Ogni anno 1,3 milioni di bambini nascono con una cardiopatia congenita e oltre 200mila muoiono prima dei cinque anni. Mission Bambini rilancia il programma “Cuore di bimbi” e avvia una nuova missione operatoria in Uganda
Più di 550 neonati al giorno nel mondo muoiono per una cardiopatia non curata. È il dato che fotografa una disuguaglianza sanitaria ancora profonda: un bambino su cento nasce con una malformazione cardiaca che, nella maggior parte dei casi, potrebbe essere diagnosticata e trattata. Eppure, in molti Paesi, la mancanza di strutture adeguate e di personale formato rende queste cure inaccessibili, condannando i più piccoli a non avere nemmeno una diagnosi. Per affrontare questa emergenza globale, la Fondazione Mission Bambini porta avanti dal 2005 il programma “Cuore di bimbi”, che offre interventi salvavita ai bambini nei contesti più fragili. Dal suo avvio, sono state realizzate 77 missioni in 12 Paesi tra Africa, Asia ed Europa, con oltre 2.800 interventi chirurgici e più di 36mila visite mediche. Parallelamente, sono stati formati oltre 600 operatori sanitari locali, in un’ottica di sostenibilità e continuità delle cure Le missioni non si limitano agli interventi chirurgici e agli screening, ma puntano a trasferire competenze e rafforzare i sistemi sanitari locali, affinché l’assistenza possa proseguire anche dopo la partenza delle équipe internazionali.
Al via la missione in Uganda
Il 2 maggio prende il via una nuova missione operatoria al Mulago Hospital di Kampala, in Uganda, dove un’équipe di medici volontari italiani lavorerà insieme ai professionisti locali per offrire cure salvavita a bambini senza accesso ai trattamenti. “Nel 2026 abbiamo già portato a termine positivamente una prima missione operatoria – spiega Stefano Marianeschi, responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica dell’Ospedale Niguarda e coordinatore scientifico del programma –. A fine marzo siamo stati in Zambia e in soli cinque giorni abbiamo operato con successo sette piccoli pazienti che necessitavano di cure immediate per sopravvivere. Nelle prossime settimane torneremo in Eritrea, in Uganda e in Tanzania. Questi interventi dimostrano quanto si possa fare unendo risorse, competenze e volontà”.
Il sostegno anche in Italia
L’impegno di Mission Bambini non si ferma all’estero. Ogni anno, infatti, l’organizzazione sostiene il ricovero in Italia di bambini provenienti da Paesi dove le cure non sono disponibili. Molti di loro vengono accolti e operati in strutture come l’Ospedale Niguarda di Milano, partner storico del progetto. Proprio da questa collaborazione nascerà nel 2026 “Casa Cuore di bimbi”, una struttura di accoglienza gratuita all’interno dell’ospedale, pensata per ospitare le famiglie dei piccoli pazienti. La casa, di circa 200 metri quadrati, offrirà camere con bagno, cucina, area gioco, lavanderia e spazi comuni, con il supporto di volontari, mediatori culturali e figure di sostegno psicologico. “Ogni intervento salva una vita. Ogni spazio accogliente restituisce dignità a chi affronta un momento difficile – sottolinea Stefano Oltolini, direttore generale di Mission Bambini –. La cura non si ferma alla sala operatoria, ma coinvolge anche le famiglie, soprattutto quando sono lontane da casa per settimane”.
Fino al 10 maggio è possibile sostenere il programma “Cuore di bimbi” donando 2 euro con sms o 5 e 10 euro da rete fissa al numero 45583, contribuendo concretamente a salvare la vita di un bambino cardiopatico.
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