Salute 11 Maggio 2026 10:47

Fibromialgia, l’Iss avvia uno studio su ansia e depressione: ecco come partecipare alla ricerca

Dolore cronico, stanchezza e disturbi del sonno spesso si accompagnano a depressione e ansia. L’Istituto Superiore di Sanità lancia lo studio “Fibra” per raccogliere le esperienze dei pazienti e migliorare percorsi di cura e supporto psicologico

di Redazione
Fibromialgia, l’Iss avvia uno studio su ansia e depressione: ecco come partecipare alla ricerca

Non solo dolore diffuso, affaticamento persistente e sonno non ristoratore. Per molte persone che convivono con la fibromialgia il peso della malattia coinvolge anche la sfera emotiva e psicologica, con ansia, depressione e un impatto significativo sulla qualità della vita quotidiana. È da questa consapevolezza che nasce “Fibra”, il nuovo studio promosso dall’Istituto Superiore di Sanità per approfondire il rapporto tra fibromialgia e benessere mentale, raccogliendo direttamente le esperienze dei pazienti e dei loro familiari. L’iniziativa prende il via in occasione della Giornata mondiale della fibromialgia, che si celebra il 12 maggio, ed è coordinata dal Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell’Iss in collaborazione con il Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute e con Fondazione Isal – Ente del Terzo Settore.

Una malattia invisibile che pesa anche sulla salute mentale

La fibromialgia è una condizione cronica che colpisce tra il 2 e il 4% della popolazione nei Paesi occidentali, soprattutto donne. I sintomi principali comprendono dolore muscolo-scheletrico diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno e difficoltà cognitive, ma spesso la malattia si accompagna anche a un importante carico psicologico. Secondo le stime riportate dall’Iss, circa il 43% delle persone con fibromialgia presenta sintomi depressivi, mentre quasi il 30% soffre di disturbi d’ansia clinicamente rilevanti. Una combinazione che può aggravare il dolore, ridurre la funzionalità quotidiana e compromettere ulteriormente la qualità della vita. Lo studio Fibra nasce proprio con l’obiettivo di comprendere meglio questi aspetti: non soltanto la relazione tra fibromialgia, ansia e depressione, ma anche gli ostacoli che i pazienti incontrano nei percorsi di cura e gli elementi che possono invece facilitare accesso al supporto psicologico e trattamenti più efficaci.

Come partecipare allo studio Fibra

L’invito a partecipare è rivolto sia alle persone con diagnosi di fibromialgia sia ai loro familiari. Chi desidera candidarsi o ricevere maggiori informazioni può scrivere all’indirizzo email: “studiofibra@iss.it”. Le persone con fibromialgia saranno coinvolte in una prima breve intervista telefonica con un esperto di Fondazione Isal, utile a verificare i criteri di inclusione previsti dal progetto. Successivamente i partecipanti prenderanno parte a focus group dedicati, mentre gruppi separati saranno organizzati anche per i familiari. Il primo incontro in presenza è previsto a Roma nella mattina del 19 giugno 2026 presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità. Altri focus group saranno poi organizzati in diverse città italiane. Gli incontri si svolgeranno prevalentemente in presenza, anche se in alcuni casi potranno essere realizzati online.

“Condividere l’esperienza aiuta la ricerca”

“Condividere la propria esperienza – sottolinea Virgilia Toccaceli, responsabile scientifica del progetto e referente del Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell’Iss – aiuterà la ricerca a comprendere meglio i bisogni delle persone con fibromialgia per fornire indicazioni utili allo sviluppo di servizi e percorsi di cura più efficaci e accessibili”. L’obiettivo finale dello studio è infatti trasformare le esperienze dei pazienti in strumenti utili per migliorare assistenza, ascolto e presa in carico, in una condizione che ancora oggi viene spesso sottovalutata o diagnosticata con ritardo.

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