Salute 17 Marzo 2026 09:32

Asse cervello-intestino, lo stress nell’infanzia ne altera l’equilibrio anche da adulti

Dalla gravidanza alla prima infanzia, lo stress può lasciare un’impronta duratura sull’intestino. Uno studio pubblicato su Gastroenterology mostra come le esperienze precoci possano alterare il dialogo cervello-intestino e aumentare il rischio di disturbi gastrointestinali in età adulta

di Isabella Faggiano
Asse cervello-intestino, lo stress nell’infanzia ne altera l’equilibrio anche da adulti

Le esperienze vissute nei primissimi anni di vita possono influenzare la salute molto più a lungo di quanto si pensi. Anche quella dell’intestino. Secondo uno studio coordinato dalla New York University e pubblicato su Gastroenterology, lo stress precoce – già durante la gravidanza o nei primi mesi di vita – può interferire con il delicato equilibrio del cosiddetto asse cervello-intestino, aumentando il rischio di sviluppare disturbi gastrointestinali in età adulta. La prima infanzia rappresenta una fase cruciale per lo sviluppo dell’organismo. In questo periodo, l’esposizione a condizioni avverse, come carenza di supporto genitoriale o disagio psicologico, può attivare in modo persistente i sistemi di risposta allo stress. Questa attivazione prolungata, spiegano i ricercatori, è in grado di modificare la plasticità neuronale e influenzare non solo il benessere psicologico, favorendo ansia e depressione, ma anche funzioni fisiologiche, tra cui quelle intestinali.

Cosa succede nei modelli animali

Per comprendere i meccanismi alla base di questo fenomeno, gli studiosi hanno utilizzato un modello sperimentale su topi, simulando lo stress precoce attraverso la separazione dei cuccioli dalla madre per alcune ore al giorno nei primi giorni di vita. I risultati mostrano che, una volta adulti, questi animali sviluppano:

  • comportamenti simili all’ansia
  • maggiore sensibilità al dolore intestinale
  • alterazioni della motilità intestinale

Alla base di questi cambiamenti c’è un aumento significativo della serotonina intestinale (5-HT), una molecola chiave nella regolazione della funzione digestiva. La serotonina svolge un ruolo centrale nel controllo della motilità intestinale e nella percezione del dolore. Lo studio dimostra che lo stress precoce ne altera profondamente i livelli, con conseguenze sulla struttura e sul funzionamento dell’intestino. In particolare, l’eccesso di serotonina:

  • aumenta la densità della rete nervosa intestinale
  • favorisce lo sviluppo di neuroni eccitatori
  • altera l’equilibrio del sistema nervoso enterico

Le conferme negli esseri umani

I risultati osservati nei modelli animali trovano riscontro anche negli studi sull’uomo. Un’analisi condotta su circa 40mila bambini in Danimarca ha evidenziato che i figli di madri con depressione non trattata durante o dopo la gravidanza presentano un rischio maggiore di sviluppare disturbi gastrointestinali, tra cui nausea, coliche, stipsi e sindrome dell’intestino irritabile. Ulteriori evidenze mostrano che esperienze negative nell’infanzia, come abusi o problemi di salute mentale dei genitori, sono associate a sintomi gastrointestinali già in età scolare. “I nostri risultati dimostrano che lo stress precoce può avere un impatto reale sullo sviluppo del bambino e influenzare la salute intestinale a lungo termine”, spiega Kara Margolis, tra gli autori dello studio. Un messaggio che ha implicazioni anche per la pratica clinica. “Quando i pazienti arrivano con disturbi intestinali – sottolinea – non dovremmo limitarci a valutare lo stress attuale, ma considerare anche le esperienze vissute nell’infanzia”.

Verso nuove strategie terapeutiche

Comprendere i meccanismi che legano stress precoce e disturbi gastrointestinali apre la strada a nuove possibili strategie di intervento. Intervenire sui sistemi di regolazione della serotonina o sul sistema nervoso enterico potrebbe rappresentare, in futuro, un approccio promettente per trattare condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile. Ma soprattutto, questi risultati rafforzano l’importanza della prevenzione precoce: proteggere la salute psicologica nei primi anni di vita potrebbe avere effetti positivi duraturi anche sul benessere dell’intestino.

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