Advocacy e Associazioni 23 Marzo 2026 12:50

Sla, a Savona nasce “La Casa di Silvia”: una storia che diventa bene comune

AISLA inaugura la prima casa in Italia dedicata alle persone con SLA. Un progetto che trasforma una memoria personale in un patrimonio condiviso, offrendo accoglienza e supporto concreto a chi vive con la malattia e alle loro famiglie

di Redazione
Sla, a Savona nasce “La Casa di Silvia”: una storia che diventa bene comune

Il primo giorno di primavere, sulla spiaggia che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de La Casa di Silvia. Non un gesto simbolico, ma l’inizio di un progetto concreto: trasformare una casa a rischio perdita in uno spazio restituito alla comunità. “Non è un caso che tutto questo accada nel primo giorno di primavera: questa storia parla di rinascita”, ha spiegato Alberto Fontana, delegato del Consiglio Direttivo Nazionale AISLA e promotore dell’iniziativa. La Casa di Silvia sarà aperta tutto l’anno alle persone con SLA e alle loro famiglie, offrendo un luogo accessibile e attrezzato per vivere momenti di normalità e serenità al mare.

Una responsabilità condivisa

“La Casa di Silvia non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è”, ha aggiunto Fontana. Il progetto si realizza grazie alla collaborazione tra AISLA, la famiglia Codispoti, i volontari, le istituzioni e tutti coloro che hanno riconosciuto in questa iniziativa un bene comune. La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello Scaletto Senza Scalini, simbolo di inclusione della città di Savona. “Diciotto anni fa tutto è iniziato da uno scaletto semplice – racconta Ugo Capello – poi abbiamo capito che bisognava togliere anche gli scalini mentali. Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città.” Anche Riccardo Viaggi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Quella di AISLA diventa una responsabilità pubblica, una costruzione di valore condiviso. La Casa di Silvia è una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti.”

La Casa prende forma

L’immobile, di circa 80 metri quadrati, sarà ristrutturato e reso operativo entro la prossima estate. Il progetto è reso possibile grazie al contributo delle Sezioni territoriali AISLA – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di donatori, tra cui la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto. Il primo mattone è stato posato in una cerimonia semplice, sulle note di Primavera di Luca Carboni. Una lastra di ardesia ligure, realizzata da Fazzari Marmi, reca l’incisione: “QUI NASCE LA CASA DI SILVIA. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima”. Un gesto discreto e generoso, che racconta quanto sia stato possibile realizzare questo progetto grazie alla comunità.

Il messaggio di chi ama Silvia

“Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Questa casa non è un ricordo: è il modo di continuare a prenderci cura, anche adesso”, ha detto Pino Codispoti, papà di Silvia. “Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. La vita, come ricordava sempre Silvia, resta bellissima e trova sempre il modo di ricominciare.”

Come contribuire

Chiunque voglia sostenere la realizzazione de La Casa di Silvia può farlo con un contributo, anche piccolo: §
IBAN: IT 04 V 05034 10100 000000001065
Causale: “La Casa di Silvia”

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