Il Ministero della Salute inaugura la campagna "Nessuno ti può giudicare: la vita non è un peso" con uno spot per la tv e contenuti per i social destinati ad adolescenti, genitori e insegnanti contro i DNA.
In Italia si stima che più di tre milioni di persone siano affette da disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), che colpiscono sia donne che uomini, indipendentemente dall’età o dal background culturale. La pandemia ha aggravato ulteriormente questa situazione, con un incremento dei casi stimato tra il 30% e il 35%, oltre a un abbassamento dell’età di insorgenza.
I DNA sono disturbi mentali complessi, caratterizzati da pensieri e comportamenti disfunzionali legati al peso, all’immagine corporea e al rapporto con il cibo, con ricadute significative sul benessere fisico, psicologico e sociale delle persone. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità li ha riconosciuti come un problema di salute globale.
Questo perché, nonostante il forte impegno sulla sensibilizzazione contro stigma e pregiudizi, gli adolescenti soffrono ancora molto le imperfezioni del proprio corpo e un’esposizione spesso non controllata ai social media li porta ad attaccare sé stessi, non nutrendosi o facendolo troppo.
Nonostante i progressi e gli impegni per l’informazione e la sensibilizzazione, pregiudizi e stigma nei confronti delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rimangono ampiamente diffusi.
Rivolgendosi direttamente ai ragazzi, ma anche ai loro insegnanti e genitori, il Ministero della Salute inaugura la campagna “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”. Per aumentare la conoscenza e la consapevolezza sulla natura dei DNA, promuovere l’accettazione di sé, stimolare così l’accettazione dell’altro e sensibilizzare sull’importanza di chiedere aiuto e rivolgersi al proprio medico.
I messaggi della campagna sono veicolati utilizzando, in modo integrato, media tradizionali (TV, radio, stampa) web e social media. La pianificazione è profilata sui differenti target, modulando i messaggi in funzione delle esigenze di ogni cluster individuato.
Lo spot televisivo
La campagna è diffusa attraverso le principali emittenti radiotelevisive nazionali pubbliche e private, la carta stampata, il web e i social media, nonché le piattaforme dei siti partner coinvolti (es. sito Regioni, Ministeri, ecc.).
La regia dello spot tv è stata curata da Claudio Noce, mentre la campagna social si è avvalsa della partecipazione di Eleonora e Matilde Caressa. Lo spot utilizza lo specchio come elemento di riconoscibilità e connessione. Nella narrazione del video lo specchio, acquista, infatti, un significato particolare: non è solo un oggetto domestico, ma un portale simbolico della percezione del sé e, nei casi delle persone affette dai DNA, un tribunale con il quale confrontarsi quotidianamente.
Ed è proprio attraverso questo confronto personale e intimo che deve passare il superamento della distorsione percettiva che accompagna la visione dei ragazzi con DNA.