Salute 18 Marzo 2026 13:46

Alcol, obesità e malattie del fegato: una sfida per la salute pubblica

Obesità, diabete e consumo di alcol a rischio stanno cambiando il volto delle malattie epatiche in Italia, con un aumento di steatosi, cirrosi e tumore del fegato. Nuove terapie e strategie di prevenzione diventano cruciali per affrontare una crisi sanitaria che coinvolge giovani e adulti

di I.F.
Alcol, obesità e malattie del fegato: una sfida per la salute pubblica

Le malattie del fegato stanno vivendo una trasformazione profonda, specchio dei cambiamenti negli stili di vita della popolazione. Obesità, diabete e consumo di alcol a rischio, fenomeni spesso intrecciati tra loro, stanno spingendo la crescita delle patologie epatiche croniche, aumentando il rischio di cirrosi, tumore del fegato e necessità di trapianto. In Italia, la steatosi metabolica interessa circa un quarto della popolazione adulta, mentre oltre 8 milioni di persone consumano alcol in maniera potenzialmente dannosa. Questi dati emergono dal 58° Annual Meeting dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), che riunisce specialisti per fare il punto sulle nuove sfide cliniche e sociali, a Roma fino al 20 marzo.

La steatosi metabolica e la malattia epatica alcol-correlata

La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica è oggi la forma più diffusa tra le malattie croniche del fegato. Le indagini italiane più recenti mostrano che in molti centri specialistici ogni struttura segue centinaia di pazienti con MASLD/MASH, circa il 40% dei quali presenta già fibrosi significativa e un quinto ha sviluppato cirrosi. Tra questi, la prevalenza di diabete raggiunge il 40% e quella di obesità il 50%. Accanto alla steatosi metabolica, resta rilevante l’impatto della malattia alcol-correlata, che continua a essere una delle principali cause di cirrosi e trapianto di fegato. L’Istituto Superiore di Sanità segnala che nel 2022 circa 8 milioni di italiani hanno consumato alcol in quantità considerate a rischio, con circa 660mila giovani tra i 18 e i 24 anni coinvolti in comportamenti di binge drinking. Cambiamenti nelle abitudini dei giovani, combinati con i rischi metabolici, pongono nuove sfide alla salute pubblica.

Prevenzione e diagnosi precoce

“La sfida principale è intercettare precocemente chi ha un rischio reale di progressione, soprattutto tra le persone con obesità o diabete – spiega Salvatore Petta, professore di Gastroenterologia all’Università di Palermo -. Oggi disponiamo di strumenti diagnostici non invasivi e di terapie mirate che possono cambiare il decorso della malattia”. Tra le novità terapeutiche, il Resmetirom e la Semaglutide hanno dimostrato efficacia nei pazienti con MASH e fibrosi significativa, aprendo la strada a protocolli strutturati per identificare, selezionare e monitorare chi può trarne beneficio. Tuttavia, l’organizzazione dei centri italiani mostra ancora criticità: l’epatologo è stabilmente inserito nei team per la gestione dell’obesità solo nel 23% dei casi, mentre nel 44% non fa parte del gruppo di lavoro.

Conseguenze cliniche e sociali

Le malattie epatiche, metaboliche o alcol-correlate, non sono solo un problema clinico: evolvono spesso silenti fino a forme aggressive come fibrosi, cirrosi e tumore del fegato. Nelle forme acute più severe, come l’epatite alcolica, la mortalità può arrivare fino al 60% a sei mesi. Lo stigma sociale, che grava sui pazienti con problemi di alcol, obesità o diabete, ritarda l’accesso alle cure, peggiorando gli esiti clinici. Patrizia Burra, professore di Gastroenterologia all’Università di Padova, sottolinea che “la malattia alcol-correlata è complessa e progressiva. Una presa in carico tempestiva e multidisciplinare può fare la differenza, coinvolgendo non solo epatologi e chirurghi dei trapianti, ma anche psicologi, psichiatri e educatori”.

Il trapianto e le nuove strategie

Negli ultimi anni, l’accesso al trapianto di fegato per le forme più severe di malattia alcol-correlata è profondamente cambiato. La regola dei sei mesi di astinenza obbligatoria non è più considerata assoluta: in casi selezionati di epatite alcolica grave, caratterizzata da mortalità elevata, il trapianto precoce può rappresentare l’unica possibilità di sopravvivenza. La gestione richiede un percorso rigoroso e multidisciplinare, mirato a identificare i pazienti che possono beneficiare dell’intervento e a sostenerli lungo tutto il percorso di cura e recupero. Obesità, diabete e alcol a rischio stanno ridisegnando la mappa delle malattie del fegato in Italia, con conseguenze sanitarie e sociali sempre più rilevanti. Diagnosi precoce, prevenzione e terapie mirate diventano strumenti fondamentali per affrontare una crisi crescente, proteggere i pazienti più vulnerabili e garantire che il sistema sanitario sia pronto a rispondere a questa sfida complessa e in continua evoluzione.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato