Salute 16 Marzo 2026 17:21

La paralisi cerebrale non ferma le parole: una nuova neuroprotesi iBCI trasforma il pensiero in testo

Un team del Massachusetts General Hospital ha sviluppato una neuroprotesi di digitazione basata su interfaccia cervello-computer intracorticale (iBCI) che consente alle persone con paralisi di scrivere su tastiera QWERTY usando soltanto il pensiero del movimento delle dita

di Isabella Faggiano
La paralisi cerebrale non ferma le parole: una nuova neuroprotesi iBCI trasforma il pensiero in testo

Sviluppare strumenti che permettano ai pazienti paralizzati di esprimersi con fluidità è una sfida clinica e tecnologica di grande rilievo. A questo obiettivo è stato orientato uno studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience e condotto dagli scienziati del Massachusetts General Hospital. Il team, guidato da Justin J. Jude, ha progettato un prototipo in grado di tradurre l’attività cerebrale durante la digitazione su tastiera in testo scritto, offrendo così un’alternativa più familiare e intuitiva rispetto ai tradizionali sistemi di comunicazione basati sullo spostamento di cursori o sulla decodifica del parlato o della scrittura a mano. “La digitazione su tastiera QWERTY è una modalità di comunicazione naturale e ad alto flusso informativo – spiegano gli autori -. Questo approccio potrebbe rendere più semplice e immediata la comunicazione per chi è affetto da paralisi”.

Come funziona il sistema

Il dispositivo è stato impiantato in due partecipanti con tetraplegia: uno con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e l’altro con una lesione cervicale del midollo spinale. Gli scienziati hanno registrato l’attività cerebrale dei partecipanti tramite elettrodi impiantati nel giro precentrale, una regione coinvolta nel movimento volontario, mentre i pazienti tentavano di muovere le dita per digitare su una tastiera QWERTY. Una rete neurale profonda ha decodificato questi segnali, prevedendo quale carattere ogni paziente intendesse digitare. La neuroprotesi richiede circa 30 frasi di calibrazione per funzionare efficacemente e migliora la precisione utilizzando un modello linguistico a 5-grammi.

Risultati promettenti

I test clinici hanno evidenziato prestazioni sorprendenti:

  • Il primo paziente ha raggiunto 110 caratteri al minuto, pari a circa 22 parole al minuto, con un tasso di errore dell’1,6%, un livello di accuratezza comparabile a quello di persone senza disabilità.
  • Il secondo partecipante ha digitato fino a 47 caratteri al minuto.

Secondo i ricercatori, questi risultati superano le capacità dei sistemi iBCI basati sul movimento della mano, offrendo una comunicazione più rapida, intuitiva e con maggiore privacy. Gli autori sottolineano che saranno necessari ulteriori studi con coorti più ampie e diversificate, ma questo approccio rappresenta un passo avanti significativo verso strumenti di comunicazione più efficaci per le persone con paralisi. La possibilità di digitare con la mente potrebbe migliorare non solo la velocità e la precisione della comunicazione, ma anche l’autonomia e la qualità della vita dei pazienti.

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