Advocacy e Associazioni 22 Aprile 2026 17:02

Piano non autosufficienza, Associazione Coscioni: “In ritardo di oltre un anno: così si negano diritti essenziali”

Il precedente piano è scaduto a fine 2024 e, nonostante l’intesa in Conferenza Stato-Regioni, le risorse non sarebbero ancora operative. L’associazione parla di diritti a rischio e servizi bloccati nei territori

di Redazione
Piano non autosufficienza, Associazione Coscioni: “In ritardo di oltre un anno: così si negano diritti essenziali”

Il nuovo Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2025-2027 non è ancora pienamente operativo, nonostante il percorso istituzionale avviato e l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni. Nel frattempo, il precedente piano è scaduto il 31 dicembre 2024 e, secondo quanto segnalato dall’associazione, le risorse del fondo non sarebbero ancora effettivamente disponibili per le Regioni. Il tema centrale riguarda la capacità delle Regioni e degli enti locali di programmare i servizi per le persone non autosufficienti in assenza di certezze finanziarie e operative. Secondo l’associazione, questo vuoto rischia di tradursi in blocchi o riduzioni di interventi essenziali, con un impatto diretto sulle persone con disabilità grave e sulle loro famiglie.

La denuncia: “così si creano diritti diseguali”

“Non si tratta di un ritardo formale – afferma Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sui diritti delle persone con disabilità dell’Associazione Luca Coscioni -. Senza pianificazione e senza certezze finanziarie, molti territori non riescono a garantire i servizi, e nuove persone in condizioni di gravissima disabilità restano escluse dai sostegni”. Una situazione che, secondo l’associazione, genera una frattura nell’universalità dei diritti. Sulla stessa linea anche Filomena Gallo, avvocata e segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, che richiama il principio di tutela delle persone più fragili. “In uno Stato democratico e solidale le persone con disabilità grave devono essere al centro della programmazione degli interventi – sottolinea -. Il ritardo nell’adozione del Piano si traduce, di fatto, in una mancata risposta a diritti fondamentali”.

Un sistema di welfare sotto pressione

La questione si inserisce in un contesto più ampio di crescente pressione sul sistema di assistenza alla non autosufficienza, tra aumento dei bisogni, frammentazione territoriale e difficoltà di accesso ai servizi. Per le associazioni, il rischio è quello di una disomogeneità sempre più marcata tra territori, con diritti che variano a seconda della regione di residenza. L’Associazione Luca Coscioni chiede l’adozione immediata degli atti necessari per rendere operativo il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2025-2027 e la piena attivazione del fondo, garantendo continuità e accesso uniforme alle misure su tutto il territorio nazionale.

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