Salute 15 Aprile 2026 14:19

Occhi e allergie, non solo pollini: l’inquinamento può aumentare fino a 9 volte il rischio di congiuntivite

Una revisione su 29 studi e oltre tre milioni di visite ambulatoriali evidenzia il ruolo di smog, polveri sottili, ozono e fumo nel peggiorare la congiuntivite allergica e l’occhio secco. Gli oculisti dell’AIMO richiamano l’attenzione su sintomi persistenti e forniscono consigli pratici per la prevenzione

di Redazione
Occhi e allergie, non solo pollini: l’inquinamento può aumentare fino a 9 volte il rischio di congiuntivite

Non sono soltanto i pollini a mettere alla prova la salute degli occhi in primavera. A pesare sempre di più, infatti, sono anche l’inquinamento atmosferico, la qualità dell’aria indoor e alcune esposizioni quotidiane che possono alterare il film lacrimale e irritare la superficie oculare. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata su Life, che ha analizzato 29 studi e oltre 3 milioni di visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, evidenziando il ruolo centrale dei fattori ambientali nell’insorgenza e nell’aggravamento dei sintomi oculari.

Inquinamento e occhi: un legame sempre più evidente

Secondo i dati analizzati, inquinanti atmosferici come particolato fine, ossidi di azoto e ozono, insieme ai pollini, contribuiscono in modo significativo al carico infiammatorio della superficie oculare. In particolare, l’esposizione alle polveri sottili (PM2.5) risulta associata a un rischio fino a nove volte maggiore di congiuntivite allergica, mentre l’ozono è collegato a un aumento dell’8% delle visite ambulatoriali per questo disturbo. Un effetto che si amplifica quando più fattori agiscono contemporaneamente, come nel caso di inquinanti e allergeni stagionali.

“Non solo allergie stagionali”

“Negli ultimi anni è cresciuta l’evidenza degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla superficie oculare”, spiega Alessandra Balestrazzi, presidente dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO). L’inquinamento, sottolinea l’esperta, può non solo peggiorare disturbi già presenti, ma anche contribuire all’insorgenza di nuove patologie oculari. Tra le più frequenti vi sono la congiuntivite irritativa e la sindrome dell’occhio secco.

Il ruolo del fumo e degli ambienti indoor

Non solo aria esterna. Anche il fumo di tabacco e l’esposizione a sostanze rilasciate dalle sigarette elettroniche possono compromettere la stabilità del film lacrimale, causando irritazione, arrossamento e infiammazione della superficie oculare. In questi casi, spiegano gli specialisti, possono comparire anche forme più complesse come la cheratocongiuntivite allergica.

Sintomi da non sottovalutare

I disturbi più comuni includono rossore, prurito, bruciore, lacrimazione e fotofobia. In alcuni casi possono associarsi anche sintomi nasali e respiratori. Gli oculisti raccomandano di non sottovalutare la persistenza dei sintomi e di evitare l’automedicazione, soprattutto con colliri antibiotici o cortisonici utilizzati senza indicazione specialistica. Particolare attenzione va riservata ai bambini e ai portatori di lenti a contatto, categorie più vulnerabili a forme anche più severe.

Un fenomeno in crescita anche in Italia

La letteratura scientifica richiama anche dati nazionali che evidenziano l’impatto della congiuntivite allergica: la rinocongiuntivite riguarda circa il 6,5% dei bambini tra 6 e 7 anni e il 15,5% degli adolescenti tra 13 e 14 anni. Numeri che confermano come il fenomeno non sia marginale e coinvolga una quota significativa della popolazione pediatrica.

I consigli degli oculisti AIMO

Gli specialisti dell’AIMO indicano alcune semplici misure per ridurre l’esposizione ai fattori scatenanti e alleviare i sintomi:

  • evitare di strofinare gli occhi
  • utilizzare occhiali da sole avvolgenti all’aperto
  • monitorare i livelli di pollini e limitare le esposizioni nei periodi critici
  • usare colliri lubrificanti o antistaminici su indicazione medica
  • evitare il fai-da-te e rivolgersi allo specialista in caso di sintomi persistenti

In un contesto in cui l’ambiente gioca un ruolo sempre più rilevante, la gestione degli occhi allergici non può più limitarsi al solo calendario pollinico. Una visione più ampia, che includa anche qualità dell’aria e fattori quotidiani di esposizione, diventa oggi essenziale per una prevenzione più efficace e una migliore tutela della salute oculare.


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