Salute 21 Aprile 2026 11:18

Malattia renale cronica, milioni senza diagnosi: al via la rete nazionale tra medici di famiglia e nefrologi

In Italia circa 5 milioni di persone convivono con la malattia renale cronica, ma solo una su tre lo sa. Una patologia silenziosa che può evolvere fino alla dialisi. Nasce PREMIO, progetto di SIMG e Società Italiana di Nefrologia, per intercettare precocemente la malattia e costruire una gestione integrata sul territorio

di Redazione
Malattia renale cronica, milioni senza diagnosi: al via la rete nazionale tra medici di famiglia e nefrologi

Una malattia diffusa, spesso invisibile, che colpisce milioni di persone senza essere riconosciuta. La malattia renale cronica (MRC) rappresenta oggi una delle principali sfide per il sistema sanitario: in Italia interessa circa 5 milioni di cittadini, ma solo uno su tre riceve una diagnosi corretta. Un dato che racconta il peso di una patologia che nelle fasi iniziali non dà segnali evidenti, ma che può evolvere progressivamente fino all’insufficienza renale avanzata, rendendo necessarie terapie come la dialisi o il trapianto. A questo si aggiunge un aumento significativo del rischio cardiovascolare e una riduzione delle possibilità di accesso a terapie salvavita.

Una patologia silenziosa ma ad alto impatto

La MRC interessa circa il 10% della popolazione adulta nei Paesi occidentali ed è strettamente legata a condizioni sempre più diffuse come diabete, obesità e malattie cardiovascolari. Nonostante l’impatto epidemiologico, sociale ed economico, resta largamente sottodiagnosticata, soprattutto nelle fasi iniziali. Ed è proprio in questa fase che l’intervento può fare la differenza, rallentando la progressione della malattia e migliorando la qualità di vita dei pazienti.

Diagnosi precoce e nuove terapie: cambia lo scenario

Negli ultimi anni, i progressi clinici e farmacologici hanno aperto nuove prospettive nella gestione della malattia. “Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono non solo di trattare la malattia renale cronica, ma di intervenire in modo sempre più efficace sulla sua evoluzione – spiega Luca De Nicola, presidente della Società Italiana di Nefrologia -. Le evidenze mostrano che è possibile rallentare la progressione della patologia, rimandando anche di molti anni la dialisi, riducendo il rischio cardiovascolare e consentendo l’accesso a terapie salvavita. Ma per farlo è fondamentale anticipare la diagnosi”.

Nasce premio, la rete per intercettare la malattia prima

È in questo contesto che prende forma PREMIO – Progetto per la gestione integrata della malattia renale cronica, promosso da SIMG e Società Italiana di Nefrologia. L’obiettivo è trasformare la diagnosi precoce in una pratica diffusa su tutto il territorio nazionale, attraverso una collaborazione strutturata tra medici di medicina generale e nefrologi. “Vogliamo costruire una rete capillare in cui medici di famiglia e specialisti lavorino insieme sul territorio – sottolinea Alessandro Rossi, presidente SIMG -. La medicina generale è il primo punto di contatto con il paziente e può fare la differenza nell’identificazione precoce e nella presa in carico continuativa”.

Formazione e territorio, il percorso del progetto

PREMIO si sviluppa lungo un percorso triennale (2026–2028) che punta a coinvolgere progressivamente migliaia di professionisti. La prima fase prevede la formazione di referenti regionali, seguita da corsi territoriali in tutta Italia e da attività di formazione digitale. L’obiettivo è rendere la gestione integrata della MRC una pratica quotidiana nella medicina del territorio, migliorando l’appropriatezza dei percorsi di cura e rafforzando la collaborazione tra professionisti.

Verso una sanità più proattiva

Il progetto si propone come un modello organizzativo replicabile anche in altri ambiti della cronicità. L’ambizione è far emergere una quota significativa di pazienti oggi non diagnosticati e intervenire prima che la malattia si manifesti in forma avanzata. Una sfida che riguarda non solo la nefrologia, ma l’intero sistema sanitario: spostare l’attenzione dalla gestione delle complicanze alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Perché, nel caso della malattia renale cronica, riconoscere la patologia in tempo può fare la differenza tra un decorso controllato e l’arrivo, spesso improvviso, alla dialisi.

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