Prevenzione 8 Maggio 2026 15:03

Genitori soli e sotto pressione: 79% donne, 63% uomini in difficoltà

Uno studio su oltre 8.900 genitori e futuri genitori in Italia fotografa un quadro di forte stress psicologico e solitudine nella prima infanzia. I dati emergono da un’indagine condotta su famiglie con figli piccoli, donne in gravidanza avanzata e percorsi di adozione, con risultati che sollevano un tema di salute pubblica

di Viviana Franzellitti
Genitori soli e sotto pressione: 79% donne, 63% uomini in difficoltà

Nel pieno della Settimana Europea della Salute Mentale, una nuova analisi dedicata alla genitorialità mette in luce un fenomeno spesso sottovalutato: la fatica emotiva dei primi anni di vita familiare. Più della metà dei partecipanti racconta che diventare genitori è stato più difficile del previsto, con differenze significative tra uomini e donne. Il quadro evidenzia stanchezza cronica, senso di inadeguatezza, solitudine e difficoltà nel conciliare lavoro e cura dei figli. L’indagine, promossa da UNICEF Italia e realizzata con Youtrend, è stata condotta su un campione rappresentativo di quasi novemila persone, coinvolgendo genitori di bambini tra 0 e 6 anni, donne in gravidanza avanzata e persone in iter adottivo. L’obiettivo è comprendere l’impatto psicologico della genitorialità precoce e il livello di supporto disponibile nel sistema sociale e sanitario italiano.

Solitudine e fatica: il quadro generale

Il dato più evidente riguarda la percezione della difficoltà: il 72% delle donne e il 56% degli uomini afferma che essere genitori è stato più complicato del previsto. Ancora più significativo è il senso di isolamento: il 65% delle madri dichiara di sentirsi sola o isolata, contro il 40% dei padri. Anche la dimensione emotiva mostra differenze nette, con una quota elevata di donne che riferisce tristezza senza motivo apparente, senso di fallimento e difficoltà nel gestire la quotidianità. Tra i segnali più frequenti emergono stanchezza persistente (circa 75%), irritabilità e ansia, elementi che indicano un carico psicologico continuo nei primi anni di vita del bambino.

Madri e padri: esperienze diverse della stessa fatica

Le differenze di genere sono marcate. Il 57% delle donne riferisce tristezza senza apparente motivo contro il 20% degli uomini, mentre il senso di “non farcela” riguarda il 57% delle madri e il 40% dei padri. Anche il senso di colpa è più diffuso tra le donne: 32% frequente e 7% quasi costante, contro valori più bassi tra gli uomini. Un altro elemento rilevante riguarda la percezione della cura condivisa: il 44% delle donne ritiene che il carico non sia equamente distribuito, rispetto al 17% degli uomini.

Preoccupazioni prima e dopo la nascita

Già prima della nascita o dell’adozione emergono timori significativi: la salute del bambino è la principale preoccupazione (56% donne, 60% uomini), seguita dalla paura di non essere all’altezza e dall’impatto sulla vita di coppia. Dopo la nascita, il quadro si intensifica: oltre il 70% dei genitori vive una condizione di stanchezza costante, mentre ansia e irritabilità restano diffuse. In una quota minoritaria ma significativa emerge anche il distacco emotivo dal bambino, segnale di un possibile disagio psicologico più profondo.

Giudizio sociale e difficoltà di conciliazione

Un aspetto centrale è il senso di giudizio esterno: oltre l’85% delle madri e più del 60% dei padri dichiara di essersi sentito valutato negativamente nel proprio ruolo genitoriale. Le fonti principali sono familiari, società e contesto sociale allargato. Anche il rapporto tra lavoro e famiglia è critico: oltre il 74% delle donne e il 64% degli uomini considera difficile conciliare occupazione e cura dei figli, segnalando un sistema ancora poco flessibile.

Cosa chiedono le famiglie

Le richieste dei genitori si concentrano su alcune priorità chiare:

  • Congedi parentali più lunghi e meglio retribuiti
  • Maggiore flessibilità lavorativa
  • Servizi per la prima infanzia più accessibili e gratuiti
  • Supporto psicologico nei primi anni di genitorialità
  • Cambiamento culturale nei ruoli di cura

Questi elementi indicano una domanda non solo economica, ma anche organizzativa e culturale.

Salute mentale e politiche pubbliche

La salute mentale dei genitori viene indicata come una condizione essenziale per il benessere dei bambini. Il rischio evidenziato è che la solitudine prolungata possa trasformarsi in disagio cronico, soprattutto nei contesti già fragili.

Tra le priorità indicate per il sistema pubblico dunque, ci sono,: il riconoscimento della salute mentale genitoriale come tema di salute pubblica, il rafforzamento dei servizi territoriali, il potenziamento dei congedi familiari e un investimento più ampio nei servizi educativi per la prima infanzia.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato