Salute 26 Marzo 2026 10:18

Scrolling infinito: la dipendenza nasce dal bisogno emotivo

Ansia da attaccamento e alessitimia rendono più vulnerabili alla dipendenza da video brevi. Allenare attenzione e consapevolezza emotiva può diventare una strategia efficace di prevenzione.

di Arnaldo Iodice
Scrolling infinito: la dipendenza nasce dal bisogno emotivo

I video brevi dominano ormai da anni l’ecosistema dei social media. Scorrere contenuti rapidi, intensi e altamente stimolanti attiva i circuiti della ricompensa, generando una sensazione immediata di piacere e appagamento. Tuttavia, un’esposizione continua può trasformarsi in Short Video Addiction (SVA), una forma emergente di dipendenza caratterizzata dalla difficoltà a interrompere la visione.

Questo comportamento non influisce solo sul tempo libero: può ridurre la concentrazione, compromettere l’efficienza quotidiana e incidere negativamente sul benessere psicologico e fisico.

Comprendere i fattori psicologici che rendono alcune persone più vulnerabili diventa quindi essenziale per affrontare un fenomeno sempre più diffuso.

Ansia da attaccamento e bisogno di connessione

Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology ha indagato il ruolo dell’ansia da attaccamento, cioè la paura dell’abbandono che spesso affonda le radici nelle prime relazioni affettive. Analizzando 342 studenti tra i 18 e i 22 anni, i ricercatori guidati da Haodong Su (affiliato alla Anhui University of Science and Technology) hanno scoperto che livelli elevati di ansia da attaccamento sono associati a un rischio maggiore di sviluppare dipendenza da video brevi. Le persone più insicure nelle relazioni tendono infatti a cercare forme rapide di gratificazione e rassicurazione emotiva, trovando nei contenuti digitali un sollievo immediato ma temporaneo.

Il ruolo nascosto delle emozioni

Al centro della ricerca emerge l’alessitimia, ovvero la difficoltà a riconoscere e descrivere le proprie emozioni. Quando gli individui non riescono a interpretare ciò che provano, diventa più difficile regolare stati emotivi complessi come ansia o frustrazione.

In questi casi, i video brevi funzionano come regolatori emotivi esterni: distraggono, anestetizzano e offrono un rapido sollievo. Anche uno scarso controllo dell’attenzione contribuisce al problema, perché rende più difficile smettere di guardare. Ansia relazionale, difficoltà emotive e debole autoregolazione attentiva formano così un circuito psicologico che aumenta la vulnerabilità alla dipendenza digitale.

Allenare l’attenzione per prevenire la dipendenza

La ricerca suggerisce però una prospettiva incoraggiante: la dipendenza da video brevi non riguarda solo la tecnologia, ma competenze mentali che possono essere sviluppate. Rafforzare il controllo dell’attenzione e la consapevolezza emotiva riduce significativamente il rischio di SVA, anche in presenza di fragilità psicologiche. Strategie come la mindfulness, la riduzione del multitasking, pause programmate dallo smartphone e momenti dedicati alla riflessione emotiva aiutano a ristabilire equilibrio. Gli autori sottolineano inoltre che lo studio mostra associazioni e non rapporti causali definitivi, evidenziando la necessità di ulteriori ricerche.

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