One Health 10 Aprile 2026 12:20

Clima, in Italia emissioni in calo ma i trasporti frenano la discesa

Nel 2024 le emissioni di gas serra diminuiscono del 30% rispetto al 1990 e del 3,6% sull’anno precedente. Migliora anche la qualità dell’aria, con un crollo di molti inquinanti. Ma il settore dei trasporti resta il principale nodo irrisolto e le sfide per la salute pubblica sono tutt’altro che superate

di I.F.
Clima, in Italia emissioni in calo ma i trasporti frenano la discesa

L’Italia riduce le emissioni di gas serra e consolida un trend positivo iniziato negli ultimi anni. Secondo i dati dell’ISPRA, nel 2024 i livelli si attestano a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, segnando un calo del 30% rispetto al 1990 e del 3,6% rispetto al 2023. A guidare questa discesa sono soprattutto la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, il miglioramento dell’efficienza energetica e la progressiva sostituzione dei combustibili più inquinanti.

Energia più pulita, carbone in ritirata

Il sistema energetico continua a trasformarsi. Diminuisce il ricorso al carbone, mentre crescono le fonti a minore contenuto di carbonio. Un cambiamento strutturale che ha contribuito in modo significativo alla riduzione complessiva delle emissioni. Per il 2025, tuttavia, si prevede una lieve inversione di tendenza, legata soprattutto a un maggiore utilizzo del gas naturale per la produzione elettrica, anche a causa di una possibile flessione della produzione idroelettrica.

Trasporti: il nodo ancora aperto

Se il quadro generale mostra segnali incoraggianti, non tutti i settori vanno nella stessa direzione. I trasporti continuano a rappresentare il principale elemento di criticità: da soli sono responsabili del 31% delle emissioni nazionali e risultano oggi superiori di oltre il 10% rispetto ai livelli del 1990. Il trasporto su strada, in particolare, pesa per oltre il 90% del totale del comparto. Insieme a energia, residenziale e industria manifatturiera, contribuisce a circa l’80% delle emissioni complessive.

Aria più pulita: crollano molti inquinanti

Accanto ai gas serra, migliorano anche i principali indicatori della qualità dell’aria. Dal 1990 al 2024 si registra una riduzione drastica di diversi inquinanti: gli ossidi di zolfo e il piombo si riducono quasi completamente, mentre calano in modo significativo anche ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato. Un risultato legato a norme più stringenti, innovazione tecnologica e uso di combustibili più puliti. Il settore energetico resta comunque la principale fonte di emissioni per molti inquinanti, mentre l’agricoltura è responsabile della quasi totalità delle emissioni di ammoniaca.

Crescita economica ed emissioni: un legame che cambia

Un dato rilevante riguarda il progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni. Dopo la fase pandemica, le emissioni tornano a diminuire mentre il Pil continua a crescere, segno di un sistema che inizia a produrre meno impatto ambientale a parità di sviluppo. Ridurre le emissioni non è solo una questione ambientale, ma anche di salute pubblica. L’esposizione agli inquinanti atmosferici è infatti associata a malattie respiratorie, cardiovascolari e a un aumento della mortalità. I dati mostrano che il percorso intrapreso sta producendo effetti concreti, ma indicano anche la necessità di accelerare, soprattutto nei settori più critici come i trasporti. La qualità dell’aria e il clima restano due facce della stessa sfida: quella di costruire un ambiente più sano e sostenibile per la popolazione.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato