Advocacy e Associazioni 13 Aprile 2026 17:21

Tumori e tossicità finanziaria: il costo nascosto delle cure oncologiche

Uno studio condotto in Italia su pazienti oncologici seguiti alla Città della Salute e della Scienza di Torino fotografa un fenomeno in crescita: la cosiddetta “tossicità finanziaria”.

di Viviana Franzellitti
Tumori e tossicità finanziaria: il costo nascosto delle cure oncologiche

La malattia oncologica non pesa solo sulla salute, ma sempre più anche sul portafoglio dei pazienti. Alla Città della Salute e della Scienza di Torino una ricerca su quasi 400 pazienti oncologici in trattamento attivo misura il peso economico della malattia attraverso il questionario PROFFIT e analizza la cosiddetta tossicità finanziaria, cioè l’insieme dei costi diretti e indiretti che una diagnosi di tumore comporta per pazienti e famiglie. Il risultato è significativo: un paziente su tre teme di non riuscire a sostenere le spese delle cure e quasi la metà è costretta a ricorrere al privato per visite ed esami. Un quadro che mostra come il cancro non incida solo sulla salute, ma anche sulla sostenibilità economica del percorso terapeutico.  Il fenomeno non riguarda solo la spesa sanitaria diretta, ma un insieme di costi che nel tempo può diventare difficile da sostenere anche in un sistema pubblico.

Quando curarsi diventa anche un problema economico

La tossicità finanziaria, dunque, indica il “peso economico” complessivo che una diagnosi di tumore comporta. Non riguarda solo le spese mediche dirette, ma anche la perdita di reddito, i costi di trasporto e tutte le spese accessorie che accompagnano il percorso di cura. È un fenomeno che può incidere concretamente sulle scelte dei pazienti, fino a condizionare la continuità delle terapie.

Lo studio di Torino e i risultati sulla tossicità finanziaria: cosa è emerso

L’indagine ha coinvolto 359 pazienti oncologici in trattamento attivo tra ottobre e dicembre 2024. Lo strumento utilizzato, il questionario PROFFIT, serve a misurare in modo specifico l’impatto economico della malattia nel contesto italiano. Il dato centrale è un punteggio medio di 33,33 su 100, che segnala una presenza significativa del problema. Il 35,2% dei pazienti dichiara di aver subito una riduzione delle proprie risorse economiche e circa uno su tre teme che i costi possano limitare l’accesso alle cure necessarie.

Le famiglie più fragili sono le più colpite

Non tutti i pazienti sono colpiti allo stesso modo. Le persone senza occupazione stabile o con situazioni familiari più difficili registrano livelli più alti di difficoltà economiche rispetto ai pensionati. Questo evidenzia come la malattia non agisca solo sul piano sanitario, ma amplifichi disuguaglianze già esistenti. Molti pazienti sono costretti a cambiare abitudini di vita: circa un terzo riduce spese per tempo libero e attività sociali, segnale di un progressivo impoverimento indiretto legato alla malattia.

Visite private e spese quotidiane: i costi che si accumulano

Uno degli aspetti più rilevanti è il ricorso al settore privato: quasi il 46% dei pazienti ha pagato visite o esami fuori dal sistema pubblico, spesso per accelerare i tempi di attesa. A questo si aggiungono le spese per farmaci e integratori non coperti, che riguardano oltre la metà dei pazienti. Anche i trasporti, ripetuti nel tempo per controlli e terapie, rappresentano una voce di costo costante che contribuisce ad aumentare il peso complessivo della malattia. In molti casi si tratta di spese “silenziose”, che si sommano visita dopo visita e non emergono immediatamente nella loro reale entità.


Un problema che incide anche sulla salute

L’aspetto particolarmente critico non è solo economico. Le difficoltà finanziarie possono influenzare la capacità dei pazienti di seguire correttamente le terapie. In alcuni casi, la pressione economica si traduce in rinunce, ritardi o riduzione delle cure, con possibili effetti negativi sull’evoluzione della malattia.

Un tema sempre più centrale per la sanità pubblica

Il risultato è un effetto a catena che non incide solo sulle finanze familiari, ma anche sulla gestione concreta delle cure. La ricerca, dunque, evidenzia la necessità di considerare la dimensione economica come parte integrante del percorso oncologico. L’obiettivo è individuare precocemente le situazioni di fragilità e costruire strumenti di supporto che riducano l’impatto dei costi sulla vita dei pazienti.