One Health 21 Aprile 2026 13:14

Pesticidi negli alimenti, l’allarme di Greenpeace: “L’esposizione è invisibile, ma quotidiana”

Residui nei cibi, contaminazione ambientale ed effetti combinati ancora poco conosciuti: Greenpeace Italia lancia una petizione per chiedere regole più stringenti sui pesticidi e fermare la deregolamentazione europea

di I.F.
Pesticidi negli alimenti, l’allarme di Greenpeace: “L’esposizione è invisibile, ma quotidiana”

Non si vedono, non si percepiscono, ma accompagnano ogni giorno la nostra alimentazione. I pesticidi non restano confinati nei campi: si diffondono nell’ambiente, contaminano acqua e suolo, si accumulano negli alimenti e arrivano fino all’uomo. È su questo scenario che Greenpeace Italia richiama l’attenzione, lanciando una petizione per chiedere un cambiamento nelle politiche europee e nazionali. Il tema è quello di un’esposizione continua, spesso inconsapevole, a sostanze chimiche utilizzate in agricoltura come glifosato, neonicotinoidi, fungicidi e insetticidi.

Il rischio dell’effetto “cocktail”

Il problema, spiegano gli esperti, non è solo la singola sostanza, ma la combinazione di più pesticidi. Oggi oltre la metà degli alimenti contiene residui, con percentuali che nella frutta superano spesso il 70%. In molti casi si tratta di multiresidui: più sostanze presenti contemporaneamente nello stesso alimento. Un “effetto cocktail” di cui si conoscono ancora poco le conseguenze nel lungo periodo. Anche quando i livelli rientrano nei limiti di legge, resta infatti aperta una domanda: “Cosa accade all’organismo quando l’esposizione è continua e combinata?”

Il glifosato, simbolo di un sistema sotto accusa

Tra le sostanze più discusse c’è il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo, classificato come “probabile cancerogeno” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Nonostante il dibattito scientifico e le controversie legali che hanno coinvolto l’industria farmaceutica, il glifosato continua a essere autorizzato anche in Europa. Per Greenpeace rappresenta il simbolo di un modello agricolo in cui gli interessi industriali rischiano di prevalere sulla tutela della salute pubblica.

Api e biodiversità: un equilibrio fragile

L’impatto dei pesticidi non riguarda solo l’uomo. Api, bombi e altri impollinatori sono tra le specie più esposte. L’associazione ricorda che queste sostanze, anche a basse dosi, possono provocare disorientamento, indebolimento del sistema immunitario e riduzione della capacità riproduttiva. Un declino progressivo che mette a rischio non solo la biodiversità, ma anche la produzione agricola, considerando che gli impollinatori sono fondamentali per gran parte delle colture alimentari. A preoccupare è anche l’evoluzione del quadro normativo. Secondo Greenpeace, le nuove proposte europee – come il cosiddetto pacchetto “Omnibus” – rischiano di ridurre i controlli e prolungare le autorizzazioni per l’uso dei pesticidi. Una “semplificazione” che, nella pratica, potrebbe tradursi in meno verifiche, minore aggiornamento scientifico e maggiore permanenza sul mercato di sostanze potenzialmente dannose.

La richiesta: più tutele per salute e ambiente

La petizione lanciata da Greenpeace chiede misure precise: vietare i pesticidi più pericolosi, applicare il principio di precauzione, considerare gli effetti combinati delle sostanze negli alimenti e sostenere modelli agricoli meno dipendenti dalla chimica. Un appello che punta a riportare al centro la prevenzione e la tutela della salute, in un contesto in cui l’esposizione ambientale diventa sempre più rilevante. Negli ultimi anni la mobilitazione pubblica ha contribuito a risultati importanti, come il bando di alcune sostanze dannose per gli impollinatori. Ma, sottolinea l’associazione, si tratta di progressi ancora fragili. Per questo, la richiesta è di rafforzare le regole, aumentare la trasparenza e garantire che le decisioni politiche tengano conto delle evidenze scientifiche. Perché la qualità dell’ambiente e quella degli alimenti, oggi più che mai, si riflettono direttamente sulla salute delle persone.

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