Uno studio italiano su 1.288 famiglie con bambini tra 8 e 10 anni evidenzia una scarsa attenzione alla fotoprotezione nella vita quotidiana: il 72% non usa creme o barriere solari in città, l’attenzione cresce solo in vacanza
La prevenzione del melanoma passa anche dalle abitudini quotidiane delle famiglie e non solo dai comportamenti adottati in vacanza. È questo il quadro che emerge da uno studio condotto dal dottor Vincenzo De Giorgi, promosso dalla Fondazione per la Ricerca sul Cancro “Attilia Pofferi” di Pistoia insieme all’Associazione Umbra No al Melanoma di Perugia.
L’indagine ha coinvolto famiglie con bambini tra gli 8 e i 10 anni nella provincia di Perugia ed è stata pubblicata su una rivista internazionale Dermatologic Reports. Il lavoro si basa su 2.985 questionari distribuiti nelle scuole primarie e 1.288 risposte analizzate, raccolte nel 2019, con l’obiettivo di fotografare le abitudini di esposizione ai raggi UV e i comportamenti di fotoprotezione nella vita di tutti i giorni. I risultati mostrano una tendenza netta: la protezione solare viene adottata soprattutto durante le vacanze, mentre nella routine quotidiana resta ancora largamente trascurata, nonostante l’esposizione ai raggi ultravioletti sia continua durante tutto l’anno.
Il paradosso della protezione “stagionale”
Uno dei dati più rilevanti, quindi, riguarda l’uso discontinuo della protezione solare: in città solo il 28% delle famiglie utilizza creme o barriere protettive, mentre il 72% non adotta alcuna misura. Durante le vacanze, invece, la quasi totalità dei partecipanti dichiara di proteggersi, segno di una percezione del rischio fortemente e unicamente legata al contesto balneare.
Il rischio invisibile della vita quotidiana
Attività ordinarie come lavorare all’aperto, fare sport o trascorrere tempo nei parchi vengono raramente associate al rischio UV. Tuttavia, la ricerca ribadisce che è proprio l’esposizione cumulativa nel tempo a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per il melanoma, più che i singoli episodi di forte esposizione.
Educazione e prevenzione ancora insufficienti
Lo studio evidenzia come le campagne di sensibilizzazione abbiano storicamente concentrato l’attenzione sulla spiaggia, contribuendo a un’idea parziale della prevenzione. Ne deriva una scarsa abitudine alla fotoprotezione quotidiana, soprattutto nei bambini e nelle attività familiari all’aperto.
Verso una prevenzione continua
Gli esperti coinvolti sottolineano la necessità di un cambio di approccio: la protezione solare deve diventare un gesto abituale e non occasionale. Le indicazioni restano semplici ma fondamentali: crema solare, abbigliamento protettivo, cappelli e ricerca dell’ombra, soprattutto nelle ore di maggiore irraggiamento.
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