. Al centro del confronto emerge una proposta precisa: costruire città sempre più libere dalla nicotina, intervenendo non solo sul fumo tradizionale ma anche sui nuovi prodotti che negli ultimi anni hanno cambiato il panorama del consumo.
Città più sane: perché si parla di spazi pubblici senza nicotina
L’idea discussa durante il congresso è quella di trasformare progressivamente le città in ambienti che favoriscano la salute. La proposta punta a una de-nicotinizzazione degli spazi pubblici, estendendo il concetto di ambiente libero dal fumo a scuole, parchi, strade, fermate dei mezzi pubblici e altri luoghi condivisi. L’obiettivo non è soltanto ridurre l’esposizione al fumo tradizionale, ma anche limitare la presenza di aerosol e prodotti emergenti contenenti nicotina. Secondo gli esperti, il contesto in cui le persone vivono ogni giorno può influenzare in modo significativo comportamenti e abitudini.
Non solo sigarette: la dipendenza cambia forma
Per molti anni la lotta al tabagismo si è concentrata soprattutto sulle sigarette tradizionali. Oggi però il tema si è ampliato e riguarda sempre di più la dipendenza da nicotina nel suo insieme. Sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato infatti, vengono spesso percepiti come alternative meno problematiche rispetto alle sigarette classiche. Tuttavia cresce il dibattito sulla necessità di regole più omogenee, soprattutto perché questi prodotti stanno acquisendo una maggiore diffusione tra adolescenti e giovani adulti.
La preoccupazione degli esperti è che la percezione di un rischio ridotto possa contribuire a normalizzare nuovamente il consumo di nicotina, rendendo più semplice l’avvicinamento a forme di dipendenza.
Italia in ritardo sulle politiche contro il tabacco
Nel monitoraggio della Tobacco Control Scale, l’Italia ha registrato un arretramento passando dal 18° posto nel 2021 al 32° nel 2025, con una perdita di 14 posizioni in quattro anni. Tra gli elementi considerati più critici rientrano la regolamentazione dei nuovi prodotti contenenti nicotina e misure giudicate meno severe rispetto a quelle adottate in altri Paesi europei. Un tema che, secondo gli esperti, potrebbe diventare sempre più centrale nelle future strategie di prevenzione.
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