Un team europeo di 14 Centri oncologici studia nuove strategie radioterapiche per il tumore pancreatico localmente avanzato
Il tumore del pancreas resta una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare, con tassi di sopravvivenza ancora molto bassi e diagnosi spesso tardive. In questo scenario, la ricerca internazionale punta su strategie sempre più integrate e precise per migliorare le prospettive dei pazienti.
E in questa direzione si inserisce uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Cancers, che ha analizzato i dati di 768 pazienti affetti da tumore pancreatico localmente avanzato, trattati tra gennaio 2015 e luglio 2025 in 14 Centri di radioterapia oncologica tra Italia, Austria e Polonia.
L’analisi ha confrontato la radioterapia stereotassica, tecnica che consente di somministrare alte dosi in poche sedute con estrema precisione, con la chemio-radioterapia tradizionale, valutandone efficacia e sicurezza. I risultati mostrano una sopravvivenza globale simile tra le due metodiche, ma con una riduzione significativa della tossicità acuta grave per la stereotassica, aprendo la strada a combinazioni con chemioterapia, farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapia. Lo studio, coordinato dal prof. Domenico Genovesi del Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologie, rafforza l’ipotesi di rendere questi tumori più trattabili e, in alcuni casi, operabili.
Radioterapia stereotassica: precisione e dosi elevate
Questa metodica permette di erogare dosi elevate di radiazioni in un numero limitato di sedute, con un’elevata precisione sul bersaglio tumorale e una maggiore protezione dei tessuti sani. I dati evidenziano che i pazienti sottoposti a questo approccio registrano una minore incidenza di tossicità severa, nonostante l’intensità del trattamento, rispetto ai protocolli radioterapici convenzionali.
Confronto con chemio-radioterapia tradizionale
Il confronto ha evidenziato una sopravvivenza sovrapponibile tra le due metodiche, ma vantaggi clinici rilevanti per la stereotassica in termini di tollerabilità e gestione degli effetti collaterali. Questo apre la possibilità di integrarla in protocolli combinati con chemioterapia, immunoterapia e farmaci mirati, potenziando l’efficacia complessiva dei trattamenti.
Verso approcci multidisciplinari e combinati
L’obiettivo è ridurre il volume dei tumori pancreatici localmente avanzati prima dell’intervento chirurgico. L’approccio multidisciplinare punta a rendere operabili tumori inizialmente non candidabili alla chirurgia, aumentando le probabilità di successo e migliorando le prospettive di sopravvivenza.
Implicazioni future per la ricerca oncologica
In conclusione, la meta-analisi pubblicata su Cancers fornisce evidenze scientifiche rilevanti in un ambito ancora critico dell’oncologia. La combinazione di radioterapia stereotassica, farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapia rappresenta una strategia promettente verso cure sempre più personalizzate ed efficaci.
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