Con l’arrivo della bella stagione molte persone accusano stanchezza, bassa concentrazione e cali di energia. Silvia Migliaccio e Silvio Garattini offrono punti di vista diversi sull’utilità degli integratori e sul ruolo della dieta nel contrastare questo disturbo stagionale
Con l’allungarsi delle giornate e l’aumento delle temperature, molte persone sperimentano un senso di spossatezza che sembra contraddire l’energia associata alla primavera. Il fenomeno, spesso definito “stanchezza stagionale”, è stato discusso all’Adnkronos Salute da due specialisti italiani con posizioni differenti sull’uso degli integratori. Da un lato l’endocrinologa e nutrizionista Silvia Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, che ritiene possano essere utili in casi specifici; dall’altro il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, secondo cui non esistono prove scientifiche della loro efficacia. Il dibattito riporta al centro una domanda frequente con il cambio di stagione: per recuperare energia servono davvero prodotti specifici o basta correggere lo stile di vita?
Cos’è davvero la stanchezza di primavera
La sensazione di spossatezza che molti avvertono tra marzo e maggio è generalmente legata ai cambiamenti ambientali e biologici tipici della stagione. L’aumento delle ore di luce, le oscillazioni di temperatura e l’adattamento dell’organismo ai nuovi ritmi circadiani possono provocare affaticamento, cali di attenzione e lieve vertigine.
Secondo Silvia Migliaccio, questi sintomi sono abbastanza comuni nei passaggi stagionali. Tuttavia, prima di attribuirli semplicemente al cambio di stagione, è necessario escludere altre cause mediche. Anemia, disturbi dell’umore o forme di astenia legate alla depressione possono manifestarsi con segnali simili e richiedono valutazioni cliniche specifiche. Per questo motivo la prima indicazione resta sempre il confronto con il medico.
Lo stile di vita resta il primo “tonico naturale”
Gli esperti concordano su un punto fondamentale: il modo più efficace per affrontare il calo di energia primaverile resta uno stile di vita equilibrato.
L’alimentazione dovrebbe essere ricca di frutta e verdura, fonti naturali di vitamine, antiossidanti e sali minerali. Importante anche l’idratazione: oltre all’acqua, possono contribuire bevande leggere come tè freddo non zuccherato, spremute di agrumi e centrifugati di frutta o verdura.
Questi alimenti forniscono micronutrienti essenziali come vitamine A, C ed E, che partecipano ai meccanismi di difesa dell’organismo e al metabolismo energetico. Una dieta varia e bilanciata rappresenta quindi il primo strumento per sostenere l’organismo nel periodo di adattamento stagionale.
Integratori: utili solo in casi specifici
Secondo Silvia Migliaccio, gli integratori possono avere un ruolo limitato e mirato. Non dovrebbero essere assunti in modo automatico o su iniziativa personale.
In alcune condizioni particolari – ad esempio aumentato fabbisogno nutrizionale, attività fisica intensa o carenze accertate – il medico può valutare l’utilità di prodotti a base di vitamine o sali minerali.
Tra i più diffusi ci sono gli integratori salini, spesso utilizzati anche dagli sportivi per reintegrare elettroliti. Tuttavia, la specialista invita a leggere attentamente le etichette nutrizionali: alcune bevande di questo tipo possono apportare anche 130-150 chilocalorie per bottiglia da 500 millilitri, un dettaglio da non sottovalutare soprattutto in chi segue regimi dietetici controllati.
Il punto di vista critico: “non servono”
La posizione di Silvio Garattini è decisamente più netta. Il farmacologo sostiene che non esistono prove scientifiche solide che dimostrino l’efficacia degli integratori nel migliorare la stanchezza stagionale.
Secondo il ricercatore, chi segue una alimentazione equilibrata riceve già tutti i nutrienti necessari dall’alimentazione quotidiana. L’uso diffuso di integratori rischia quindi di trasformarsi in una spesa superflua, quando spesso basterebbero abitudini salutari: alimentazione corretta, attività fisica regolare e riposo adeguato.
La dieta mediterranea come alleata contro la stanchezza
Per il fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, la strategia più efficace resta la Dieta Mediterranea. Questo modello alimentare prevede: frutta e verdura fresche, cereali preferibilmente integrali come pane, pasta e riso, pesce, latticini, uova e carni magre, oltre all’olio d’oliva come principale fonte di grassi. Al contrario, dovrebbero essere limitati carni rosse e salumi.
Si tratta di un regime alimentare vario e nutrizionalmente completo, in grado di fornire naturalmente vitamine, minerali e antiossidanti.
L’importanza dei pasti regolari e della colazione
Oltre alla qualità dell’alimentazione, conta anche la distribuzione dei pasti durante la giornata.
Per Silvia Migliaccio, saltare i pasti può accentuare il senso di stanchezza. La nutrizionista raccomanda quindi colazione, pranzo e cena regolari, con due piccoli spuntini a metà mattina e nel pomeriggio.
La prima colazione è considerata particolarmente importante perché interrompe il digiuno notturno e fornisce l’energia necessaria per attivare metabolismo, muscoli e cervello. In genere dovrebbe coprire circa il 20-25% del fabbisogno calorico giornaliero, contribuendo a mantenere livelli di attenzione e rendimento adeguati durante la giornata.
In definitiva, il confronto tra esperti mostra come gli integratori non rappresentino la soluzione principale alla stanchezza primaverile. Alimentazione equilibrata, ritmi regolari e stile di vita sano restano gli strumenti più efficaci per affrontare il cambio di stagione.