Nutri e Previeni 13 Aprile 2026 10:04

In Italia 3 milioni di persone soffrono di disturbi alimentari, al via la campagna del Ministero per prevenirli

Il Ministero della Salute inaugura la campagna "Nessuno ti può giudicare: la vita non è un peso" con uno spot per la tv e contenuti per i social destinati ad adolescenti, genitori e insegnanti contro i DNA.

di Redazione
In Italia 3 milioni di persone soffrono di disturbi alimentari, al via la campagna del Ministero per prevenirli

In Italia si stima che più di tre milioni di persone siano affette da disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), che colpiscono sia donne che uomini, indipendentemente dall’età o dal background culturale. La pandemia ha aggravato ulteriormente questa situazione, con un incremento dei casi stimato tra il 30% e il 35%, oltre a un abbassamento dell’età di insorgenza.

I DNA sono disturbi mentali complessi, caratterizzati da pensieri e comportamenti disfunzionali legati al peso, all’immagine corporea e al rapporto con il cibo, con ricadute significative sul benessere fisico, psicologico e sociale delle persone. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità li ha riconosciuti come un problema di salute globale.

Questo perché, nonostante il forte impegno sulla sensibilizzazione contro stigma e pregiudizi, gli adolescenti soffrono ancora molto le imperfezioni del proprio corpo e un’esposizione spesso non controllata ai social media li porta ad attaccare sé stessi, non nutrendosi o facendolo troppo.

Nonostante i progressi e gli impegni per l’informazione e la sensibilizzazione, pregiudizi e stigma nei confronti delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rimangono ampiamente diffusi.

La campagna del Ministero: “La vita non è un peso”

Rivolgendosi direttamente ai ragazzi, ma anche ai loro insegnanti e genitori, il Ministero della Salute inaugura la campagna “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”.  Per aumentare la conoscenza e la consapevolezza sulla natura dei DNA, promuovere l’accettazione di sé, stimolare così l’accettazione dell’altro e sensibilizzare sull’importanza di chiedere aiuto e rivolgersi al proprio medico.

I messaggi della campagna sono veicolati utilizzando, in modo integrato, media tradizionali (TV, radio, stampa) web e social media. La pianificazione è  profilata sui differenti target, modulando i messaggi in funzione delle esigenze di ogni cluster individuato.

Lo spot televisivo

La campagna è diffusa attraverso le principali emittenti radiotelevisive nazionali pubbliche e private, la carta stampata, il web e i social media, nonché le piattaforme dei siti partner coinvolti (es. sito Regioni, Ministeri, ecc.).

La regia dello spot tv è stata curata da Claudio Noce, mentre la campagna social si è avvalsa della partecipazione di Eleonora e Matilde Caressa. Lo spot utilizza lo specchio come elemento di riconoscibilità e connessione. Nella narrazione del video lo specchio, acquista, infatti, un significato particolare: non è solo un oggetto domestico, ma un portale simbolico della percezione del sé e, nei casi delle persone affette dai DNA, un tribunale con il quale confrontarsi quotidianamente.

Ed è proprio attraverso questo confronto personale e intimo che deve passare il superamento della distorsione percettiva che accompagna la visione dei ragazzi con DNA.