Salute 25 Marzo 2026 09:13

Demenza negli anziani, cucinare almeno una volta a settimana può ridurne il rischio

Uno studio mostra che preparare pasti in casa almeno una volta a settimana è associato a un rischio più basso di demenza. Il beneficio è ancora più evidente tra chi ha minori competenze culinarie

di Isabella Faggiano
Demenza negli anziani, cucinare almeno una volta a settimana può ridurne il rischio

In un contesto in cui sempre più persone si affidano a cibo pronto, ristoranti e pasti da asporto, cucinare in casa potrebbe rappresentare un’abitudine preziosa per la salute cognitiva. Non solo per il valore nutrizionale degli alimenti, ma anche per il coinvolgimento mentale e fisico che la preparazione dei pasti richiede, soprattutto nelle età più avanzate. A suggerirlo è uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health e condotto in Giappone, che ha analizzato il legame tra frequenza della cucina domestica e rischio di sviluppare demenza negli anziani.

Lo studio: oltre 10mila anziani seguiti per sei anni

La ricerca si basa sui dati del Japan Gerontological Evaluation Study, uno studio di coorte su base popolazionale. Sono stati coinvolti 10.978 partecipanti di età pari o superiore a 65 anni, seguiti per un periodo di sei anni. La frequenza con cui i partecipanti cucinavano e il livello delle loro competenze culinarie sono stati valutati tramite questionari iniziali. I casi di demenza, invece, sono stati identificati attraverso il sistema pubblico di assistenza a lungo termine, che registra i casi di deterioramento cognitivo tale da richiedere supporto. Nel corso del follow-up, sono stati registrati 1.195 casi di demenza, pari all’11% del campione.

Meno rischio per chi cucina almeno una volta a settimana

L’analisi dei dati evidenzia un’associazione significativa tra cucina domestica e riduzione del rischio di demenza. In particolare, cucinare almeno una volta a settimana si associa a un rischio inferiore rispetto a cucinare meno frequentemente. Nel dettaglio, il rischio risulta ridotto del 23% negli uomini e del 27% nelle donne. Un dato che trova conferma anche nei modelli statistici utilizzati dai ricercatori, che tengono conto di fattori demografici, socioeconomici e di salute.

Il dato più sorprendente: benefici maggiori per chi è meno esperto

Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio riguarda il ruolo delle competenze culinarie. I benefici della cucina risultano infatti più marcati tra le persone con minore esperienza ai fornelli. In questo gruppo, cucinare almeno una volta a settimana si associa a una riduzione del rischio di demenza fino al 67%. Un risultato che suggerisce come l’impegno cognitivo richiesto dall’apprendimento e dall’esecuzione di attività meno familiari possa avere un effetto protettivo più forte.

Non solo nutrizione: cucinare stimola mente e autonomia

La preparazione dei pasti rappresenta un’attività complessa, che coinvolge pianificazione, memoria, coordinazione e capacità decisionali. Elementi che contribuiscono a mantenere attive le funzioni cognitive, oltre a favorire autonomia e qualità della vita. Non a caso, i ricercatori sottolineano come “creare un ambiente in cui le persone anziane possano cucinare i propri pasti potrebbe essere importante per la prevenzione della demenza”. I risultati dello studio rafforzano l’idea che la prevenzione della demenza passi anche attraverso le abitudini quotidiane. Promuovere la cucina domestica, soprattutto tra gli anziani, potrebbe rappresentare una strategia semplice ma efficace per sostenere la salute cognitiva. Un’indicazione che apre anche a possibili interventi di sanità pubblica, orientati a favorire l’autonomia e la partecipazione attiva delle persone anziane nella vita quotidiana, a partire proprio dalla cucina.

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